DESIDERO CONDURVI AL PADRE

Messaggio della Madonna a Medjugorje (18.03.93) "Cari figli! Il mio desiderio è questo: datemi le vostre mani così potrò portarvi c...

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lunedì 23 novembre 2015

NOVENA ALLE ANIME DEL PURGATORIO NEL DIVIN VOLERE

Recitare le preghiere per nove giorni consecutivi
 
Padre Santo, m’immergo nel tuo Voler Divino, prendo e faccio mio tutto il suo Potere, l’immensità del suo Amore;  faccio mio il valore immenso delle pene del tuo Figlio Gesù, tutta la sua Passione, ogni sua piaga, ogni sua spina, ogni goccia del suo Sangue e faccio mia tutta la sua Umanità SS., ogni suo atto, tutti i suoi meriti, la sua Santità e la sua Divinità;  prendo tutte le Qualità Divine, tutti i beni che sono nella Volontà Divina;  prendo tutti gli atti di Maria SS., tutta la sua santità, i suoi meriti e le sue pene e, facendo tutto mio questo capitale infinito, lo verso tutto sulle anime del Purgatorio, ( particolarmente sull’anima di ...................... ),   perché, immerse in questi bagni di un potere ed un’immensità divina, vengano di molto abbreviate le loro pene e possano essere al più presto ammesse alla tua Presenza a lodarti nella Patria Celeste. (Cfr. Vol. 12 - 14.3.1919)
(Signore) Per le vie del tuo Divino Volere, Ti offro, Signore, in suffragio delle anime purganti, il Sangue Divino sparso per esse, il Sacrificio della Vittima Divina, la mediazione di Maria e dei Santi, le suppliche della tua Chiesa, le preghiere e le opere meritorie dei suoi figli.  Appoggiato a tutto questo, confido tanto, o mio Dio, nella tua misericordia per quelle anime che Ti sono care, e ci fai un dovere di amare e di soccorrere ancora.
Gesù, Ti bacio, Ti compatisco, Ti adoro, Ti ringrazio con la Tua Volontà.
Per i colpi che ricevi e per gli acerbi dolori che soffri mentre Ti conficcano i chiodi, Ti prego, Gesù, di concedere alle anime purganti una sollecita liberazione dal Purgatorio.  Per il Sangue che spargi, o Gesù, Ti prego di estinguere le fiamme che bruciano quelle anime;  e questo Sangue sia a tutte di refrigerio e bagno salutare da purgarle da qualunque macchia e disporle alla visione beatifica.   (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C.) 

 

giovedì 23 luglio 2015

Questo Sangue prezioso


Padre Santo, mi unisco al tuo Figlio Gesù nell’offrirti il Suo Sangue divino; fa’ che copra tutte le intelligenze delle creature e renda vane le loro cattive intenzioni e i cattivi pensieri; fa’ che attutisca il fuoco delle loro passioni e faccia risorgere intelligenze sante. Questo Sangue copra i loro occhi e faccia velo alla loro vista, affinché in loro non vi entri il gusto dei piaceri cattivi e non s’insozzino del fango della terra. Questo Sangue prezioso copra e riempia la loro bocca e renda morte le loro labbra alle bestemmie, alle imprecazioni e ad ogni parola cattiva. Padre Santo, questo Sangue divino copra le loro mani e metta in loro terrore per tante azioni nefande. Questo Sangue circoli nell’Unica ed Eterna Divina Volontà per coprire tutti, per difendere e per essere arma difenditrice a pro delle creature presso i diritti della Divina Giustizia. (Cfr. Vol. 17 - 1.7.1924 - Luisa P.)


Amen

martedì 16 dicembre 2014

Novena di Natale dagli scritti di Luisa Piccareta

Eccessi d’amore di Gesù Bambino
Luisa:
"Con una novena del Santo Natale circa l’età di diciassette anni, mi preparai alla festa del Santo Natale praticando diversi atti di virtù e mortificazione, e specialmente onorando i nove mesi che Gesù stette nel seno materno con nove ore di meditazione al giorno, appartenente sempre al mistero dell’incarnazione."
  


 
PRIMO ECCESSO D’AMORE 
Come per esempio, in un ora mi portavo col pensiero nel paradiso e mi immaginavo la Santissima Trinità. Il Padre che mandava il Figlio sulla terra, il Figlio che prontamente ubbidiva al Volere del Padre, lo Spirito Santo che vi consentiva. La mia mente si confondeva nel mirare un sì grande mistero, un amore sì reciproco, sì uguale, sì forte tra Loro e verso degli uomini; e poi, l’ingratitudine degli uomini e specialmente la mia. Che vi sarei stato non un’ora ma tutto il giorno, ma d’una voce interna che mi diceva: "Basta, vieni e vedi altri eccessi più grandi del mio amore." 
 SECONDO ECCESSO
Quindi la mia mente si portava nel seno materno, e rimaneva stupita nel considerare quel Dio sì grande nel Cielo, ora così annichilito, impicciolito, ristretto, che non poteva muoversi, e quasi neppure respirare. La voce interna che mi diceva: "Vedi quanto ti ho amato? Deh! dammi un po’ di largo nel tuo cuore, togli tutto ciò che non è mio, che così mi darai più agio a potermi muovere ed a farmi respirare."
Il mio cuore si struggeva, gli chiedevo perdono, promettevo d’essere tutta sua, mi sfogavo in pianto, ma però, lo dico a mia confusione, che ritornavo ai miei soliti difetti. Oh Gesù quanto siete stato buono con questa misera creatura! 
 
   TERZO ECCESSO 
Dalla seconda meditazione passavo alla terza, e una voce interna mi diceva: "Figlia mia, poggia la tua testa sul seno della mia Mamma, guarda fin dentro di esso la mia piccola Umanità, il mio amore mi divorava, gli incendi, gli oceani, i mari immensi dell’amore della mia Divinità m’inondavano, m’incenerivano, alzavano tanto le sue vampe che si alzavano e si estendevano ovunque, a tutte le generazioni, dal primo all’ultimo uomo, e la mia piccola Umanità era divorata in mezzo a tante fiamme, ma sai tu, il mio eterno amore che cosa mi vuol far divorare? Ah! le anime! Ed allora fui contento quando le divorai tutte, restando con Me concepite, ero Dio, dovevo operare come Dio, dovevo prendere tutte, il mio amore non mi avrebbe dato pace se escludessi qualcuna. Ah! figlia mia, guarda bene nel seno della mia Mamma, fissa bene gli occhi nella mia Umanità concepita e vi troverai l’anima tua concepita con Me, le fiamme del mio amore che ti divorarono. Oh! quanto ti ho amato e ti amo!
Io mi sperdevo in mezzo a tanto amore, ne sapeva uscirmene, ma una voce mi chiamava forte dicendomi: "Figlia mia, ciò e nulla ancora, stringiti più a me, dà le tue mani alla mia cara Mamma affinché ti tenga stretta sul suo seno materno, e tu dà un altro sguardo alla mia piccola Umanità concepita e guarda il quarto eccesso del mio amore."
 

QUARTO ECCESSO
"Figlia mia, dall’amore divorante passa a guardare il mio amore operante. Ogni anima concepita mi portò il fardello dei suoi peccati, delle sue debolezze e passioni, ed il mio amore mi comandò di prendere il fardello di ciascuno e non solo le anime concepì, ma le pene di ciascuna, le soddisfazioni che ogn’una di esse doveva dare al mio Celeste Padre. Sicché la mia passione fu concepita insieme con Me. Guardami bene nel seno della mia Celeste Mamma. Oh! come la mia piccola Umanità era straziata, guarda bene come la mia piccola testolina è circondata da un serto di spine, che cingendomi forte le tempie mi fanno mandare fiumi di lacrime dagli occhi, ne potevo muovermi per asciugarle. Deh! muoviti a compassione di Me, asciugami gli occhi dal tanto piangere, tu che hai le braccia libere per potermelo fare, queste spine sono il serto dei tanti pensieri cattivi che si affollano nelle menti umane, oh! come mi pungono più delle spine che germoglia la terra, ma guarda ancora che lunga crocifissione di nove mesi, non potevo muovere né un dito, né una mano, né un piede, ero qui sempre immobile, non c’era posto per potermi muovere un tantino, che lunga e dura crocifissione coll’aggiunto che tutte le opere cattive prendendo forma di chiodi, mi trafiggevano mani e piedi ripetutamente e così." E così continuava a narrarmi pene per pene, tutti i martiri della sua piccola Umanità, che volerle dire tutte sarei troppo lungo. Ond’io mi abbandonavo al pianto, mi sentivo dire nel mio interno: "Figlia mia, vorrei abbracciarti ma non lo posso, non c’è lo spazio, sono immovile, non lo posso fare; vorrei venire a te, ma non posso camminare. Per ora abbracciami e vieni tu a Me, poi quando uscirò dal seno materno verrò Io a te." Ma mentre con la mia fantasia me l’abbracciavo, me lo stringevo forte al mio cuore, una voce interna mi diceva: "Basta per ora figlia mia, e passa a considerare il quinto eccesso del mio amore."
 

 QUINTO ECCESSO
Onde la voce interna seguiva: "Figlia mia, non ti scostare da Me, non mi lasciare solo, il mio amore vuole la compagnia, un altro eccesso del mio amore che non vuole essere solo. Ma sai tu con chi vuol essere in compagnia? Della creatura. Vedi, nel seno della mia Mamma, insieme con Me ci sono tutte le creature, concepite insieme con Me. Io sto con loro tutto amore, voglio dirle quanto le ami, voglio parlare con loro per dirle le mie gioie ed i miei dolori, che sono venuto in mezzo a loro per renderle felice, per consolarle, che starò in mezzo a loro come un loro fratellino dando a ciascuna tutti i miei beni, il mio regno a costo della mia morte. Voglio darle i miei baci, le mie carezze; voglio trastullarmi con loro, ma, ahi quanti dolori mi danno! chi mi fugge, chi fa il sordo e mi riduce al silenzio, chi disprezza i miei beni e non si curano del mio regno e ricambiano i miei baci e carezze con la non curanza e dimenticanza di Me, ed il mio trastullo lo convertono in amaro pianto. Oh! come son solo, eppure in mezzo a tanti. Oh! come mi pesa la mia solitudine, non ho a chi dire una parola, con chi fare uno sfogo, neppure d’amore; sono sempre mesto e taciturno, perché se parlo non sono ascoltato. Ah! figlia mia, ti prego, ti supplico non mi lasciare solo in tanta solitudine, dammi il bene di farmi parlare coll’ascoltarmi, presta orecchio a miei insegnamenti, Io sono il maestro dei maestri. Quante cose voglio insegnarti! Se tu mi darai ascolto mi farai cessare da piangere e mi trastullerò con te. Non vuoi tu trastullarti con Me? E mentre mi abbandonavo in Lui compatendolo nella sua solitudine, la voce interna seguiva: "Basta, basta, e passa a considerare il 6º eccesso del mio amore." 
   
 SESTO ECCESSO
"Figlia mia, vieni, prega la mia cara Mamma che ti faccia un po’ di posticino nel suo seno materno, affinché tu stessa vedi lo stato doloroso in cui mi trovo." Onde mi pareva col pensiero che la nostra Regina Mamma per contentare a Gesù, mi faceva un po’ di posto e mi metteva dentro. Ma era tale e tanta l’oscurità che non lo vedevo, solo sentivo il suo respiro e Lui nel mio interno seguiva a dirmi: "Figlia mia, guarda un altro eccesso del mio amore. Io sono la luce eterna, il sole è un’ombra della mia luce, ma, vedi dove mi ha condotto il mio amore, in che oscura prigione Io sono? Non c’è uno spiraglio di luce, è sempre notte per Me, ma notte senza stelle, senza riposo, sempre desto, che pena! la strettezza della prigione, senza potermi menomamente muovere, le fitte tenebre; anche il respiro, respiro per mezzo del respiro della mia Mamma, oh! come è stentato. E poi, aggiungi le tenebre delle colpe delle creature, ogni colpa era una notte per Me, che unendosi insieme formavano un abisso d’oscurità senza sponde. Che pena! oh eccesso del mio amore, farmi passare d’una immensità di luce, di larghezza, in una profondità di fitte tenebre e di tale strettezze fino a mancarmi la libertà del respiro, e ciò tutto per amore delle creature." E mentre ciò diceva gemeva, quasi con gemiti soffocati per mancanza di spazio, e piangeva. Io mi struggevo in pianto, lo ringraziavo, lo compativo, volevo fargli un po’ di luce col mio amore come Lui mi diceva, ma chi può dire tutto? La stessa voce interna soggiungeva: "Basta per ora, e passa al settimo eccesso del mio amore."
 
 SETTIMO ECCESSO
La voce interna seguiva: "Figlia mia, non mi lasciare solo in tanta solitudine ed in tanta oscurità, non uscire dal seno della mia Mamma per guardare il settimo eccesso del mio amore. Ascoltami, nel seno del mio Celeste Padre Io ero pienamente felice, non c’era bene che non possedevo, gioia, felicità, tutto era a mia disposizione, gli angeli riverenti mi adoravano e stavano ai miei cenni. Ah! l’eccesso del mio amore, potrei dire, mi fece cambiare fortuna, mi restrinse in questa tetra prigione, mi spogliò di tutte le mie gioie, felicità e beni per vestirmi di tutte le infelicità delle creature, e tutto ciò per fare il cambio, per dare la mia fortuna, le mie gioie e la mia felicità eterna a loro. Ma ciò sarebbe stato nulla se non avessi trovato in loro una somma ingratitudine ed ostinata perfidia. Oh! come il mio eterno amore restò sorpreso innanzi tanta ingratitudine e pianse l’ostinatezza e perfidia dell’uomo. L’ingratitudine fu la spina più pungente che mi trafisse il cuore, fin del mio concepimento fino all’ultimo del mio morire. Guarda il mio cuoricino, è ferito e sgorga sangue. Che pena! che spasimo che sento! Figlia mia, non essermi ingrata; l’ingratitudine è la pena più dura per il tuo Gesù, è il chiudermi in faccia le porte per farmi restare intirizzito di freddo. Ma a tanta ingratitudine il mio amore non si arrestò e si atteggiò ad’amore supplicante, pregante, gemente e mendicante, questo è l’ottavo eccesso del mio amore."


OTTAVO ECCESSO
"Figlia mia, non mi lasciare solo, poggia la tua testa sul seno della mia cara Mamma, che anche al di fuori sentirai i miei gemiti, le mie suppliche, e vedendo che né miei gemiti, né le mie suppliche muovono a compassione la creatura del mio amore, mi atteggio in atto del più povero dei mendichi e stendendo la mia piccola manina chiedo per pietà almeno a titolo di elemosina le loro anime, i loro affetti, ed i loro cuori. Il mio amore voleva vincere a qualunque costo il cuore dell’uomo, e vedendo che dopo setti eccessi del mio amore era restìo, faceva il sordo, non si curava di Me e né si voleva dare a Me, il mio amore si volle spingere di più, avrebbe dovuto arrestarsi, ma no, volle uscire di più dai suoi limiti, e fin dal seno della mia Mamma faceva giungere la mia voce ad ogni cuore e coi modi più insinuanti, con le preghiere più ferventi, con le parole più penetranti. Ma sai che gli dicevo? "Figlio mio, dammi il tuo cuore, tutto ciò che tu vuoi Io ti darò purché mi dai in cambio il cuore tuo; sono sceso dal Cielo per farne preda, deh! non me lo negare! non rendere deluso le mie speranze!" E vedendolo restìo, anzi molti mi voltavano le spalle, passavo ai gemiti, giungevo le mie piccole manine e piangendo, con voce soffocata da singhiozzi, gli soggiungevo: "Ahi! ahi! sono il piccolo mendico, neppure in elemosina vuoi darmi il cuor tuo? Non è questo un eccesso più grande del mio amore, che il Creatore per avvicinarsi alla creatura prenda la forma di piccolo bambino per non incuterli timore, e chieda almeno per elemosina il cuore della creatura, e vedendolo che non lo vuol dare, prega, geme e piange?" E poi mi sentivo dire: "E tu non vuoi darmi il tuo cuore? Forse anche tu vuoi che gema, preghi e pianga per darmi il tuo cuore? Vuoi negarmi la elemosina che ti chiedo?" E mentre ciò diceva sentivo come se singhiozzasse, ed io: "Mio Gesù, non piangere, vi dono il mio cuore e tutta me stessa." Onde la voce interna seguiva: "Passa più oltre, e passa al nono eccesso del mio amore."
 

NONO ECCESSO
"Figlia mia, il mio stato e sempre più doloroso, se mi ami, il tuo sguardo abbilo fisso in Me, per vedere se al tuo piccolo Gesù puoi apprestarlo qualche sollievo, una parolina d’amore, una carezza, un bacio, metterà tregua al mio pianto ed alle mie afflizioni. Senti figlia mia, dopo avere dato otto eccessi del mio amore, e l’uomo mi contraccambiò così malamente, il mio amore non si diede per vinto, ed all’ottavo eccesso volle aggiungere il nono, e queste furono le ansie, i sospiri di fuoco, le fiamme dei desideri che volevo uscire dal seno materno per abbracciare l’uomo, e questo riduceva la mia piccola Umanità, non ancor nata, ad una agonia tale da giungere a dare l’ultimo anelito. E mentre stavo per dare l’ultimo respiro, la mia Divinità ch’era inseparabile con Me, mi dava dei sorsi di vita, e così riprendevo la vita per continuare la mia agonia, e ritornare di nuovo a morire. Fu questo il nono eccesso del mio amore, agonizzare e morire d’amore continuo per la creatura. Oh! che lunga agonia di nove mesi! Oh! come l’amore mi soffocava e mi faceva morire, e se non avessi tenuto la Divinità con Me, che mi ridonava la vita ogni qual volta stavo per finire, l’amore mi avrebbe consumato prima d’uscire alla luce del giorno." Poi soggiungeva: "Guardami, ascoltami come agonizzo, come il mio piccolo cuore batte, affanna, brucia; guardami, adesso muoio." E faceva profondo silenzio. Io mi sentivo morire, mi gelavo il sangue nelle vene e tremante gli dicevo: "Amor mio, Vita mia, non morire, non mi lasciare sola, tu vuoi amore, ed io t’amerò, non ti lascerò più, dammi le tue fiamme per poterti più amare e consumami tutta per Te."



Tratto da: http://www.preghiereagesuemaria.it/

giovedì 23 ottobre 2014

Atto preventivo: Divin Volere vieni a regnare in Me

Fiat Voluntas Tua.
Sia fatta la Tua Volontà, così sulla terra come in Cielo
Atto preventivo del mattino nel Fiat

Gesù, Ti amo, Divina Volontà vieni a regnare in me e fammi regnare con Te.
Vieni a regnare nel mio corpo, nella mia mente e nel mio cuore, vieni nei miei pensieri, nelle mie parole, nei miei affetti,
nelle mie intenzioni, nei sogni e nei progetti, nei passi, nelle azioni, in ogni atto.
Fa’ che ogni cosa prenda vita da Te e a Te ritorni.
Fa’ che sia sempre accompagnata dalla Madre nostra santissima, illuminata dallo Spirito Santo, protetta da S. Michele Arcangelo, in compagnia di tutti gli Angeli e dei Santi.
Fiat. Così sia. Amen.

Fonte: http://www.casadellasperanza.it/atto-preventivo-del-mattino-nel-fiat-promemoria/

Io voglio stringermi più stretto con Te, anzi immedesimato;  voglio lasciare il mio essere in Te e prendervi il Tuo, fino a giungere a sperdere tutto il mio essere in Te come Tu lo trasfondi nel mio;  voglio in tutto prendere ciò che è tuo e in tutto lasciare ciò che è mio.  E quindi, in Te io vi lascio la mia mente e prendo la tua Mente divina e così sempre e solo a cose sante penserò e che riguardano solo il bene e solo riguardano l’onore e la gloria di Dio.  In Te lascio i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani e i miei passi  Oh, quanto sarò felice d'ora in poi!  Penserò con la tua mente, guarderò con i tuoi occhi, parlerò con la tua bocca, Ti amerò col tuo Cuore, opererò con le tue mani, camminerò coi piedi tuoi;  quindi io voglio parlare ed operare sempre bene e solo per amore tuo, e voglio camminare le vie rette e sante;  e prendendo il tuo Cuore voglio amare Te solo e poterti amare col tuo stesso Amore.  Tutto di Te io voglio esser rivestito e di tutte le cose tue, e Tu delle cose mie, che Tu stesso metti in me e che sono tue.  Nessun’altra unione più stretta con Te, di questa, io posso cercare!  Oh, come l’anima mia si sente beata!  Ah, sì, perché anche la tua Beatitudine io prendo, o mio amato Gesù! (Cfr. Vol. 8 - 8.1.1909  +  Vol. 9 - 4.11.1909) 

Da: Luisa Piccareta: Fusione nell'umanità di Gesù

Per chi vuole approfondire:

Luisa Piccareta, la piccola figlia della Divina Volontà

Le 24 ore della Passione

Testi sul Divino Volere e su Luisa (di don Pablo Martin Sanguiao)

Il Papa Benedetto XVI ha detto nella sua prima enciclica "Deus Caritas est" (n. 17): "Il sì (*) della nostra volontà alla Sua (**) unisce intelletto, volontà e sentimento nell’atto totalizzante dell’amore. (…) Volere la stessa cosa e rifiutare la stessa cosa, è quanto gli antichi hanno riconosciuto come autentico contenuto dell’amore: il diventare l’uno simile all’altro, che conduce alla comunanza del volere e del pensare. La storia d’amore tra Dio e l’uomo consiste appunto nel fatto che questa comunione di volontà cresce in comunione di pensiero e di sentimento, e così, il nostro volere e la Volontà di Dio coincidono sempre di più: la Volontà di Dio non è più per me una volontà estranea, che i comandamenti mi impongono dall’esterno, ma è la mia stessa volontà, in base all’esperienza che, di fatto, Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso. Allora cresce l’abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia".
(*) cioè il nostro fiat
(**) la Volontà di Dio, anche chiamato Divin Volere

Infine, recentemente (8 gennaio 2014) Gesù ha chiesto a Margherita di Gesù di scrivere una raccolta sul Divino Volere. Il libro dovrebbe essere pronto per Natale. QUI

"Grandiosa Opera fu quella di Luisa, perché molte spiegazioni e rivelazioni ha donato il mio Gesù.
Ora però non di meno sarà questo libro,
il quale ti invito a donarlo a più Sacerdoti possibile,
perché rientrino nel Santo Volere
.
Pure loro non conoscono a fondo questa realtà divina, che si propagherà diffondendo l’Amore in tutti. Si capirà che solo facendo il Volere del Cielo sulla terra, ci sarà la vera pace. Ma il volere umano lo si deve abbandonare come si butta un fiore appassito e lo si lascia macerare per farne l’humus per concimare la terra. Ecco, così sarà dell’umanità che intollerante alla Volontà Divina finirà con il marcire e non metterà radici sulla terra. Amen." (Maria SS. a Margherita, 11 settembre 2014)

domenica 27 luglio 2014

DA GESU' RE E AMANTE DELLA DIVINA VOLONTA'

Cari ed amati figli miei,
vengo in mezzo a voi col Cuore affogato nelle mie fiamme d’amore.  Vengo come Padre in mezzo ai figli che amo assai, ed è tanto il mio amore che vengo a rimanere con voi per far vita insieme e vivere con una sola Volontà, con un solo amore.  Vengo col corteggio delle mie pene, del mio Sangue, delle mie opere e della mia stessa morte.  Guardatemi:  ogni goccia del mio Sangue, ogni pena, tutte le mie opere, i miei passi, fanno a gara ché vogliono darvi la mia Divina Volontà;  fin la mia morte vuol darvi il risorgimento della vita in essa.  Nella mia Umanità tutto vi ho preparato ed impetrato:  grazie, aiuti, luce, forza, per ricevere un dono sì grande;  da parte mia tutto ho fatto, ora aspetto la parte vostra.

Leggi il resto   QUI (da Luisa Piccareta)


Miei cari, oggi sto alla destra del Padre con Grazia e Maestà, ed è in quella Maestà e Grazia che Io governo su tutto in questo mondo e nel prossimo. La Mia lezione oggi riguarda un modo sicuro di vivere e di fare la Mia Santissima Volontà, e cioè dimorare nel Sacratissimo Cuore di Dio Mio Padre. Quando voi dimorate nell'amore, nel Cuore Sacratissimo di Mio Padre, siete associati a una sola Volontà e questa è la Volontà del Padre che Mi ha mandato. Essere uniti nell'amore nel Cuore del Padre Mio significa anche essere uniti nella Sua Volontà.
Non vi ingannate, Miei piccoli, il Cuore di Dio Mio Padre esiste davvero. Fu solo attraverso il Cuore Amorevolissimo di Dio, l'Amore che batte con la Sua Santissima Volontà, che tutto è venuto all'esistenza. E fu all'Immacolata Concezione di Mia Madre che Dio Mio Padre ha racchiudere la metà del Suo Cuore in Mia Madre Maria. E fu dal Suo Cuore che il Mio Corpo e il Mio Cuore furono formati.
Ecco perché i Tre Cuori, benché separati, sono uniti insieme come Uno, Uno nell'Amore e Uno nella Volontà. Tutto ciò che Dio Mio Padre fa nella Sua Pura Volontà è fatto tutto per Amore.

Leggi il resto con la CONSACRAZIONE QUI (dai messaggi a Chris Courtis)

lunedì 16 giugno 2014

24 FEBBRAIO 2013 - LE 24 ORE DELLA PASSIONE

 
MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE AL SUO SERVO GUSTAVO (ARGENTINA) link



anibal31

Così come ho incaricato Mia figlia, Maria della Divina Misericordia, di chiudere il tempo dei Profeti, a te, bambino Mio, affido il compito, a lungo richiesto, di preparare le anime per l'ora del Grande Avvertimento e l'attesa del Mio Gregge Rimanente.
Darai a conoscere Le 24 ore della Mia Passione prima della Settimana Santa, opera che è stata consegnata alla Mia piccola figlia della Divina Volontà (Luisa Piccarreta), poco considerata dal mondo.
Queste 24 Ore meditate della Passione saranno perché ogni anima sia preparata prima dell'Avvertimento, sarà il crogiolo in cui l'anima sarà convertita in una colonna di marmo e granito, per resistere al tempo in cui l'Anticristo uscirà nel mondo.
Ma queste Ore della Passione non sono solo per la Settimana Santa, ma dovranno essere meditate fino alla Fine dei Tempi. Il mio gregge sta celebrando l'Ultima Cena con il suo Signore, è quasi pronto per andare verso il Monte degli Ulivi e da lì arriveremo ai piedi al Monte della Croce.
QUESTE ORE DELLA PASSIONE DEVONO ESSERE FATTE INIZIANDO IN MODO SPECIALE IL GIOVEDÌ SANTO.
A chi fa le Ore della Passione, Gesù dà i Suoi stessi meriti, come se egli stesso soffrisse la Sua Passione.
 

(NdT: Si riportano di seguito 2 brani di Gesù a Luisa Piccareta)
 
6 settembre 1913 (vol. 11)
Luisa: stavo pensando alle Ore della Passione scritte, e del fatto che siano senza Indulgenze, chi le fa non guadagna nulla; d'altra parte ci sono tante preghiere arricchite di molte Indulgenze...E mentre pensavo questo, il mio Gesù sempre amabile, benignamente mi ha detto:
"Figlia Mia, con le preghiere indulgenziate si guadagna qualcosa, d'altro canto le Ore della Passione sono le Mie stesse Preghiere, le Mie stesse riparazioni: sono tutto amore e sono uscite fuori dal profondo del Mio Cuore. Hai forse dimenticato quante volte mi sono unito a te per farle insieme e ho cambiato i flagelli in grazie per tutta la terra? Ed è tanto e tale il mio compiacimento che, invece dell'Indulgenza, do all'anima una manciata di amore, che ha un prezzo incalcolabile di valore infinito.
Inoltre, quando le cose sono fatte per puro amore, lì il Mio Amore trova sollievo... e non è indifferente che la creatura dia sollievo e sfogo all'amore del suo Creatore."


Ottobre 1914
Luisa: Stavo scrivendo le Ore della Passione e pensavo tra me: "Quanti sacrifici per la scrittura di queste Ore della Passione, soprattutto per dover mettere su carta alcuni atti interni che sono passati solo tra me e Gesù . Quale sarà la ricompensa che Mi darà? ". E Gesù, facendomi sentire la sua voce tenera e dolce, ha detto: «Figlia mia, come ricompensa per averle scritte, per ogni parola che hai scritto ti darò un'anima, un bacio.»
E io: «Amore mio, questo per me; e a coloro che le fanno, che cosa darai? » E Lui: "Figlia Mia, queste Ore non le vedrò come cose vostre, ma come cose fatte da Me, e darò loro i Miei stessi meriti, come se Io stessi soffrendo in atto la Mia Passione e così gli farò ottenere gli stessi effetti, secondo la disposizione delle anime. Questo sulla terra e quindi maggiore bene non potrei dare loro. Più tardi, nel cielo, queste anime le metterò davanti a Me, trafiggendole con frecce di amore e di felicità, per quante volte hanno fatto le Ore della Mia Passione e anche loro Mi hanno trafitto. Quale dolce incanto sarà questo per tutti i Beati! »
«Se le fanno insieme con Me e con la Mia propria Volontà, per ogni parola che ripetono darò loro un'anima, perché tutte la maggiore o minore efficacia di queste Ore della Mia Passione è la maggiore o minore unione con Me. E facendole con la Mia Volontà, la creatura si nasconde nel Mio Volere, e operando la Mia Volontà posso fare tutti i beni che voglio, anche mediante una sola parola. E questo, ogni volta che le faranno. »

 
Vedi anche 6 novembre 1914 (vol. 11)
Continuando le solite Ore della Passione, il mio amabile Gesù mi ha detto:
"Figlia mia, il mondo sta in continuo atto di rinnovare la mia Passione, e siccome la mia immensità involge tutti, dentro e fuori delle creature, così sono costretto dal loro contatto a ricevere chiodi, spine, flagelli, disprezzi, sputi e tutto il resto che soffrii nella Passione, e anche più. Ora, chi fa queste Ore della mia Passione, dal contatto di queste mi sento togliere i chiodi, frantumare le spine, raddolcire le piaghe, togliere gli sputi, mi sento contraccambiare in bene il male che mi fanno gli altri, ed Io, sentendo che il loro contatto non mi fa male, ma bene, mi poggio sempre più su loro."
Oltre di ciò, ritornando il benedetto Gesù a parlare di queste Ore della Passione ha detto:
"Figlia mia, sappi che col fare queste Ore, l'anima prende i miei pensieri e li fa suoi, le mie riparazioni, le preghiere, i desideri, gli affetti, anche le più intime mie fibre e le fa sue, ed elevandosi su, tra il Cielo e la terra fa il mio stesso uffizio, e come corredentrice dice insieme con Me: Ecce ego mitte me, voglio ripararti per tutti, risponderti per tutti ed impetrare il bene a tutti."


scarica il libro delle Ore della Passione in pdf

Distribuzione delle Ore e preghiere

lunedì 19 maggio 2014

16 MAGGIO 2014 - MESSAGGIO DELLA SS. VERGINE A LUZ DE MARIA (estratto)

Amato popolo Mio, non basta solo dichiararsi consapevoli degli eventi che in questo momento succedono all'umanità, che vi stanno portando verso il precipizio, senza freno e rapidamente. Quelli che si dichiarano "Miei figli" non solo devono  essere consapevoli del momento che l'umanità vive, ma anche essere consapevoli che ciascuno di voi deve essere il riflesso dell'agire e dell'operare di Mio Figlio e quindi essere creature di pace, di amore, di concordia, di umiltà e anche di verità. La verità porta a proclamare, come fecero Mio Figlio e i Suoi discepoli, proprio questo: il vero amore. Il vero amore non nasconde i difetti che portano i vostri fratelli a cadere nel precipizio in cui Satana attende il suo bottino. IL VERO AMORE È QUELLO CHE COMPIE, OPERA E ATTUA LA VOLONTÀ DI MIO FIGLIO, CIOÈ: SALVARE IL MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DI ANIME.
Amato popolo Mio, continuate come se quello che Io ho annunciato dovesse accadere fra tanto tempo e avete dimenticato che questo tempo non è più tempo e che questo non esiste più, ma è solo un istante nelle mani di Mio Figlio e che tutto potrebbe succedere in un solo momento senza che voi nemmeno ve ne accorgiate.
Non vi aggrappate a ciò che è terreno, ma aggrappatevi a Mio Figlio che è "la via, la verità e la vita".
METTETE CONTINUAMENTE LE VOSTRE CASE E LE VOSTRE FAMIGLIE DAVANTI AI NOSTRI SACRI CUORI, UNICO RIFUGIO IN CUI OTTERRETE LA FORZA, NON SOLO QUELLA SPIRITUALE, MA LA FORZA NELLA COSCIENZA, NEL PENSIERO, NELLA MENTE E NEL CUORE PER NON CEDERE.
Grandi eventi a livello di conflitto tra le Potenze sono in gestazione. Vi invito ora a pregare per la Russia. Vi invito a pregare per la Cina. Non tralasciate nelle vostre preghiere gli Stati Uniti.
(...)
NON DESIDERO FIGLI TIEPIDI, CHE ASCOLTANO LA MIA PAROLA E LA DIMENTICANO SUBITO, PERCHÉ QUESTI SMETTERANNO DI ASCOLTARMI; MI ASCOLTERA' SOLO CHI DICE INSIEME A ME: "SIA FATTA LA TUA VOLONTA' COSÌ SULLA TERRA COME IN CIELO".




La Madonna parla del "FIAT" nel libro "LA VERGINE MARIA NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’" dettato a Luisa Piccareta. Qui riporto il giorno 19°

Ora, figlia del mio cuore, prestami attenzione ed ascoltami: alquanti giorni prima della discesa del Verbo sulla terra, io vedevo il cielo aperto ed il sole del Verbo divino alle sue porte, come per guardare sopra di chi doveva prendere il suo volo, per rendersi celeste prigioniero di una creatura. Oh, come era bello vederlo alle porte del cielo, come alla vedetta, ed a spiare la fortunata creatura che doveva albergare il suo Creatore! (Le divine Persone del)la Trinità Sacrosanta guardavano la terra non più (come) estranea a loro, perché c'era la piccola Maria, che possedendo la Divina Volontà aveva formato il Regno divino, dove (il Verbo) poteva scendere sicuro, come nella sua propria abitazione, nella quale trovava il cielo ed i tanti soli dei tanti atti di Volontà Divina fatti nell'anima mia. La Divinità rigurgitò d'amore, e togliendosi il manto di Giustizia che da tanti secoli aveva tenuto con la creatura, (le divine Persone) si coprirono col manto di misericordia infinita, e decretarono tra loro la discesa del Verbo. E stanno in atto di suonare l'ora del compimento. A questo suono, cieli e terra stupiscono e si mettono tutti sull'attenti, per essere spettatori d'un eccesso d'amore sì grande e di un prodigio sì inaudito.
La Mamma tua si sentiva incendiata d'amore, e facendo eco all'amore del mio Creatore, volevo formare un solo mare d'amore, affinché scendesse in esso il Verbo sulla terra. Le mie preghiere erano incessanti, e mentre pregavo nella mia stanzetta, un'angelo venne spedito dal cielo come messaggero del gran Re; mi si fece davanti, ed inchinandosi mi salutò: "Ave, o Maria, Regina nostra; il Fiat Divino ti ha riempita di grazia. Già ha pronunziato il Fiat che vuol scendere; già è dietro delle mie spalle; ma vuole il tuo Fiat per formare il compimento del suo Fiat."
Ad un annuncio sì grande, da me tanto desiderato, ma che non avevo mai pensato di essere io la eletta, io restai stupita ed esitai un istante; ma l'angelo del Signore mi disse: "Non temere, Regina nostra, tu hai trovato grazia presso Dio. Tu hai vinto il tuo Creatore; perciò, per compiere la vittoria, pronunzia il tuo Fiat."
Io pronunciai il Fiat, ed oh, meraviglia! I due Fiat si fusero insieme, ed il Verbo divino scese in Me. Il mio Fiat, che era avvalorato dallo stesso valore del Fiat divino, formò dal germe della mia umanità, la piccina piccina umanità che doveva racchiudere il Verbo, e (così) fu compiuto il gran prodigio dell'Incarnazione.
Oh potenza del Fiat supremo! Tu mi innalzasti tanto da rendermi potente, fino a poter creare io in me quell'umanità che doveva racchiudere il Verbo eterno, che cieli e terra non potevano contenere! I cieli si scossero e tutta la creazione si atteggiò a festa, e tripudiando di gioia echeggiavano intorno la casetta di Nazaret, per dare gli omaggi ed ossequi al Creatore umanato, e nel loro muto linguaggio dicevano:
"Oh prodigio dei prodigi, che solo un Dio poteva fare! L'immensità si è impicciolita, la potenza si è resa impotente, la sua altezza inarrivabile si è abbassata fino nell'abisso del seno d'una Vergine, e nel medesimo tempo è restato piccolo ed immenso, potente ed impotente, forte e debole!"
Figlia mia cara, tu non puoi comprendere ciò che provò la Mamma tua nell'atto dell'Incarnazione del Verbo. Tutti mi premuravano ed aspettavano il mio Fiat, potrei dire onnipotente.
Ora, figlia cara, ascoltami, quanto ti deve stare a cuore il fare ed il vivere di Volontà Divina! La mia potenza esiste ancora: fammi pronunziare il mio Fiat sull'anima tua. Ma per fare ciò, voglio il tuo; da solo non si può fare il vero bene, ma sempre fra due si fanno le opere più grandi. Dio stesso non voleva fare da solo, ma volle me insieme, per formare il gran prodigio dell'Incarnazione, e nel mio Fiat e nel loro si formò la vita dell'Uomo Dio, si aggiustarono le sorti dell'umano genere, il cielo non fu più chiuso, (e) tutti i beni vennero racchiusi in mezzo ai due Fiat. Perciò pronunciamoli insieme: Fiat! Fiat!, e nel mio amore materno chiuderà in te la vita della Divina Volontà.
Per ora basta; domani ti aspetto di nuovo, per narrare alla figlia mia il seguito dell'Incarnazione.

L'anima: Mamma bella, io mi sento stupita nel sentire le tue belle lezioni. Deh, ti prego che pronunzi il tuo Fiat sopra di me; ed io pronunzio il mio, affinché resti concepito in me quel Fiat che tu tanto sospiri che come vita regni in me.

Fioretto: Oggi, per onorarmi, verrai a dare il primo bacio a Gesù e gli dirai per ben nove volte che vuoi fare la sua Volontà, ed io ripeterò il prodigio di far concepire Gesù nell'anima tua.

Giaculatoria: Regina potente, pronuncia il tuo Fiat e crea in me la Volontà di Dio.
 

martedì 15 aprile 2014

Tutto io voglio vivere nella Tua Umanità

 
 
Gesù, io entro in Te e mi trasformo in Te: voglio riempirmi tutto di Te e prendere tutto ciò che in Te vi trovo, per operare con Te il tuo stesso operato. 
Voglio andare da tutte le creature ed a ciascuna dare tutto ciò che insieme abbiamo operato; voglio dare a ciascun uomo la tua Vita divina. 
E poi ritorno subito in Te, perché per tutti Ti voglio pregare; tutti vengo a scusare e per tutti vengo a riparare e ad amare. 
Per tutti io voglio saziarti d’amore, o Amor mio, e, a nome di ogni creatura voglio io darti tutta la gloria che tutte dovrebbero darti.  (Cfr. Vol. 8 - 9.2.1908)
 

Sempre voglio starmi stretto con Te, mio Gesù:  quando soffro o quando prego, se mi muovo o se respiro, se lavoro, se mangio, se dormo, tutto, tutto io voglio fare nella tua Umanità, tutto il mio operato voglio far uscire da Te.  Non voglio essere altro che la scorza, così che, rotta la scorza dell’opera mia, dentro Tu trovi il frutto dell’opera divina.  E questo voglio farlo a bene dell’intera umanità;  voglio che ogni mia azione, anche la più indifferente, da Te riceva la vita ed acquisti il merito della tua Umanità, in modo che la tua Umanità SS. possa trovarsi come vivente in mezzo alle genti.  Voglio, insieme a Te, abbracciare e contenere tutte le creature, con Te che, Uomo e Dio, non solo contieni nel tuo respiro il respiro di tutte le creature, ma tutto in Te contieni:  ogni movimento, azione e pensiero, per tutto santificare e tutto divinizzare e riparare.  E così il mio operato nel tuo si diffonderà a bene di tutti e Tu da me tutto vi prenderai, mio amato Bene. (Cfr. Vol. 7 - 28.11.1906)
Perciò io voglio stringermi più stretto con Te, anzi immedesimato;  voglio lasciare il mio essere in Te e prendervi il Tuo, fino a giungere a sperdere tutto il mio essere in Te come Tu lo trasfondi nel mio;  voglio in tutto prendere ciò che è tuo e in tutto lasciare ciò che è mio.  E quindi, in Te io vi lascio la mia mente e prendo la tua Mente divina e così sempre e solo a cose sante penserò e che riguardano solo il bene e solo riguardano l’onore e la gloria di Dio.  In Te lascio i miei occhi, la mia bocca, il mio cuore, le mie mani e i miei passi  Oh, quanto sarò felice d'ora in poi!  Penserò con la tua mente, guarderò con i tuoi occhi, parlerò con la tua bocca, Ti amerò col tuo Cuore, opererò con le tue mani, camminerò coi piedi tuoi;  quindi io voglio parlare ed operare sempre bene e solo per amore tuo, e voglio camminare le vie rette e sante;  e prendendo il tuo Cuore voglio amare Te solo e poterti amare col tuo stesso Amore.  Tutto di Te io voglio esser rivestito e di tutte le cose tue, e Tu delle cose mie, che Tu stesso metti in me e che sono tue.  Nessun’altra unione più stretta con Te, di questa, io posso cercare!  Oh, come l’anima mia si sente beata!  Ah, sì, perché anche la tua Beatitudine io prendo, o mio amato Gesù! (Cfr. Vol. 8 - 8.1.1909  +  Vol. 9 - 4.11.1909) 
 
  Mio dolce Gesù, so che nel tuo Volere c’è la forza creatrice, quindi io nel tuo Volere voglio creare tanto amore, tante adorazioni, tante benedizioni, tanta gloria al mio Dio, per supplire a tutti e a tutto.(Cfr. Vol. 12 - 2.2.1921) 
 
 

martedì 1 aprile 2014

IL SANTO ROSARIO NELLA DIVINA VOLONTA'

Gesù, Ti amo con la Tua Volontà! Vieni, DIVINA VOLONTÀ, a pregare in me e poi offri questa preghiera a Te, come mia, per soddisfare alle preghiere di tutti e per dare al Padre la gloria che dovrebbero dargli tutte le creature.


1° mistero della gioia : L’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria Santissima.
Ti seguo, o Divina Volontà, nel Concepimento del Verbo e, stando in Te, faccio compagnia al piccolo Prigioniero Gesù nel seno della Mamma sua.

Leggi il resto su :
http://www.ladivinavolonta.it/cenni-su-luisa-piccarreta/s-to-rosario-nel-dv-forma-breve/