DESIDERO CONDURVI AL PADRE

Messaggio della Madonna a Medjugorje (18.03.93) "Cari figli! Il mio desiderio è questo: datemi le vostre mani così potrò portarvi c...

Visualizzazione post con etichetta Trinità SS.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trinità SS.. Mostra tutti i post

domenica 22 maggio 2016

SOLENNITA' DELLA SANTISSIMA TRINITA'



 


Cari fratelli e sorelle!
Dopo il tempo pasquale, culminato nella festa di Pentecoste, la liturgia prevede queste tre solennità del Signore: oggi, la Santissima Trinità; giovedì prossimo, quella del Corpus Domini, che, in molti Paesi tra cui l’Italia, verrà celebrata domenica prossima; e infine, il venerdì successivo, la festa del Sacro Cuore di Gesù. Ciascuna di queste ricorrenze liturgiche evidenzia una prospettiva dalla quale si abbraccia l’intero mistero della fede cristiana: e cioè rispettivamente la realtà di Dio Uno e Trino, il Sacramento dell’Eucaristia e il centro divino-umano della Persona di Cristo. Sono in verità aspetti dell’unico mistero della salvezza, che in un certo senso riassumono tutto l’itinerario della rivelazione di Gesù, dall’incarnazione alla morte e risurrezione fino all’ascensione e al dono dello Spirito Santo.
Quest’oggi contempliamo la Santissima Trinità così come ce l’ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore “non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza” (Prefazio): è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale. Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica. Lo possiamo in qualche misura intuire osservando sia il macro-universo: la nostra terra, i pianeti, le stelle, le galassie; sia il micro-universo: le cellule, gli atomi, le particelle elementari. In tutto ciò che esiste è in un certo senso impresso il “nome” della Santissima Trinità, perché tutto l’essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione, e così traspare il Dio-relazione, traspare ultimamente l’Amore creatore. Tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà. “O Signore, Signore nostro, / quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (Sal 8,2) – esclama il salmista. Parlando del “nome” la Bibbia indica Dio stesso, la sua identità più vera; identità che risplende su tutto il creato, dove ogni essere, per il fatto stesso di esserci e per il “tessuto” di cui è fatto, fa riferimento ad un Principio trascendente, alla Vita eterna ed infinita che si dona, in una parola: all’Amore. “In lui – disse san Paolo nell’Areòpago di Atene – viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28). La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati. Usando un’analogia suggerita dalla biologia, diremmo che l’essere umano porta nel proprio “genoma” la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore.
La Vergine Maria, nella sua docile umiltà, si è fatta ancella dell’Amore divino: ha accolto la volontà del Padre e ha concepito il Figlio per opera dello Spirito Santo. In Lei l’Onnipotente si è costruito un tempio degno di Lui, e ne ha fatto il modello e l’immagine della Chiesa, mistero e casa di comunione per tutti gli uomini. Ci aiuti Maria, specchio della Trinità Santissima, a crescere nella fede nel mistero trinitario.

Angelus della SS. Trinità del 2009

Preghiera del Santo Trisagio





lunedì 15 febbraio 2016

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE ALLA SANTISSIMA TRINITA'

 
Mio Dio, Trinità che adoro, aiutatemi a dimenticarmi interamente per stabilirmi in voi,
immobile e quieta come se già la mia anima fosse nell'eternità.
Che nulla possa turbare la mia pace, né farmi uscire da voi, o mio immutabile Bene, ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro Mistero.
Pacificate la mia anima, fatene il vostro cielo, la vostra preferita dimora e luogo del vostro riposo.
Che non vi lasci mai solo, ma che sia presente con tutta me stessa, tutta desta nella mia fede, tutta in adorazione, tutta offerta alla vostra azione creatrice.
O mio amato Cristo, crocifisso per amore, vorrei essere una sposa per il vostro Cuore, vorrei coprirvi di gloria, vorrei amarvi... fino a morirne!
Ma sento la mia impotenza e vi chiedo di rivestirmi di voi stesso, di assimilare la mia anima a tutti i moti della vostra anima, di sommergermi, di invadermi, di sostituirvi a me,
affinché la mia vita non sia che una irradiazione della vostra Vita.
Venite in me come Adoratore, come Redentore, e come Salvatore.
O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio trascorrere la mia vita ad ascoltarvi,
voglio farmi tutta docilità, per imparare tutto da voi.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le incapacità, voglio fissarvi sempre e vivere sotto la vostra grande luce; o mio amato Astro, incatenatemi perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.
O Fuoco consumatore, Spirito d'amore, scendete sopra di me, affinché si faccia nella mia anima come un'incarnazione del Verbo: che io sia per lui un'aggiunta d'umanità nella quale egli rinnovi tutto il suo Mistero.
E voi, o Padre, chinatevi verso la vostra povera creatura, copritela con la vostra ombra,
e non guardate in lei che il Diletto nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.
O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi consegno a voi come una preda.
Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in voi, in attesa di venire a contemplare nella vostra luce l'abisso delle vostre grandezze.
Amen
(Beata Elisabetta della Trinità)

sabato 1 novembre 2014

MESSAGGI DI GESU'A JNSR - 27 SETTEMBRE 2014

 
 
 
Messaggio dettato parola per parola da Gesù di Nazareth...

***************
27 settembre 2014 (1° messaggio)

NON INCIAMPATE PIU' SULL'ERRORE DI QUESTO MONDO...

† … Questo mondo che ha preso come proprio motto: l'Uomo primo in TUTTO!

Mentre ci si è scordati di Dio, il mondo precipita sempre di più nell'inferno...
L'inferno è il disconoscimento di Dio, perché dimenticare il Pilastro del Mondo, è il più grande errore, che tutte le scienze riunite non possono più riparare...
Solo Dio, nella sua clemente Misericordia, compirà la Sua ultima profezia, per riportare a Sé tutti i bambini dimenticati, che sono diventati, per colpa dei loro anziani, i dimenticati di questo Tempo di Grazia, dove Dio ancora non dimentica nessuno di quelli che si presentano a Lui, e che sono chiamati dallo Spirito Santo ad "Ascoltare" nella propria intimità d'amore... Perché ogni bambino conosce molto bene, in fondo a sé stesso, chi è il suo Creatore.

Allora ascoltate, grandi e piccoli...
"Nessuno può e deve dimenticare da dove proviene, perché la Creazione è sensibile ed essa trasale di gioia quando le si parla del Padre Creatore di tutte le cose, compreso Te che mi leggi oggi, Te che Mi ascolti...
Approfitta di tutto ciò che potrai sentire e potrai leggere ancora oggi e parlare con loro... "

Il vostro dolce Gesù.
Gesù Cristo
VERO DIO - VERO UOMO

Per Tutti e per ciascuno.

 
 *************
 
DIO ONNIPOTENTE È UNO IN TRE.

27 settembre 2014: (2 ° messaggio, un po' dopo...)
Dio Onnipotente è UNO in TRE, al fine di servirti...
Dio ha voluto non solo vederti e toccarti, ma Egli ha desiderato soprattutto che Lo riconoscessi e Gli sorridessi ... Sì, che tu Lo amassi...
Per questo Egli divenne Gesù, visibile e pieno d'AMORE, per te e per tutti i tuoi fratelli...
Questo Gesù abbandonato è salito fino alla gogna, per sposare la CROCE a braccia aperte per tutti voi... Allora il Suo Santo Spirito, ti ha benedetto e ha fatto di te, per il Suo Sangue generoso uscito dal Suo Cuore Divino, una figlia, un figlio, che da allora ha molti fratelli, perché il Mio Sangue non si accontenta di UNO, ma di tutti i figli della Terra...
Così, con questa lettera scritta oggi e che tu stai leggendo, ricordati Figlio, che il Mondo appartiene a te come ai tuoi fratelli, e se tu Mi accogli nel tuo cuore, noi andremo insieme a cercarli...
Perché Dio Nostro Padre oggi convoca il mondo intero a seguirLo per liberare questo Mondo dalle catene di Satana.
Dobbiamo riconoscere DIO in Gesù che si è fatto uomo affinché l'uomo potesse entrare in Dio. Voi formate tutti UN SOLO DIO... E Dio non si può privare di continuare ad amare ciascuno per ciò che voi siete, cioè una parte di Sé stesso.
Il Creatore non potrà mai dimenticare la Sua Creazione!
DIO è AMORE e l'AMORE non ha confini...
Ricordate, ognuno di voi, che SOLO il Dio della Moltiplicazione è il Creatore.
Egli vi ha creato e ha dato la Sua vita per la moltitudine...
Allora, potete voi incolpare il Padre, il Figlio e Spirito Santo?...
Niente è abbastanza per amore vostro!...
AmateMi in Gesù Cristo, che ha ricevuto tutti i poteri del Solo e Unico DIO, che ritorna a voi, a ciascuno di voi, nella persona di Gesù Cristo.
 
Il Mio amore è eterno e DIO vi ama!
Radunatevi insieme per riceverLo!
Io sono Gesù  di Nazareth che vi ama!

  †       Dì loro il Mio amore, Fernande!
 
Nota: Fernande è il nome di battesimo di JNSR

martedì 19 agosto 2014

TRISAGIO ALLA SS. TRINITA'

 

Per il segno (+) della Santa Croce, dai nostri nemici (+) liberaci Signore, (+) Dio nostro.
Nel nome del Padre, del Figlio (+) e dello Spirito San­to. Amen.
 
V - Sia benedetta la santa indivisibile Trinità, ora e sempre nei secoli dei secoli.
R - Amen. 
V - O Dio, vieni a salvarmi. 
R - Signore, vieni presto in mio aiuto.
V - Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
R. - Come era nel principio, ora e sem­pre nei secoli dei secoli. Amen.
  

Atto di contrizione
Amorosissimo Dio trino ed uno, Padre, Figlio e Spirito Santo, nel quale credo, in cui spero, che amo di vero cuore: conosco che essendo voi mio Padre non vi ho amato, essendo mio Redentore vi ho disprezzato, essendo mio Benefattore non vi ho corrisposto: ma ora pentito dei miei errori, confesso il gran torto che vi ho fatto, e propongo fermamente di non più peccare, e di amarvi sopra ogni cosa; perché siete infinitamente buono e degno di essere amato.Perdonatemi, o mio Dio, l'abuso da me fatto della vostra grazia: spero che per l'intercessione di Maria Santissima mi concederete ciò che vi domando. Così sia.
 
 

INNO

Già declina al tramonto il sol di fuoco,
Tu che sei unità, luce perenne,
Trinità divinissima,
Tu infondi la Tua carità nei cuori.
 
Nella candida aurora Ti lodiamo
Nel tramonto liete lodi Ti innalziamo,
Affinché Tu conceda ai supplicanti,
Di lodarti un dì con tutti i Santi.
 
Al Padre Eterno, al Figlio Suo Unigenito,
E a Te, dator d'eterna vita, Spirito,
Ora e sempre nei secoli dei secoli,
Si dia gloria, eterna lode. Amen.
 

Orazione all'Eterno Padre

O Padre Eterno, fuori del cui possesso non vedo altro che dolori e tristezze, Tu sei la mia unica felicità, il mio tesoro e la mia gloria. Fa che giammai mi separi da Te, affinché possa lodarti in eterno. Amen. 
 
   Pater, Ave e per nove volte:
Santo, Santo, Santo, Signo­re Dio dell'universo; i cieli e la terra sono pieni della Tua gloria. Gloria al Padre, gloria al Figlio, gloria allo Spirito Santo. 
 

Orazione al Figlio

O Verità Eterna, poiché sei Via per andare al Padre, Verità per conoscerlo e Vita per amarlo, concedici, Ti supplichiamo, di giunge­re a Lui, di vederlo ed amarlo nella gloria. Amen. 
 
   Pater, Ave e per nove volte:
Santo, Santo, Santo, Signo­re Dio dell'universo; i cieli e la terra sono pieni della Tua gloria. Gloria al Padre, gloria al Figlio, gloria allo Spirito Santo.
 

Orazione allo Spirito Santo

O Amore Divino, infondi nei nostri cuori il Tuo amore affinché possediamo la carità. Arricchisci le anime nostre di doni e virtù per lodarti e amarti nella gloria. Amen. 
 
   Pater, Ave e per nove volte:
Santo, Santo, Santo, Signo­re Dio dell'universo; i cieli e la terra sono pieni della Tua gloria. Gloria al Padre, gloria al Figlio, gloria allo Spirito Santo.
 
Santo Dio, Santo forte, Santo immortale. Li­beraci, Signore, da ogni male. (per tre volte)
 
Placa, o Signore, la Tua ira, la Tua giustizia e il Tuo rigore. Dolce Gesù della mia vita, misericor­dia, Signore. (per tre volte)
 
 
Antifona: Ti confessiamo, lodiamo, benediciamo con tutto il cuore, o Padre increato, o Figlio Uni­genito, o Spirito Santo Paraclito, santa ed indivi­sibile Trinità, a Te sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
 
Orazione: Signore Iddio, Uno e Trino, dacci conti­nuamente la Tua grazia, la Tua carità e la comuni­cazione di Te stesso affinché Ti amiamo e glorifi­chiamo nel tempo e nell'eternità, Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, un solo Dio per tutti i secoli dei secoli. Amen
 
 
Questa preghiera era frequentemente recitata da Madre Speranza di Gesù http://www.collevalenza.it/preghfam_04.htm
 
In aggiunta, si può recitare quanto segue:
 
 
Consacrazione alla Santissima Trinità della Beata Elisabetta della Trinità (1880   † 1906) (fonte)
 
Mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per stabilirmi in Te, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità; che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da Te, mio Immutabile, ma che ogni istante mi immerga sempre più nella profondità del tuo mistero! Pacifica la mia anima, rendila tuo cielo, la tua prediletta dimora e il luogo del tuo riposo. Che qui io non ti lasci mai solo, ma tutta io vi sia, vigile e attiva nella mia fede, immersa nella adorazione, pienamente abbandonata alla tua azione creatrice.
O amato mio Gesù, crocifisso per amore, vorrei essere una sposa del tuo Cuore, vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti… fino a morirne!… Ma sento la mia impotenza e ti prego di rivestirmi di Te, di identificare tutti i movimenti della mia anima a quelli dell’anima tua, di sommergermi, d’invadermi, di sostituirti a me, affinché la mia vita non sia che un riflesso della Tua Vita. 
Vieni in me come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore. 
O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarti, voglio rendermi docilissima ad ogni tuo insegnamento, per imparare tutto da Te; e poi, nelle notti dello spirito, nel vuoto, nell’impotenza, voglio fissarti sempre e restare sotto il tuo grande splendore. O mio Astro adorato, affascinami, perché io non possa più sottrarmi alla tua irradiazione.
O Fuoco consumatore, Spirito d’amore, discendi sopra di me, perché si faccia nell’anima quasi un’incarnazione del Verbo! Che io Gli sia un prolungamento d’umanità in cui egli possa rinnovare tutto il Suo mistero.
E Tu, o Padre, chinati verso la tua povera, piccola creatura, coprila della tua ombra e non guardare in essa che il Figlio amato nel quale hai posto le tue compiacenze.
O miei Tre, mio Tutto, Beatitudine mia, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi consegno a Voi come ad una preda. Seppellitevi in me perchè io mi seppellisca in Voi, in attesa di venire a contemplare nella vostra luce l’abisso delle vostre grandezze. Amen.
 
 
 
 


martedì 24 giugno 2014

LA FESTA DEI CUORI UNITI 25-29 GIUGNO

Al Santuario HolyLove si celebra il 29 giugno la FESTA DEI CUORI UNITI:
è attesa una apparizione pubblica
http://www.holylove.org/files_fck/file/Flyer_for_Feast_of_United_Hearts_June_2014(1).pdf

E' necessario che gli uomini capiscono che le feste di questi Tre Sacri Cuori (e di S. Giuseppe ) esistono non solo per ricevere grazie, ma anche per riparare i peccati commessi contro i Nostri Tre Cuori. Questi sono giorni di festa, giorni di festa nel mese di giugno, quando tutti e tre i Cuori (Dio Padre, Gesù  Maria SS.) sono uniti come uno solo.

Istruzioni per i giorni di festa

Venerdì festa del Sacro Cuore di Gesù si può ottenere l'indulgenza plenaria! (=> evitare il Purgatorio!)

LA DEVOZIONE AL PADRE

 

 
Una festa per il Padre di P. Raniero Cantalamessa:
«E’ una tristezza che non esista, in tutto l’anno liturgico, una festa del Padre, che non esista, in tutto il Messale, neppure una messa votiva in suo onore.  E’ cosa, a penarci bene, molto strana;  esistono innumerevoli feste di Gesù Figlio; esiste una festa dello Spirito Santo; esistono tante feste della Madre... Non esiste una sola festa del Padre, “fonte e origine di tutta la divinità”.  Verrebbe quasi da dire che è il Padre, ora, “il divino sconosciuto”, non più lo Spirito Santo. 
Esiste, è vero, una festa della SS.Trinità, che, però, è la festa di un mistero, o di un dogma, non di una persona e, comunque, non di una sola persona divina.  Del resto, il fatto che esista una festa della santa Famiglia non toglie che la Chiesa abbia sentito il bisogno di celebrare, anche singolarmente, le tre persone della santa Famiglia.  Non potrebbe essere questo il tempo di colmare tale lacuna?»
http://www.armatabianca.org/store/festa_del_padre/3Cantalam.pdf



La devozione al Padre, la sua opportunità e il valore dottrinale di Mons. Guery (1935):
«La devozione al Padre fu quella di Gesù. Come non sarebbe la nostra?
E’ quella che ci ha insegnato il Salvatore divino, nell’unica preghiera che ha composta per noi.
Noi sappiamo dal Vangelo che Egli, ai suoi Apostoli, parlava sempre del Padre suo. Ma per quanti cristiani il Padre è, oggi, una persona viva? Essi provano, quasi sempre, verso di lui un sentimento solo: quello del timore. Non osano avvicinarsi a lui.
Tra gli attributi di Dio si riconosce volentieri quello della paternità. Ma. per molti, essa non è che una specie di metafora o un’astrazione. Ora, il culto, non si rivolge a un attributo astratto: sale verso una persona. Infatti tutta la liturgia della Messa ci invita a elevare le nostre anime al Padre, a offrirci a lui, con il Figlio suo diletto, a pregare “per nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna con lui, nell’unità dello Spirito Santo”.
Ogni preghiera cattolica, dice un eminente liturgista, è offerta al Padre per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo”. Siamo dunque ben sicuri che questa devozione non ci trascina a innovazioni sospette; appare nuova al nostro tempo solo perché esso l’ha dimenticata.
Tutti coloro - predicatori o direttori spirituali - che l’hanno diffusa, hanno rilevato con gioia gli effetti profondi di purificazione e di santificazione che produce nelle anime. Sembra veramente che una grazia speciale vi sia annessa. Perché?
Anzitutto, forse, perchè diffondere questa divozione è continuare la missione stessa del Salvatore. Prima di Gesù, Dio era conosciuto, ma non come Padre».

La missione essenziale del Cristo fu di rivelare al mondo che Dio era il Padre Suo, e anche il nostro.Insegnando agli uomini che più non sanno questo prodigioso mistero dell’Amore infinito noi continuiamo dunque, quella che Gesù ha chiamato la «sua opera»2. E’ la sua opera che Egli benedice.
Inoltre, non possiamo noi cercar d’intravvedere le ragioni provvidenziali, per le quali la nostra epoca sembra pronta a meglio comprendere il messaggio divino del Cristo, concernente il Padre suo?  
 (...)

Essere bambini, suppone che si abbia un padre. Se abbiamo da imitare il bambino, sarà nel suo sentimento filiale, nella semplicità confidente con la quale, come voleva S. Teresa del Bambino Gesù, bisogna gettarsi tra le braccia del Padre. Non sembra che lo Spirito Santo abbia voluto, con il rapido diffondersi della dottrina dell’infanzia spirituale, preparare le anime a ritrovare, con la devozione al Padre, la grande verità evangelica?
(...)
 Gesù non ha insegnato ai suoi uditori in un sol tratto, l’esistenza di un Dio unico in tre Persone. Egli ha rivelato progressivamente queste alte verità ai suoi Apostoli e ai suoi discepoli. Ci sembra di poter, in qualche modo, distinguere tre tappe nell’insegnamento del Salvatore sulla rivelazione del Padre.
 
PRIMA TAPPA: sin dall’inizio del suo ministero apostolico, nostro Signore insegna agli uomini che Dio è Padre.
E’ tutto il discorso della montagna9
Se Egli esorta i suoi discepoli a compiere le opere buone, è perché il mondo, vedendole,
glorifichi il Padre che sta nei Cieli10.
 Se dichiara necessarie le disposizioni interiori e condanna l’ipocrisia che s’insinua perfino negli atti i più santi - l’elemosina, la preghiera, il digiuno - è perché non si inganna il
Padre che è nel segreto. e perché il Padre, che tutto vede, ricompenserà le rette intenzioni11.
Se insegna ai suoi Apostoli a pregare, è per far loro dire: «Padre nostro che sei nei  
Cieli»12, e per mostrar loro che il Padre che è nei Cieli si lascerà commuovere da coloro che lo pregano13
 Se insegna la perfezione, è per dar loro come modello la perfezione del Padre14, e per farla consistere nell’adempimento della volontà del Padre15
Nostro Signore fa poi conoscere gli attributi di questo Padre: Egli mostra la sua Provvidenza a cui sono noti tutti i bisogni delle sue creature, e che veglia perfino sugli uccelli e sui gigli del campo16.
Una simile dottrina costituiva già una vera rivoluzione. I Giudei avevano potuto trarre dai Libri Santi una certa nozione della divina paternità, ma solo giuridica e nazionale, che si esercitava esclusivamente a favore del popolo eletto. Ma non avrebbero mai osato di concepire un Dio paternamente buono e misericordioso, nonostante i Profeti e i Salmi avessero talvolta cantato in termini commoventi la divina misericordia. Tremavano davanti a Jahvé. Ed ecco che Gesù, come risulta dal Vangelo, già dal suo primo discorso, pronuncia diciassette volte il nome del Padre.
E il Vangelo aggiunge: «Quando Gesù ebbe finito il suo discorso, il popolo era ammirato della sua dottrina». Quanto predica alle folle, fin dal principio del suo ministero pubblico, Gesù lo insegna
anche in particolare a qualche anima, per esempio alla Samaritana17
: lo stesso insegnamento sulle disposizioni interiori, poiché quello che conta è «l’adorazione in ispirito e verità»; lo stesso insegnamento sulla carità verso i nemici - al punto che la Samaritana si stupisce che egli, giudeo, parli a una straniera; la stessa rivelazione del Padre. La novità di questa dottrina consisteva, dunque, nel fatto che Gesù mostrava, in Dio, un Padre, e non più il Giudice severo, o il legislatore terribile.
Ma non si tratta ancora delle relazioni di figliolanza con Dio, dei rapporti d’intimità filiale con lui. Dio è buono, paternamente buono con le sue creature; è soprattutto la sua Provvidenza paterna che Gesù mette in luce. Egli dice già: «Padre vostro», ma la parola poteva essere ed era certamente intesa in senso metaforico, come di un sovrano che si dedicasse ai suoi sudditi, si direbbe: E’ un padre.
 
SECONDA TAPPA: Gesù Cristo insegna agli uomini che Dio è suo Padre.
 
Impiega tre anni per provare che Egli è il Figlio di Dio, eguale al Padre suo, e, anche qui,non manifesta che progressivamente la sua divinità. Si serve di segni visibili, i miracoli, per attestare la sua potenza divina e per mostrare che Egli è veramente l’inviato del Padre18. Poiché è il Padre che gli ha dato potere di compiere le opere sue, o meglio ancora, è il Padre che le compie in lui19.
 All’inizio dell’ultimo anno del suo ministero pubblico, Egli conferma solennemente la professione d fede con la quale, a Cesarea, Pietro, in nome di tutti gli Apostoli, riconobbe
nel loro Maestro «il Figlio del Dio vivente»20. Alla vigilia della sua morte, afferma con forza davanti ai suoi giudici che Egli è il Figlio di Dio21.
Nostro Signore rivela il Padre suo anche con l’atteggiamento della sua umanità verso di lui. Egli non vive che per suo Padre. Non è venuto che per fare la volontà del Padre. Ogni gloria deve essere resa al Padre. Ridona al Padre tutto ciò che Egli è, e tutto ciò che Egli, come uomo, possiede. Solo l’esempio del loro Maestro poteva dare agli Apostoli l’idea più alta della sovrana Maestà del Padre e del suo Amore infinito. Con quale stupore non avranno essi ascoltato le parole di nostro Signore sulle ineffabili reciproche relazioni di conoscenza e di amore col Padre suo22 e sull’unità di azione e di vita che esiste tra loro!23
Che cosa comprendono quelli che ascoltano il Maestro se non che sono due a possedere la stessa vita divina, ma che l’uno è Padre, l’altro Figlio? Cominciano a intravvedere le reciproche relazioni delle Persone divine, attraverso alle relazioni tra il Padre e quest’uomo che essi amano ed è Figlio di Dio.
Ma ancora non hanno compreso, ancora non sanno che avranno, essi pure, dei rapporti d’intimità con queste Persone divine. Anzi, la persona di Gesù, non appare ora infinitamente lontana dalla loro povera umanità? Se Egli è Dio, uguale al Padre, non vi è un abisso insuperabile tra essi deboli uomini, e lui? Mentre, per un momento, avevano potuto sperare che Gesù fosse venuto a colmare l’abisso...
Ma Gesù li rassicura. Oh prodigio inaudito! Egli fa loro intendere con una commovente parabola - quella della vite e dei tralci - quale intima unione vi sia fra le anime e lui.
Gesù è la vera vite. Essi sono i tralci. Essi sono in Gesù. Una stessa linfa vitale passa tra essi e lui. Sino a che resteranno uniti a lui produrranno frutti per la gloria del vignaiuolo. E, il vignaiuolo, è il Padre24.
Pare che la rivelazione sia ora completa. Ma no! Il divino Maestro annuncia qualche cosa di ancor più grande, ed è Egli stesso che fa risaltare la nuova tappa: «Vi ho detto queste cose in parabole, ma è giunta l’ora in cui non vi parlerò più così, ma vi parlerò apertamente del Padre»25.
Apertamente? In qual senso? Tutto è detto in una parola: «Il Padre, il Padre stesso, vi ama, ama voi»26.
  
TERZA TAPPA: nostro Signore insegna agli uomini che Dio, il Padre suo, è anche il Padre loro
 
Ecco ora le confidenze supreme, i segreti riservati alle ore decisive. L’anima del Maestro si dà tutta a quella dei suoi Apostoli. Egli alza gli occhi al Cielo e prega, davanti a loro, il Padre suo27.
Lo odono dire che essi sono del Padre, e che il Padre li ha dati a lui perché riveli loro il suo Nome di Padre. Quel Padre così grande, la cui Maestà sovrana immergeva nella più profonda adorazione il loro Maestro, nella sua silenziosa preghiera sul monte, diveniva il loro Padre, pieno d’immenso amore. Gesù osava chiedergli di estendere ad essi l’amore con cui Egli, il Padre, l’aveva amato: «Affinché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi»28... «amasti essi come amasti me».
Chiedeva pure che fossero con lui, là, dove Egli andava, nel seno del Padre. Rivelava, insomma, agli uomini che la gloria della filiazione, che Egli ha per natura, l’aveva loro meritata e data affinché fossero tutti uno, come Egli e il Padre sono uno. Così il Padre di Gesù diveniva il loro Padre. Egli è divenuto il nostro. E quando, dopo la Risurrezione, Gesù è apparso alla Maddalena, ha saputo dirle: «Va’  dai miei fratelli e dì loro che salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»29.
 
(...) Ma esiste un diritto essenziale di Dio troppo spesso violato dagli stessi cristiani: il diritto di esser amato e adorato come Padre, - quale nostro Padre. 34
Ora, il diritto di Dio esige il dovere correlativo. I cristiani, divenuti, per il Battesimo, figli di Dio, hanno dunque il dovere assoluto  di rendergli il culto dovuto come Padre e di far  penetrare nella loro virtù di religione, lo spirito filiale che lo Spirito Santo effonde in essi.
I rapporti dell’uomo con Dio si spiritualizzano così, sempre più; la preghiera diventa veramente lo slancio dell’anima che ama, non è più un dovere penoso imposto da una legge esteriore, ma un bisogno del cuore. L’anima unisce, per un istinto soprannaturale, le effusioni spontanee della sua filiale tenerezza, al rispetto profondo che la fa piegare davanti al Padre «d’immensa Maestà»35.
***
Il Padre Faber diceva, infatti, che la caratteristica essenziale della devozione al Padre è: «un’immensa tenerezza». Aggiungiamo che essa eleva le anime col dare alla loro vita il più nobile degli ideali,
quello che riempie tutta la vita di Gesù: la gloria del Padre, che le libera, purificandole da quell’egoismo che sa infiltrarsi fino nella pietà più sincera, le fonda nella pace, stabilendole nella certezza dell’Amore infinito del Padre, pieno di misericordia e di bontà.
(...) Noi affidiamo, in questo giorno, alla Santissima Vergine Madre nostra Immacolata, il nostro desiderio di aiutare molte anime di sacerdoti, di religiosi, di laici, a diventare gli apostoli ardenti di questa devozione, affinché, seguendo l’esempio di Gesù, lavorino per far conoscere, amare e servire il Padre ammirabile che Egli ci ha rivelato.
 
8 Dicembre 1935

 
 
9 Mt V, VI, VII.
10 Mt V,16
11 Mt VI,2-18.
12 Mt VI,9.
13 Mt VII,11.
14 Mt V,48.
15 Mt VII,21.
16 Mt VI,23-24
17 Gv IV
18 Gv V,36.
19 Gv X,32-38
20 Mt XVI, 16.
21 Mt XXVI, 63-66.
22 Mt XI, 27; Gv III,26; V,20.
23 Gv V, 19-23; X,29; XIV.
24 Gv XV.
25 Gv XVI,25.
26 Gv XVI, 27 ´Ipse enim Pater amat vosª.
27 Gv XVII.
28 Gv XVII, 26.
29 Gv XX,17.

34 Pio Xl: «Questa è l’enorme sventura di quelle tante vite che si svolgono senza sapere cos’è pietà cristiana... La pietà cristiana non è un insieme di vane pratiche, o vaghezza di sentimento, ma è una cosa molto solida, sostanziale, e, nello stesso tempo, molto semplice e molto facile a capirsi e praticarsi. Non si tratta che di elevarci a Dio: è ciò che si dice «pietà filiale» o, se - volete dirlo con una parola - la filialità verso Dio, concepito, amato e servito come Padre.
Proprio come Egli ha voluto, e come Gesù Cristo, il Redentore divino, ha insegnato: Pater noster! Come interpreta l’Apostolo quando dice che il più grande dono che il Redentore ci ha fatto, è stato quello di metterci nel cuore, a prezzo (e quale valore aveva questo prezzo!) del suo Sangue, quello Spirito che è proprio il riverbero e l’emanazione viva dello Spirito stesso di Dio, per il quale noi, dal profondo del cuore, diciamo: Abba Pater». (Alla Gioventù Cattolica italiana, 4 dicembre 1927).
 
35 Parole del Te Deum.
 

sabato 21 giugno 2014

Nel cuore di ogni uomo abita DIO

Il Crocifisso di Collevalenza (PG)

4 Gennaio 2009

 
JNSR:  Ciò che fece DIO per Amore verso tutti gli uomini, è esattamente ciò che fanno, o dovrebbero fare, tutti gli uomini per amore verso DIO. Quando lasciano la terra, essi raggiungono Dio, perché
Tutto ritorna a DIO
 
Il cuore dell'Uomo è una bussola, l'ago della quale è calamitata verso Dio.
 
Il Cuore di DIO AMORE
è concepito per ospitare l'uomo.
È la calamita il cui campo magnetico
attira tutti gli uomini a Sé.
 
Quando giunse il Tempo di salvare l’uomo, Maria non ebbe che a dire « SÌ ». La Vergine Santa era pronta per accogliere il SALVATORE del Mondo. Ella era come il prolungamento del Cielo di Gloria, era la Santa Divina Immacolata Concezione, già avvertita da DIO, per ricevere DIO, per prepararLo ad essere «il FIGLIO dell'Uomo» sulla Terra.
 
DIO in mezzo agli uomini.
 
Lo Spirito Santo depose il Verbo di DIO nel seno della Vergine Maria; e il Verbo Si è fatto carne, ed Egli ha abitato in mezzo a noi.
 
Questo FIGLIO d'uomo è veramente DIO.
È il Suo Verbo incarnato.
 
Egli è il DIO visibile, il DIO dei VIVENTI; il Dio che ha parlato a Mosé. Il DIO che si è fatto Uomo affinché l'Uomo  diventi DIO. Il Padre Gli ha rimesso tutta la Sua Autorità.
 
Ecco l’ultima Rivelazione:
 
Nel DIVINO Si ritrova l'Umano.
Nell’Umano abita anche il DIVINO.
Egli è Padre, Egli è FIGLIO, Egli è Spirito, in un Solo ed Unico DIO.
 
La donna incinta è sempre una sola donna fino alla nascita del suo bambino, quando diventano due persone, ed anche tre contando il genitore, il papà.
 
DIO con il Suo Verbo in Sé, ed anche al di fuori di Sé. Perché la Parola è vagante: Essa canta, Essa allieta, Essa istruisce, Essa pacifica.
 
Ma DIO e il Suo Verbo è lo stesso DIO.
 
Poi, il Verbo Si è fatto carne per espiare la colpa dell'Uomo e dare il suo corpo di uomo alla CROCE, per essere il martire della colpa originale, affinché non ci sia più condanna per Suo fratello l'uomo. E che il NOME del Padre non sia più sporcato e oltraggiato; e il debito del peccato originale sia pagato interamente. Il FIGLIO di DIO, il Verbo di DIO ha dato la Sua carne di Uomo Divino affinché essa morisse sulla CROCE, annientando con quella carne vergine, i peccati che portava di tutti gli uomini passati, presenti o futuri.
 
L’Agnello di DIO immolato, vuotandosi fino all'ultima goccia del Suo Sangue Divino, vi ha aperto il Cielo, la cui porta era chiusa sin dall’origine del mondo.
 
Ora DIO si chiama sempre Yeshoua, ma si scrive: YHShWH.
 
 
 
 
DIO « Yeshoua » dopo la venuta di Cristo, si scrive: Y H Sh W H, perché la Sh aggiunta, è la lettera ebraica che indica l'Umanità di DIO. E la Y è la lettera che indica il Padre. La lettera H indica lo Spirito, scritta due volte, perché nel Segno di Croce è doppio: va dal Padre al Figlio. La lettera W è la divinità di Gesù, Verbo di DIO. La lettera Sh è l'Umanità di Dio, Yeshoua - Y H Sh W H . Sh indica Dio fatto Uomo.
 
È questo il «deposito sacro»[1] occultato dopo la morte di Simeone il Giusto, Profeta, 270 anni prima della Nascita di Gesù, per non suscitare una rivolta nel Popolo Ebreo che era monoteista, e che non poteva capire ciò che capivano già i Patriarchi Ebrei: DIO era Un solo Dio nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.
 
Da Padre, Dio si è fatto FIGLIO.
Da FIGLIO, si è fatto Uomo.
Da Uomo, si è fatto Pane:
il Pane della Sofferenza della CROCE,
per donarsi a tutti gli umani
 nella Santa Eucaristia


Per Natale, alla Mia Santa NATIVITÀ,
Uomo !
 
Tu sei invitato a venire ad adorare il tuo DIO, che diventa così vulnerabile, che osa dirti:
 
Vedi, Io ho desiderato avere un Padre, come te,
per somigliarG1i.
Perciò, sono diventato
il FIGLIO di questo DIO d'AMORE,
per tutti gli uomini.
Ho desiderato, come te, avere una Madre,
perché anche DIO ne ha bisogno,
per consolarsi tra le sue braccia.
Io ho voluto essere RE,
senza corona, senza trono, senza spada,
solamente per te.
Per te, affinché tu ti elevi con ME.
Per te, Io SONO tuo Padre, tuo Fratello, tuo RE.
Ho scelto di morire su una CROCE,
l’unica leva che può elevarti fino a Me.
Per te, per offrirti il miglior posto,
Io SONO il Risuscitato!
Anch'Io vorrei, per una sola cosa, rassomigliarti,
perché solo l'uomo può adorarMi e può pregarMi
a voce alta e cantando,
perché Io SONO il tuo Creatore.
Quando Mi vedi nella pena e nella sofferenza,
con le mani giunte e gli occhi rivolti al Cielo,
Io prego il Padre Mio, Che è in ME,
come è in te.
E come tu sei in NOI,
nel Padre, nel Figlio con lo Spirito.
 
Io SONO il FIGLIO dell’Uomo
ed ogni uomo ha DIO in sé.
 
Sì, Gesù prega il Padre Suo,
che è in Sé. Amen.

Dov'è il Mistero?
 


[1] “Deposito Sacro”: vedi Messaggio del 1° maggio 2004, 1° fascicolo “Dopo il Segreto di Maria”.

lunedì 9 giugno 2014

La Centrale elettrica


Il momento è venuto, credo, di raccontare l’esperienza che ho vissuto qualche anno fa a proposito della Santissima Trinità, e più particolarmente a proposito dello Spirito Santo nella Santissima Trinità. Ho l’impressione che in detta circostanza il Buon Dio [136] ha voluto concedermi una grazia speciale, e che adesso vuole fare la stessa cosa con chi mi ascolta.
Stavo “pregando”, così almeno avrebbe dovuto essere, ma anziché pregare mi lamentavo. Con chi? Con Dio. Dicevo all’eterno Padre che mi sentivo “stanco” del mistero della Santissima Trinità (!) soprattutto a causa dello Spirito Santo. Da anni mi sforzavo di trovare un simbolo, un qualcosa che mi aiutasse a visualizzare lo Spirito Santo in modo un po’ conveniente, ma nulla di nulla, nessun risultato. Questo mi demoralizzava, e volevo che la cosa si sapesse anche in Cielo, soprattutto in Cielo.
Conoscendo la vita di Gesù mi dichiaravo soddisfatto dell’immagine di Dio Figlio, che è Gesù. Mi dichiaravo soddisfatto anche dell’immagine di Dio Padre, perché avevo fatto in tempo a conoscere mio papà prima che morisse, e mi era facile trovare in lui un punto di riferimento visivo. Ma lo Spirito Santo mi era sempre apparso, e continuava ad apparirmi, come un qualcosa di campato in aria. Fin da piccolo avevo tentato di rappresentarmi in modo convincente questa terza Persona trinitaria, ma senza nessun risultato. La figura della colomba e quella del vento mi avevano lasciato sempre indifferente. [137] Io volevo capire la natura dello Spirito Santo tramite qualcosa di convincente per me, soddisfacente per me, non per gli altri. Questo mio desiderio era sempre rimasto inappagato, il che mi rendeva scontento.
Arriva il giorno scelto da Dio. Mentre sto pregando tutto solo, mi accorgo che non sono per nulla solo, ma che attorno a me e di fronte a me c’è una grande Presenza. È Gesù. Passata la sorpresa realizzo che la situazione è piuttosto favorevole a uno scambio d’idee tra me e Lui, che secondo me dovrebbe saper risolvere tutti i problemi, compreso il mio, che è quello relativo allo Spirito Santo, alla sua rappresentatività concreta.
Gli metto istintivamente le carte in tavola, proprio come si fa con una persona fidata. Denuncio quella che secondo me è una lacuna inspiegabile. Mentre sto ancora parlando mi appare una grandissima centrale idroelettrica. Me la trovo davanti alla mente. Non la vedo con gli occhi, ma la vedo comunque, e una voce immateriale mi dice:
Ecco un’immagine che per te, e tanti altri, può rappresentare Dio Padre.
Contemplo per un istante la bellezza grandiosa della centrale, e girando poi lo sguardo sui fili che formano la rete di distribuzione dell’energia prodotta dalla centrale, mi accorgo che essi formano un complesso vastissimo. Dapprima vedo i fili di alta tensione, e poi anche quelli di bassa tensione, che penetrano nelle case, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle chiese, ovunque è necessaria la vita.
La rete di distribuzione, la vedi? Essa rappresenta Me, che sono Dio Figlio. Porto l’Energia divina dove c’è bisogno di far sorgere la vita. E adesso, capisci chi è lo Spirito Santo, e dove si trova? Vuoi ancora “vederlo”?
Rispondo, mezzo imbarazzato:
Nnn... no. Non ne ho più bisogno. Adesso so chi è lo Spirito Santo, e il posto che occupa nella Santissima Trinità. Lo Spirito Santo è nei fili. Lui è come l’elettricità che passa nei fili, e l’elettricità non si vede. Si possono vedere solo i fili che la trasportano. Ne vedo tanti, tantissimi, che vanno in tutte le direzioni.
In pochi secondi capisco ciò che per anni mi ero sforzato di capire da solo senza mai riuscirvi. Vedo che i fili, partendo dalla centrale, si allontanano a perdita d’occhio nelle quattro direzioni, sostenuti dai piloni d’alta tensione che si susseguono a distanza regolare. Ovunque l’uomo vuole portare la vita, quei fili elettrici la trasportano. Essi rappresentano il Verbo, e la centrale prefigura Dio Padre, e lo Spirito Santo è come la corrente elettrica che procede dal Padre (la centrale) e dal Figlio (la rete di distribuzione). Grazie alla rete di distribuzione che in questo caso rappresenta Gesù, incarnazione del Verbo di Dio (che è il Figlio, ovverossia la seconda Persona della Santissima Trinità), la santissima Energia dello Spirito Santo è trasportata ovunque c’è bisogno di luce, di vita, e di calore in senso spirituale. Mi accorgo che la Centrale, la Rete distributiva, e l’Elettricità, pur essendo tre cose distinte, formano in pratica un solo ed unico sistema, un po’ all’immagine della Santissima Trinità che in fin dei conti forma un solo ed unico Dio. Non è possibile per me contemplare una sola parte del sistema che ho davanti senza includere anche le altre due. [138] Molte cose che prima mi sembravano vaghe, o fuori portata, dopo questa bella esperienza mi diventano chiare, evidenti, perfettamente accessibili. Rimango a bocca aperta, poi mi sveglio e dico:
Signore, se tuttavia qualcuno insistesse per “vedere” lo Spirito Santo, e lo facesse con buona volontà, lo potreste accontentare mostrandogli il risultato finale prodotto dall’elettricità all’estremità del filo. Per esempio, una lampadina che si accende e che con la sua luce rischiara la stanza dove si trova, lo fa grazie all’elettricità che le arriva dal filo; uno scaldabagno elettrico che si mette in funzione, esso pure riscalda l’acqua del bagno grazie all’elettricità; i motori elettrici che fanno funzionare le lavatrici, le macchine per cucire, i ventilatori, e tante altre macchine e macchinette che formano la famiglia degli elettrodomestici, si mettono tutti in movimento grazie all’elettricità Che ve ne pare?
Mentre dico queste cose realizzo che l’elettricità è effettivamente in grado di generare per noi tre forme di vita, che sono: luce, calore, e movimento.
1) Luce (lampadine elettriche),
2) Calore (radiatori elettrici, o all’inverso, apparecchi per aria condizionata),
3) Movimento (motori elettrici).
Poi il Signore mi mostra delle figure che mi fanno capire tutto ciò che la mia mente si sforzava di capire da anni. Mi giunge anche l’eco di alcune parole latine che fanno parte di una bella preghiera allo Spirito Santo: “Lux beatissima... Dulce refrigerium...” [139] Odo la voce di una radio che parla e diffonde notizie e musica, poi vedo un televisore che si accende e offre immagini e messaggi di tutte le qualità. Ascolto, guardo, penso. Infine dico:
Signore, nel passato tutto funzionava a mano, o con i pedali, ora invece è tutto cambiato. L’elettricità ha creato una vera rivoluzione, ma non solo nel bene; lo ha creato anche nel male; soprattutto nel male. Per esempio, quel televisore lì ... Guardate … il male che fa supera il bene, e lo stesso vale per la radio.
Lo so, Johannes, ma anche se tutte le forme di energia appartengono a Noi che le abbiamo create, l’Avversario riesce a servirsene, soprattutto quando è l’uomo che lo invita. Le forze della natura creata sono state concepite tutte da Noi Tre per il benessere vostro, dell’uomo, ma l’uomo, a cui abbiamo voluto concedere tutta la libertà, se ne può servire sia per il bene che per il male. L’uomo possiede il libero arbitrio, [140] e se decide di chiedere aiuto all’Avversario anziché chiederlo a Noi, le cose create per il vostro benessere vi creano sofferenza, e le energie create per offrirvi la vita, vi danno la morte. Chi abusa delle cose buone, le rende per sè cattive.
Per esempio, una persona che invoca su di sè l’effusione dello Spirito Santo, è come se volesse introdurre “l’elettricità” in casa propria. Se l’Avversario non è stato escluso in modo radicale da quella “casa”, l’anima della persona, la persona stessa, al posto dei benefìci normalmente connessi con l’arrivo dell’Energia divina corre il rischio di avere dei cortocircuiti impressionanti. L’Avversario vi prepara tranelli e cortocircuiti d’ogni specie là dove si nasconde perché voi gli date spazio. Lo fa in modo occulto, cioè di nascosto, senza che ve ne accorgiate, e i cortocircuiti che lui vi prepara finiscono per crearvi problemi di salute, sia spirituali che fisici. Per evitare questi inconvenienti bisognerebbe che l’Avversario fosse escluso del tutto dall’anima di una persona, e anche dal territorio circostante. Rileggete il Vangelo. [141]
Una lezione come questa mi sembra preziosa. Passano anni, e un bel giorno leggo sui giornali che a Toronto, e altrove, avvengono raduni “carismatici” pieni di stranezze. Chiedo al Signore:
Signore, cosa c’è di buono in questi raduni? Sono raduni che alcuni si permettono di definire “carismatici”, e altri chiamano “Santo ridere”… Che cosa offrono di buono? A me sembra che non offrano nulla di buono. Con la scusa dello Spirito Santo la gente fa stramberie di ogni genere. È forse questo un esempio d’energia rubata dal quel famoso “ladro” di cui discutevamo assieme qualche anno fa?
Purtroppo, purtroppo ... Cambiando un po’ discorso, costato con piacere che il tempo non ha cancellato in te il ricordo di quelle immagini  che ti avevo concesso. Le ricordi bene, con tutti i dettagli.
Certo! Non è possibile che le dimentichi. Non ho mai ricevuto immagini più eloquenti. L’esempio della centrale elettrica, mi ha aiutato moltissimo, per quel che è possibile umanamente, a capire il mistero della Santissima Trinità, e il ruolo dello Spirito Santo!
Allora ascoltami. Voglio che tu sappia, che voi tutti sappiate (voi che vi sforzate di essere fedeli a Dio prestando orecchio a quello che il Cielo vi comunica in questi tempi) che la rivoluzione che un secolo fa si è prodotta sulla terra con la venuta dell’elettricità, è un esempio concreto di quello che fra poco si produrrà sulla terra in campo spirituale con la venuta dello Spirito Santo. Attenzione! Per ricevere con profitto lo Spirito Santo, ricchezza enorme d’energia spirituale e fisica, la Terra ha bisogno di essere tutta purificata. So che tu chiedi al Padre di mandare lo Spirito Santo a rinnovare la faccia della terra. Sappi che se queste nuove ricchezze, facoltà, energie, libertà (tutti i doni dello Spirito Santo) fossero concesse all’umanità attuale senza una preparazione adeguata, che la ripari e la purifichi, ciò non le servirebbe a nulla. In altre parole: oggi sulla terra esistono tantissime persone che favoriscono i loro interessi anziché i nostri, che cercano la loro gloria anziché la nostra, che promuovono il loro ordine anziché il nostro. Presso tali persone le nuove ricchezze, libertà, energie e poteri che lo Spirito Santo porta con sè sarebbero tutti sprecati; peggio, sarebbero investiti nel male anziché nel bene. Con la Purificazione invece non ci saranno inconvenienti di alcun genere.
Capisco che gli incendi che scoppiano nelle case sono un’immagine adeguata di quelli che si producono nelle anime quando queste si lasciano possedere da Satana. Sornione com’è, questi prepara in loro di nascosto sabotaggi e cortocircuiti d’ogni genere. Certe anime si vendono ufficialmente al diavolo in cambio di onori terreni e ricchezze materiali. Gli spalancano la porta con attività malvagie d’ogni genere, comprese le messe nere. [142]
A questo punto il Signore mi lascia intravedere i sabotaggi che in questi tempi Satana e i suoi accoliti preparano sulla terra, la nostra casa comune. Nonostante tutto rimango fiducioso che il Signore si servirà delle suddette catastrofi per far trionfare il bene. Terminata la Purificazione, il piccolo gregge che sarà rimasto vivrà una vita armoniosa e felice, degna del primo Paradiso terrestre.
Termino dicendo: Grazie Signore per le grandi ricchezze che nell’Era nuova trasmetterete all’umanità rigenerata. [143] 
 
 
Tratto da : IL REGNO DEI GIORNI FELICI di DE PARVULIS  J. (editore www.gambaedit.com)