DESIDERO CONDURVI AL PADRE

Messaggio della Madonna a Medjugorje (18.03.93) "Cari figli! Il mio desiderio è questo: datemi le vostre mani così potrò portarvi c...

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venerdì 3 luglio 2015

RIFLESSIONI PER QUESTA FINE DEI TEMPI... (LE SETTE PAROLE)

(Lutto per l'Iraq, la Siria, Gaza, l'Ucraina, l'Africa Occidentale e la Somalia)
 

"Questa croce che finora era il patibolo dove morivano i criminali, ora è la luce del mondo, è l'oggetto di maggiore venerazione !" (*)

Figliolina

Padre

Voglio che tu dia a TUTTI I MIEI FIGLIOLI queste meditazioni che vi abbiamo dato sulle ULTIME SETTE PAROLE DEL MIO AMATO FIGLIO SULLA SUA SANTA CROCE, in questo giorno in cui viene celebrata nella vostra Chiesa Universale.
Meditatele, ve lo chiedo. Non fate che QUESTO TRIONFO NON SIA UN REGALO PER VOI, non lo rigettate.

(La nostra Santissima Madre Maria Vergine Addolorata)

Onorate la Croce del Mio Figlio diletto, che è la vostra Via e la vostra Salvezza.

Alla fine mi dice il mio Signore:

Questa è la Croce come la dovete onorare, COSì  STO ORA IO PER VOI:


IO
 
INRI
 
SONO
 
L'AGONIZZANTE GESÙ CRISTO
 
COLUI
CHE

TI
 
AMA

Annuisce San Michele (come fa ultimamente per confermare che ciò che sento e vedo non proviene da me, ma dal Cielo).


(*) Nostro Signore Gesù Cristo a Suor Josefa Menendez

(**) La storia della Devozione al Preziosissimo Sangue di INRI.


13 Settembre ("Vigilia della Santa Croce")




LE SETTE PAROLE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SULLA CROCE
 
DETTATE DA NOSTRO SIGNORE  GESÙ CRISTO 

(Ci chiede di Nostro Signore che, in segno di riverenza e rispetto, preghiamo un Padre nostro, un'Ave Maria e una Gloria dopo ogni Parola).

Così sia

 
 
PRIMA PAROLA
  "PADRE PERDONA LORO PERCHÉ NON SANNO QUELLO FANNO"

Figliolini Miei
Mio Gesù
Sempre fu la Mia Missione quella di venire sulla Terra per salvarvi, e dalla Culla alla Croce fu quello che ho cercato in ogni momento, con ogni respiro della Mia Vita Santa e questa Prima Frase sulla Croce doveva essere per salvare le anime persino da loro stesse:
"Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno."


Leggi il resto QUI:   le-sette-parole-di-nostro-signore-gesu

(Ricevuto venerdì 16 maggio, ma mi è stato chiesto di condividerlo oggi, domenica 14 settembre, in cui celebriamo "Il Trionfo della Santa Croce")

"Postscriptum e consigli del Cielo per tutti i Suoi Bambini"

sabato 18 ottobre 2014

IL ROSARIO DEL GETSEMANI

 
(PARLA NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO)
 
DURANTE LA PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO DEL GETSEMANI (*)
 
1° MISTERO: LA SOFFERENZA SOCIALE DI NOSTRO SIGNORE
 
Piccola Mia, so che ti rattrista notevolmente il soggetto dell'Anticristo, perché non vedi come possa  "pretendere" di confrontarsi con Me, quando non è nemmeno una briciola di polvere sulla suola della scarpa, come uomo non è nemmeno questo. Ma, Piccola, così come voi, figliolini Miei, piccoli Miei, Miei amati, siete "poco" nell'essere semplici donne e uomini, ma siete grandi nell'allearvi con il vostro Re, con il vostro Divino Maestro, come recipienti della divinità; allo stesso modo, Piccola, quest'uomo che è nulla di per sé, si è accresciuto per i poteri che Satana gli dà. Capite, figli Miei?
Voi aspettavate qualcuno che già avevate nell'immaginazione, qualcuno che fosse il contrario del vostro Divino Pastore, il vostro Signore, il vostro Amore, il vostro Fedele Amico. Ricordate che egli è l'Impostore, che viene come un agnello mansueto, parlando di "pace e sicurezza", ma di nascosto trama ciò che veramente deve fare. Questi è colui che non ha potuto rivelare le sue vere intenzioni finché non avrà il controllo completo, come è stato pianificato.
Questi è qualcosa di Malvagio tra le cose più malvage, che è stato in gestazione per secoli, millenni se volete, ma che ora si avvicina al potere totale, che otterrà dallo stesso Male incarnato. Potete capirlo?
Questo essere, anti - essere, è l'Anticristo, che cammina, parla e si muove tra di voi. È una creatura a cui rendete culto e tributo, anche se non ancora palese adorazione, ma in circoli chiusi e ristretti sì che gli rendono adorazione, che si deve solo a Dio.
Questo essere, Piccola, è colui che detiene più potere al mondo, è colui che ha il potere di scatenare la guerra nucleare in pochi istanti, e devastare la Creazione del Mio Amato Padre. Chi è che ha questo potere? Chiedetevelo e avrete la vostra risposta.
Solo coloro che rifiutano di vedere rimarranno ciechi, perché gli eventi sono già palesi e flagranti. Come vi ripete la Mia amata Madre Maria: non aspettate fino all'Avvertimento per muovervi, fate ciò che vi spetta. Se non avete creduto, fino ad ora, è tempo che voi diffondiate questi messaggi e cominciate a fare ciò che dovete per proteggervi.
Figli Miei, non abbiate paura voi che siete con Me, non temere neanche quando la vostra vita sarà in pericolo: abbiate paura se consegnate volontariamente la vostra mente a Satana e volgete il vostro cuore contro il vostro Signore. Nessuno, Bambini Miei, può servire due padroni - ve l'ho detto - perché odierete uno e amerete l'altro. Scegliete ora e siate integri, perché non c'è tempo.
L'Anticristo regna tra di voi. Non aspettate che si scopra la sua vera intenzione, sarà già troppo tardi per coloro che non hanno creduto nella Mia Santa Parola e nei continui avvertimenti della Mia Amatissima Madre. Potete capire perché insisto?
I segni sono tutti qui. Cosa aspettate, Piccoli Miei, a fuggire verso le montagne e non lasciarvi marchiare con il marchio della bestia? È il segnale dell'inizio della fine.
Coloro che non credono nei Miei Profeti farebbero meglio a legarsi al collo una pietra da mulino, piuttosto che aspettare quello che sta per arrivare senza la protezione Divina. Capite di cosa parlo? Istruitevi sulle questioni che vi riguardano oggi. Leggete i Miei Profeti di un tempo e di oggi, che vedrete che quelli autentici non si contrappongono affatto l'uno all'altro, ma confermano quanto detto da migliaia di anni.
Vi prego, figli Miei, non vi lasciate marchiare. Spegnete i vostri televisori e siate prudenti in ogni parola che entra attraverso i vostri sensi. Siate prudenti con quello che vedete e sentite: i sensi sono finestre dell'anima, da cui entra in voi sia il bene che il male. È il momento di stare molto attenti e di ritornare a Dio, che non c'è più tempo.
 
2° MISTERO DELLA MIA PASSIONE SUL MONTE DEGLI ULIVI (LA SOFFERENZA CORPORALE DI NOSTRO SIGNORE)

Figli Miei, quante delle malattie che tanto vi fanno soffrire sono create dalla stessa tecnologia che voi adorate come se fosse un Dio? Non adorate la TV ancora di più del vostro Dio? Quanto tempo e dedizione date a questo dispositivo e quanto all'Amato Padre? Difendete il vostro tempo di preghiera come quello dedicato alla TV? Seguite la Santa Messa con il fervore di un programma televisivo? Con la vostra risposta, sarete in grado di capire e di sapere chi è il vostro Amato Dio.
Gli alimenti che voi consumate sono pieni di sostanze tossiche create dalle aziende che ve li vendono, e per questo vi ammalate. E date la colpa a Mio Padre? Queste malattie che sono state create dall'uomo stesso nei laboratori per uccidere popoli interi. Questi stessi uomini sono quelli che hanno innalzato l'Anticristo, del quale, il poco di umano che resta (in lui) sarà assorbito dal male e nulla più di umano gli resterà. Ha ancora davanti a sé anni di potenza totale, cosa non farà, figli Miei? Ma se la vostra anima è nelle Mie Sante Mani, niente potrà fare, se non gli consegnate la vostra obbedienza.
Resistete e rifugiatevi in Me, che non sono solo guerre fratricide, ma malattie, guerre chimiche e atomiche che vengo su di voi. Tutto questo dipende da un solo uomo.
Quando mai, nella storia dell'umanità, un solo uomo ha mai avuto così tanto potere? Chiedetevi questo: dubiterete poi del Mio avviso? Quando mai?

3° MISTERO: IL DOLORE DEL PENSIERO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SUL MONTE DEGLI ULIVI

Bambini Miei, non credete che in quei momenti ho visto colui che avrebbe avuto il potere finale e, dopo aver maledetto il Mio Santo Nome e aver ricercato tutti i mezzi a sua disposizione per screditare Dio stesso e toglierlo dal posto che a Lui solo corrispondente con dignità e verità, vorrà usurpare il Mio Trono? Ma a quale fine detronizzare Dio Gesù Cristo Re dei re e Signore dei signori se non per essere incoronato lui stesso? Questo Io già lo sapevo e ho sudato sangue per questo motivo, nel vedere come avrebbe tratto in inganno milioni di Miei figli degli Ultimi Tempi. E ancora, Miei piccoli, Mi fate sudare sangue nel verificare che duemila anni di Chiesa non sono riusciti a darvi la forza di opporvi al male che cerca di strappare la vostra anima, come insulto a Dio Padre. La cedete con una facilità che fa piangere e versare lacrime al Cielo intero. Opponetevi al male che abita in voi, nei vostri pensieri, ai desideri peccaminosi del vostro cuore. Se non chiedete aiuto, Io non posso intervenire in vostro favore. Di quali altre prove avete bisogno, come il povero mendicante e il ricco? (**)

4° MISTERO: LA SOFFERENZA SPIRITUALE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SUL MONTE DEGLI ULIVI

Bambini Miei: l'anima vostra deve essere ricettacolo e Trono della Santissima Trinità. E' un trono che avete lì dentro, nell'anima: se togliete Dio Padre dal Trono, questo resterà vuoto e il Maligno si siederà su di esso; così come farà nel Mio Tempio Santo. Dovete tenere lì Dio Padre, o il vostro trono - che è il più prezioso dono e regalo del Cielo, che è la vostra Anima spirituale - sarà preso da Satana. Volete crederci, capirlo, fare qualcosa al riguardo? Oppure, mentre state come sciocchi davanti alla TV e annullate la vostra mente, darete la vostra anima al Maligno perché se la porti lì dove lui vive per l'eternità? È questo ciò che volete? Se non è questo, dovete opporvi, occupare la vostra anima spirituale con Dio Padre, affinché non sia vuota e Satana la riempia con la sua malvagità. Lo farete o Mi incolperete di non avervi salvato, quando voi non mi avete voluto dare la vostra santa mano perché ve la prenda  e con infinito Amore vi diriga al Bene? Dovete decidervi ora ed essere fedeli!

5° MISTERO: LA SOFFERENZA DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO SUL MONTE DEGLI ULIVI A CAUSA DEL DOLORE CHE AVREBBE CAUSATO ALLA SUA SS. MADRE

Bambini Miei, i fratelli spirituali sono coloro che cercherete ora così da sostenersi a vicenda. I fratelli carnali, ciascuno di essi ha deciso, e la stragrande maggioranza, siccome siete figli degli Ultimi Tempi, non avete deciso per nessun altro partito, se non per la comodità e l'egoismo. Non decidere, in questi tempi malvagi, è decidere: perché la corrente del mondo vi trascinerà verso Satana, non verso il vostro Re e Signore.
I pochi coraggiosi che Mi seguono vanno contro il mondo, "contra mundum", e tuttavia voi li disprezzate, deridete ed ignorate, come il vostro Divino Maestro è stato ignorato e abbandonato nel Getsemani. I Miei poveri fedeli non hanno una situazione migliore rispetto al vostro Maestro. Li aiutate, offrite loro il vostro aiuto? Oppure li lasciate soli, come il vostro Divino Maestro? Vi costa tanto offrire aiuto a coloro che dedicano la loro vita per salvare la vostra? Ve lo chiedo da questo nuovo Getsemani in cui Mi trovo, perché oggi i Miei amici non sono migliori di un tempo, e parimenti vi Chiedo:
Non Mi accompagnerete il giovedì sera e la mattina (del venerdì) nel Mio Getsemani? Non lascerete questo apparato, che vi tiene come idioti, neanche per un'ora, per vegliare con il vostro Signore? Neanche questo farete?
Io, figli Miei, a niente vi obbligo, perché siete creature di Mio Padre e come tali siete libere. Mio Padre non ama la schiavitù, però usate bene la vostra libertà, che se la confondete con la dissolutezza finirete per essere legati, e sapete che ciò che è a rischio è il destino eterno delle anime.
Nessun altro, se non voi, può decidere e con la vostra decisione ed influenza trascinerete nell'abisso molti o li eleverete verso il Cielo. Dove arriverete con la vostra influenza sui vostri amici, parenti e persone care? Andrete in Cielo, o vi lancerete insieme nell'abisso da cui non non c'è nessuna uscita?
Approfittatene ora che avete la vita e non dimenticate che il mondo è pestilenza e non credete quando vi parla di pace e benessere, perché sarete in una falsa pace finché ogni parola detta nelle Scritture non si compirà completamente.

Il vostro Signore Gesù Cristo, la Verità stessa, vi ha parlato.

Fate la Mia Santa Volontà o arrischiatevi a perdere la vostra anima. La decisione è interamente vostra, perché ora non potrete contestare come se foste autentici innocenti che non conoscono la Mia Parola: voi la conoscete e opererete secondo il vostro altissimo dono del libero arbitrio.

Decidete per il bene, che la via del male è senza ritorno.

Vi amo immensamente
Il vostro Amato, il vostro Re e Signore Gesù Cristo

Amen, figli Miei.

Amen, mio Signore, amen.

 

(*) IL SANTO ROSARIO DEL GETSEMANI (dettato da nostro Signore Gesù Cristo a Y Maria del Getsemani) vedere il Santo Rosario nelle pagine di questo sito.

1°: L'AGONIA SOCIALE NEL GETSEMANI. Nostro Signore lo abbandoniamo tutti  quando più ha bisogno di compagnia.

2°: L'AGONIA FISICA NEL GETSEMANI. Nostro Signore ha sofferto fino a sudare sangue

3°: L'AGONIA MENTALE NEL GETSEMANI . Nostro Signore vede tutti i peccati dell'uomo fino ai giorni nostri e sa che nonostante il Suo Santo Sacrificio molti si pederanno.

4°: L'AGONIA SPIRITUALE  NEL GETSEMANI. Accettando, con infinito amore, di portare i nostri peccati, Nostro Signore sente, come peccatore, il peggiore dei tormenti: la lontananza del Padre, il vuoto spirituale.

5°: L'AGONIA DI GESÙ NEL GETSEMANI PER IL DOLORE CHE AVREBBE CAUSATO ALLA SUA AMATA MADRE. Questo ha portato la Sua agonia all'inimmaginabile, il fatto che la Sua Santissima Madre avrebbe sofferto nell'accompagnarLo al Calvario e alla Crocifissione.

NdT: vedi anche l'Agonia nel Getsemani narrato da Maria Valtorta (l'Ora del Getsemani) e i Dolori mentali di Gesù Cristo dettati a Camilla Battista da Varano


(**)”…E Abramo gli disse: hanno Mosé e i profeti: ascoltino loro. E lui disse: No, padre Abramo; Ma se uno tornasse dai morti, si pentiranno. Ma Abramo gli disse: se non ascoltano Mosé e i profeti, non saranno convinti neanche se uno risorge dai morti. (Luca 16: 29-31)

HDDH

(Giovedì 13-venerdì 14 giugno)
 
Anno del Signore 2013

Y María de el Getsemani

(pubblicato il 16 giugno 2013)

giovedì 17 aprile 2014

L7) MI ACCOMPAGNERETE O NO, FIGLI MIEI, FRATELLI MIEI, MIEI AMICI E AMATI MIEI?



IN OGNI CHIESA È CROCIFISSO IL MIO FIGLIO DILETTO. Lì LO POTETE ACCOMPAGNARE, SOPRATTUTTO DURANTE QUESTI GIORNI SANTI.

 SETTIMA LETTERA

 Tesori del Cielo,

Non mi non stanco di ripetere di ACCOMPAGNARE  il Mio Amato Figlio in questa Settimana Santa della storia. Non aspettate la prossima, che potrebbe essere troppo tardi per voi.

La Misericordia del Mio Divino Figlio è stata  lì, a vostra disposizione, da due millenni e voi avete preferito, avete scelto di girare il viso dall’altro lato, cioè verso il mondo, ma pare che non capiate pienamente che quando vi volgete verso il mondo, (perché lì sta il vostro cuoricino e i vostri interessi) state dando la schiena al Mio Figlio Amato. È questo ciò che volete? Continuerete a farlo?

Io vi chiedo: cambierete ora, o sarete come gli indifferenti che passavano al lato (sentito questo, vedo la Corte Celeste inginocchiarsi in profonda riverenza) del  Mio Figlio crocifisso, di Dio stesso sulla Croce, di colui che è venuto sulla terra per salvarvi?

In ogni Chiesa della terra sta venendo crocifisso. Lì potete accompagnarLo in particolare in questi giorni santi. Lo farete, o continuerete come la turba indifferente e ingrata, che chiama Mio Figlio quando ne ha necessità e bisogno; ma quando è il Signore che ha bisogno di voi, perché necessita di voi come figli che lo accompagnano, voi dite che non avete tempo, che avete cose e questioni più importanti da fare nel mondo e tornate a lasciarLo Solo?

Duemila anni, figli Miei, due millenni e continuate allo stesso modo. Quanti di voi lascerete lo occupazioni del mondo per accompagnarLo con contrizione, riverenza e il dovuto rispetto? Quanti, se lo fanno, lo fanno per mero impegno sociale, per abitudine? E Io, Dio Padre, vi chiedo: è questo l’amore? Così amate voi? È così che vi piace essere amati quando avete un dolore nell'anima o una malattia nel corpo: che l'amico vi dica che non ha tempo per voi, che è in vacanza, che vedrà quando vi potrà accompagnare? O cosa pensereste del medico che vi assicura che vi vuol bene, che vi ama, che vi considera importanti ma non ha tempo per curarvi quando vi state dissanguando, perché ha occupazioni più importanti al momento? Davvero gli potreste credere quando tornerà a dirvi che vi vuol bene? Io dico, categoricamente non crederete! Quindi il Mio Figlio Amato non ci crede quando dite di amarlo, ma avete i vostri cuori in altre questioni del mondo. DITEGLI CHE L'AMATE, MA CON I FATTI E NON CON LE PAROLE, CHE COME DITE BENE VOI: "SE LE PORTA VIA IL VENTO".

Avete queste Sante Guide, avete l'eterna Parola del Mio Figlio Amato, che altro aspettate che vi diciamo per fare ciò che ministri e sacerdoti vi dicono per questa Settimana Santa? Fate una buona volta ciò che già sapete di dover fare! Ma questa volta fatelo come persone che amano in verità e non come quello che è amico per contratto e convenienza.

Voi davvero amate gli amici per convenienza? Contate su di loro? Li chiamate quando infuria il dolore? Allo stesso modo, se vi dessero una grande eredità e desideraste distribuirla perché eccessiva per voi, a chi pensereste in quei momenti di gioia? A chi vi ha disprezzato? A chi non vi ha aiutato nel momento del bisogno? O agli amici fedeli sui quali contate perché hanno condiviso il loro pane con voi, vi hanno offerto la spalla per piangere e per sostenervi nel bisogno?

Se voi siete così, opportunisti e ipocriti, come volete, come pretendete di essere fra gli Amici Eletti del Signore, se se neanche voi scegliereste amici così? Capite quello che dico e soprattutto per questi Giorni Così Santi?

Lasciate i vostri impegni nel mondo per dopo, e andate da Mio Figlio, come Lui vi ha accompagnato ogni volta che glielo chiedete: abbiate reciprocità con il Cielo, siate PENITENTI, siate ORANTI e soprattutto,  figli Miei, siate RICONOSCENTI con il Cielo.

Non comportatevi più come beffardi, come disonesti, stupidi e ipocriti perché, figli Miei, se continuate così e se non cambiate, condividerete la stessa destinazione. È QUESTO CIÒ CHE VOLETE?

(Parla San Michele Arcangelo)

 Perché non volete capire che è qui sulla terra, dove è possibile diventare Amici di Gesù Amato (San Michele si inchina in profonda riverenza)?  E non quando lo vedrete nel Suo Regno, ma qui, dove potete dimostrare che siete amici fidati del Signore (si inchina San Michele), fedeli, amorevoli e affettuosi. Non compromettete il vostro futuro eterno come amici del Maligno, ma del vostro e Nostro giusto Re ed eterno Pastore! Voi che festeggiate in questi giorni santi non differite in nulla da quelli che deridevano Nostro Signore, i quali mentre Lui veniva Flagellato e Crocifisso stavano ridendo, mangiando, bevendo! Impantanati nella loro umanità senza vedere che la divinità stessa era messa in Croce in quei momenti.

Vi ricordo che nell'eternità non esiste il tempo, e voi avete la possibilità di lasciare tutto (così come un vero amico) e mettetevi ai santi piedi della Sua Santa Croce che è la vostra salvezza. Non ha detto il Signore, Santo tra i Santi. "FIGLIOLI, SE NON MI RICONOSCERETE SULLA TERRA IO NON VI RICONOSCE NELL’ALDILÀ, NEL MIO REGNO DI GLORIA E MAESTÀ?” È questo ciò che volete? Cambiate ora che avete la Settimana Santa davanti a voi in tempi di grandissima tribolazione.

(Parla Nostra Santissima Madre Addolorata)

 Madre!

 Tesori del Cielo,

Capite che il vosto destino è legato a quello del Mio Figlio Amato? Capite che se accettate la Croce Divina come Mio Figlio la accettatò, questa  poi sarà la vostra Croce di Gloria? Capite che se voi la rifiutate, rifiutate il Mio Figlio Amato? SeguiteLo fino alla Croce, che vuol dire seguirLo fino in Cielo. Ve lo diciamo: non c’è altra strada se non la Croce. Non cercare la Luce nell’oscurità, che non la troverete: la Luce esiste ed è la Luce stessa. Capite, figli Miei?

Vostra Madre Santissima Maria di Guadalupe.*

* "Sono ambedue, figlia." Chiarisce Nostra Madre.

  


(Nostro Signore Crocifisso)

 Figliolini,

Capitelo, una buona volta, che sto con le Mie Braccia Aperte per accogliervi in un Santo Abbraccio, ma vi dovete avvicinare al Crocifisso perché Io non posso SCENDERE dalla croce, ma siete voi che vi dovete avvicinare, come si avvicinarono i Miei pochi amici, i Miei discepoli, Mia Madre Santissima.

Vi vedrò a consolarMi ai piedi della Mia Croce?

Sentirò, in preda al Mio Incalzante Dolore, i vostri plausi di indifferenza, con cui festeggiate nel mondo, mente il vostro Signore e Padrone viene Crocifisso?

È molto importante che comprendiate questo:

La Mia Croce si ripete perché non c'è il tempo,

ma è nell'Eternità;

e vi vedo da lì

 e da lì vi chiedo:

Siete miei amici? Mi accompagnerete?

 Vi vedrò da lontano coinvolti nei vostri affari nel mondo?

Sarete Miei amici o no?

Perché nessuno che si ponga ai piedi della Mia Croce è respinto;

il Mio Cuore Sacratissimo si spalanca,

come il Mio abbraccio Santo, per tutti.

Verrete da Me?

Porterete anche voi la corona di spine,

quando si burleranno di voi perché non volete condividere le cose del mondo,

per vivere con il vostro Signore?

O la butterete via con disprezzo per uniformarvi al mondo?

Come sarete in questa Settimana Santa?

MI ACCOMPAGNERETE O NO, MIEI FIGLIOLI,

MIEI FRATELLI, MIEI AMICI E AMATI?


(14 aprile 2014)


LETTERE, APPUNTI E PROMEMORIA DEL CIELO PER TUTTI I SUOI FIGLI

 luna09


Settimana Santa nell'anno del nostro Signore 2014

Fratelli: Non dimenticate di confessarvi per vivere degnamente questi Giorni Santi e ricordatevi che la Novena alla Divina Misericordia inizia venerdì. È possibile scaricarla su http://www.mariadinazareth.it/misericordia%20divina%20novena.htm
Y Maria del Getsemani


lunedì 14 aprile 2014

MEDITAZIONI SULLA PASSIONE di Sant’Alfonso M. De Liguori

 
 

L'AMORE DELL'ANIME


AVVISO AL LETTORE

Amato mio lettore, io ti promettei nel mio libro delle Glorie di Maria un altro dell'Amore di Gesù Cristo: ma poi, per cagione delle mie infermità cor­porali, dal mio direttore non mi è stato concesso di farlo. Appena m'è stato permesso il dare alla luce queste succinte Riflessioni sopra la sua Passione, nel­le quali per altro ho ristretto il fiore di ciò ch'io tenea raccolto su questa materia. Spero nulladimeno che questa mia operetta ti sia stata gradita, specialmente in aver sotto l'occhio raccolti, con ordine, i passi del­le divine Scritture circa l'amore che Gesù Cristo ci ha dimostrato nella sua morte: poiché non v'è cosa che possa più muovere un cristiano all'amore divino quanto la stessa parola di Dio che abbiamo nelle sa­cre Carte.
Amiamo dunque assai Gesù Cristo, in cui trovia­mo il nostro Salvatore, il nostro Dio, la nostra pace ed ogni nostro bene. Ti prego perciò a dare ogni giorno un'occhiata alla sua Passione, mentre in essa troverai tutti i motivi di sperare la vita eterna e di amare Iddio, dove consiste tutta la nostra salute. Tutti i santi sono stati innamorati di Gesù Cristo e della sua Passione, e per questo unico mezzo si son fatti santi. Il Padre Baldassarre Alvarez, come si legge nel­la sua Vita, dicea che niuno pensasse d'aver fatto niente, se non arriva a tenere sempre Gesù crocifisso nel cuore: e perciò la sua orazione era mettersi a piè del Crocifisso, e, meditando in lui specialmente tre cose, la povertà, il dispregio e i1 dolore, sentire la lezione che Gesù gli faceva dalla croce.
Tu ancora puoi sperare di farti santo, se in simil modo persevererai a considerare quel che il tuo Re­dentore ha fatto e patito per te. Pregalo sempre che ti doni il suo amore. E quest'amore ancora dimanda sempre alla tua Signora Maria che si chiama la Ma­dre del bell'amore. E quando lor chiederai questo gran dono, ti prego a chiederlo anche per me che ho desiderato vederti santo con questa mia piccola fa­tica. Ed io ti prometto di fare lo stesso per te, accioc­chè poi un giorno in paradiso possiamo abbracciarci in santa carità e riconoscerci per amanti di questo amabilissimo Signore, fatti ivi compagni eterni, ed eletti ad amare da faccia a faccia per sempre il no­stro Salvatore ed amore Gesù. Amen.
 
Invocazione a Gesù ed a Maria

O Salvatore del mondo, o Amore dell'anime, o Signore il più amabile fra tutti gli oggetti, voi colla vostra Passione siete venuto a guadagnarvi i nostri cuori con dimostrarci l'affetto immenso che ci portate, consumando una Redenzione che a noi apportò un mar di benedizioni, ed a voi costò un mare di pene e d'ignominie. Voi a que­sto fine principalmente avete istituito il SS. Sacra­mento dell'altare, acciocchè noi avessimo una con­tinua memoria della vostra Passione: Perché rima­nesse in noi perenne la memoria di un beneficio così grande, lasciò ai fedeli il suo corpo in cibo, dice S. Tommaso. E prima già lo disse S. Paolo: Ogni volta, infatti, che mangiate di questo pane, voi annunziate la morte del Signore (1 Cor 11, 26). Voi, con tali prodigi d'amore, già avete otte­nuto da tante anime sante che, consumate dalle fiamme della vostra carità, rinunziassero a tutti i beni della terra, per dedicarsi tutte ad amar solo voi, amabilissimo Signore. Deh fate dunque, o Gesù mio, ch'io sempre mi ricordi della vostra Passione; e ch'io ancora misero peccatore, vinto una volta al fine da tante finezze amorose, mi ren­da ad amarvi, ed a rendere col mio povero amore qualche segno di gratitudine all'amare eccessivo che voi, mio Dio e mio Salvatore, mi avete por­tato. Ricordatevi, Gesù mio, ch'io sono una di quelle vostre pecorelle, per cui salvare voi siete venuto in terra a sacrificare la vostra vita divina. Io so che voi, dopo avermi redento colla vostra morte, non avete lasciato d'amarmi, ed ora avete per me lo stesso amore che, per vostra bontà, mi portavate morendo per me. Non permettete ch'io viva più ingrato a voi, mio Dio, che tanto meri­tate d'essere amato e tanto avete fatto per essere amato da me.
E voi, o Santissima Vergine Maria, voi che ave­ste sì gran parte nella Passione del vostro Figlio, deh per li meriti dei vostri dolori impetratemi la grazia di provare un saggio di quella compassione che tanto vi afflisse nella morte di Gesù; ed otte­netemi una scintilla di quell'amore, che operò tutto il martirio del vostro Cuore addolorato. Amen.
Rapisca la mia mente, Signore Gesù, la dolce e ardente forza del tuo amore, affinché io muoia per amore tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell'amore mio (S. Francesco).

http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/la%20passione%20del%20signore%20meditata%20da%20sant'alfonso%20maria%20de%20liguori.htm

giovedì 10 aprile 2014

I DOLORI MENTALI DI CRISTO NELLA SUA PASSIONE


(dallo scritto mistico della Beata Camilla Battista da Varano)
Introduzione
 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore (Lam 1, 12).

Voglio che tutti i giorni della mia vita siano un solo Venerdì Santo, nel quale piangere sempre l’amarissima passione di Cristo, affinché quando morrò mi appaia risuscitato e glorioso. Al confronto la morte non sarebbe più morte, ma un andare a nozze con canti e danze (Autobiografia).
O Signore mio, io ti prego che tu mi introduca nel santissimo talamo dei tuoi dolori mentali. Annegami in quel mare amarissimo, perché lì desidero morire, se piace a te, dolce vita e amor mio (I Dolori Mentali).


PRIMO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER TUTTI I DANNATI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Anche Cristo è morto, una volta per sempre, per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio… E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava… Infatti anche ai morti è stata annunciata la buona notizia (1Pt 3, 18-20. 4, 6).17
Questa fu una delle pene crudeli che io portai e sentii nel mio cuore: la lacerazione delle mie membra. Pensa quanta sofferenza sente chi è martirizzato con la corda con cui vengono strappate le membra del suo corpo. Ora immagina che martirio fu il mio per tante membra da me separate quante saranno le anime dannate e ogni membro per tante volte quante peccava mortalmente. La disgiunzione di un membro spirituale, rispetto a quella fisica, è molto più dolorosa, perché è più preziosa l’anima rispetto al corpo… Ma la pena crudele, che mi straziava, era vedere che le suddette infinite mie membra, cioè tutte le anime dannate, mai, mai e mai più si sarebbero riunite a me, loro vero capo. Al di sopra di tutte le altre pene che hanno e che potranno avere eternamente quelle povere anime sventurate, è proprio questo "mai, mai" che in eterno le tormenta e tormenterà. Mi straziò tanto questa pena del "mai, mai", che io avrei immediatamente scelto di patire non una volta sola, ma infinite volte, tutte le disgiunzioni che furono, sono e saranno, purché avessi potuto vedere non tanto tutte, ma almeno un’anima sola riunirsi ai membri vivi o eletti che vivranno in eterno dello spirito di vita che procede da me, vera vita, che do vita ad ogni essere vivente. Considera ora quanto mi sia cara un’anima se, per riunirne a me una sola, avrei voluto patire infinite volte tutte le pene e moltiplicate. Ma sappi anche che la pena di questo "mai, mai" tanto affligge e accora per mia divina giustizia quelle anime, che anche loro ugualmente preferirebbero mille e infinite pene pur di sperare qualche istante di riunirsi qualche volta a me, loro vero capo… Questo dunque è il dolore interiore che provai per i dannati (I Dolori Mentali cap. I).
Preghiamo
O Gesù, buon pastore, che per salvare le tue pecore hai sostenuto la passione della croce, facci il dono e la grazia di condividere il tuo amore e il tuo dolore, affinché in ognuno di noi si possa compiere pienamente il mistero della nostra vocazione, che è quella di seguire, imitare e amare te, che hai dato la tua vita per noi.18


SECONDO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER TUTTI I MEMBRI ELETTI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra… molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi, se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme, e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora, voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra (1Cor 12, 14. 20. 24-27).
L’altro dolore che mi trafisse il cuore fu per tutti gli eletti… Sentii e provai ogni loro pena e amarezza in vita e dopo la morte, cioè nella vita le sofferenze e i tormenti di tutti i martiri, le penitenze di tutti i penitenti, le tentazioni di tutti i tentati, le infermità di tutti i malati e poi persecuzioni, calunnie, esili. In breve, provai e sentii così chiaramente e vivamente ogni sofferenza, piccola o grande, di tutti gli eletti ancora in vita, come tu vivamente proveresti e sentiresti se ti percuotessero l’occhio, la mano, il piede o qualche altro membro del tuo corpo... Le mie membra, figlia mia, non furono né mille, né milioni, ma infinite. Le varie pene non furono migliaia, ma infinite, perché innumerevoli furono le sofferenze dei martiri, delle vergini, dei confessori e di tutti gli altri eletti. Per gli eletti, in vita e dopo la morte, condividevo ogni sofferenza e amarezza. Cioè i tormenti di tutti i martiri, le penitenze di tutti i penitenti, le tentazioni dei tentati, le infermità, le persecuzioni (I Dolori Mentali cap. II).

Oh, Dio mio, molte volte ti ho procurato grandi ed infinite pene, o dannata o salva che io sia. O Signore, non ho mai saputo che il peccato ti offendesse tanto, credo allora che mai avrei peccato neppure leggermente. Tuttavia, Dio mio, non tener conto di ciò che dico, perché, nonostante questo, farei anche peggio se la tua pietosa mano non mi sostenesse. Però tu, dolce e benigno mio amante, non mi sembri più un Dio, ma piuttosto un inferno, perché queste tue pene, che mi fai conoscere, sono tante (I Dolori Mentali cap. II).
Preghiamo
Ti rendiamo grazie, Signore Gesù crocifisso, perché il Padre tuo e nostro non ci ha abbandonati in potere del peccato e della morte, ma ci ha dato la speranza che in te tutto l’universo risorge e si rinnova.19


TERZO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER LA GLORIOSA VERGINE MARIA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria, madre di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo: ecco tua madre! (Gv 19, 25-27).

Sappi che tutto quello che soffrii e sopportai io, Dio umanato, soffrì e patì la mia povera e santissima Madre: salvo che io soffrii in grado più alto e perfetto, perché ero Dio e uomo, mentre lei era pura e semplice creatura priva affatto di divinità. Mi afflisse talmente il suo dolore che, se fosse piaciuto al mio eterno Padre, sarebbe stato per me un sollievo se i suoi dolori fossero ricaduti sopra la mia anima e lei fosse rimasta libera da ogni sofferenza; è vero che le mie sofferenze e ferite sarebbero state come raddoppiate con una freccia acuminata e velenosa, ma ciò sarebbe stato per me grandissimo sollievo e lei sarebbe rimasta senza alcuna pena. Ma perché il mio indescrivibile martirio doveva essere senza alcuna consolazione, non mi fu concessa tale grazia benché più volte l’avessi domandata per tenerezza filiale e con molte lacrime (I Dolori Mentali cap. III).
Preghiamo
Ti supplichiamo, Maria, Madre dei dolori, che hai condiviso tutto l’amore e tutto il dolore del tuo Figlio crocifisso, portando nel tuo cuore il mistero della redenzione: custodisci e infiamma il nostro cuore nell’amore di Cristo crocifisso.



QUARTO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER LA SUA INNAMORATA DISCEPOLA  MARIA MADDALENA
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva… Si voltò indietro e vide Gesù, in piedi, ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: Donna, perché piangi? Chi cerchi? 20
Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo. Gesù le disse: Maria! Ella si voltò e gli disse in ebraico: Rabbunì! - che significa: Maestro mio! (Gv 20, 11. 14-16)

E che dolore pensi tu che io abbia sostenuto per la pena e l’afflizione della mia diletta discepola e benedetta figliola Maria Maddalena? Mai potreste comprenderlo né tu né altra persona, perché da lei e da me hanno avuto fondamento e origine tutti i santi amori spirituali, che mai furono e saranno… Giustamente si dice che dopo la mia amatissima Madre non ci fu persona che più di lei si affliggesse per la mia passione e morte. Se un altro si fosse afflitto più di lei, dopo la mia risurrezione io sarei apparso a lui prima che a lei; ma poiché dopo la mia benedetta Madre fu lei più afflitta e non altri, così dopo la mia dolcissima Madre fu lei la prima ad essere consolata... Quando mi vide spirare, parve a lei che le venissero a mancare il cielo e la terra, perché in me erano tutta la sua speranza, tutto il suo amore, pace e consolazione, giacché mi amava senza ordine e misura. Per questo anche il suo dolore fu senza ordine e misura. E potendolo conoscere solo io, lo portai volentieri nel mio cuore e provai per lei ogni tenerezza che, per santo e spirituale amore, si può provare e sentire, perché mi amava svisceratamente. E osserva, se vuoi saperlo, che gli altri discepoli dopo la mia morte ritornarono alle reti che avevano abbandonato, perché non erano ancora del tutto staccati dalle cose materiali come invece questa santa peccatrice. Lei invece non ritornò alla vita mondana e scorretta; anzi, tutta infuocata, bruciante di santo desiderio, non potendo più sperare di vedermi vivo, mi cercava morto, convinta che nessun’altra cosa poteva ormai piacerle o soddisfarla se non io, suo caro Maestro,vivo o morto che fossi. Questo suo dolore si ripercuoteva nel mio appassionato cuore, perciò fui molto afflitto ed angustiato per lei. Ma non permisi che lei venisse meno nel suo dolore, dato che di lei volevo fare ciò che poi feci, cioè apostola degli apostoli, per annunziare loro la verità della mia trionfale risurrezione, come essi poi fecero a tutto il mondo. La volevo fare e la feci specchio, esempio, modello di tutta la beatissima vita contemplativa nella solitudine di trentatrè anni, rimanendo ignota al mondo, durante i quali lei potè gustare e provare gli ultimi effetti dell’amore per quanto è possibile gustare, provare, sentire in questa vita terrena. Questo è tutto quello che riguarda il dolore che provai per la mia diletta discepola (I Dolori Mentali cap. IV).
Preghiamo
O Crocifisso povero, che ci strappi dal principe delle tenebre, donaci il tuo 21
coraggio, e l’ardente desiderio di te prenda l’andatura di una corsa, che mai si arresti se non nel tuo abbraccio (FF 2863).


QUINTO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER I SUOI AMATI E CARI DISCEPOLI
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù disse: Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli. E Pietro gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte. Gli rispose: Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà, prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi (Lc 22, 31-34).
L’altro dolore che accoltellava l’anima mia era la continua memoria del santo collegio degli apostoli, colonne del cielo e fondamento della mia Chiesa in terra, che io vedevo come sarebbe stato disperso quali pecorelle senza pastore e conoscevo tutte le pene e martìri che avrebbero dovuto patire per me. Benché io abbia sempre amato tutte le creature con amore infinito, tuttavia ci fu un particolare amore per quelli che effettivamente vissero con me. Di conseguenza provai un particolare dolore per loro nella mia afflitta anima. Per essi infatti, più che per me, pronunciai quell’amara parola: "La mia anima è triste fino alla morte", data la grande tenerezza che provavo nel lasciarli senza di me, loro padre e fedele maestro. Ciò mi procurava tanta angustia, che questa separazione fisica da loro mi sembrava una seconda morte. Se si riflettesse attentamente sulle parole dell’ultimo discorso che rivolsi loro, non ci sarebbe un cuore tanto indurito da non commuoversi di fronte a tutte quelle affettuose parole che mi sgorgarono dal cuore, che sembrava scoppiarmi in petto per l’amore che portavo loro. Per poter comprendere quanto questa pena mi fosse pesante, fai questa ipotesi: se tu avessi una persona che ami santamente e alla quale per causa tua e proprio perché l’ami vengano indirizzate parole ingiuriose oppure, fatto qualche cosa che le dispiace, oh, come ti farebbe veramente male che proprio tu sia la causa di tale sofferenza per lei che tu ami tanto! Vorresti invece e cercheresti che lei, per causa tua, potesse avere sempre pace e gioia. Ora, proprio io, 22

figliola mia, diventavo per loro causa non di parole ingiuriose, ma della morte, e non per uno solo ma per tutti (I Dolori Mentali cap. V).
Preghiamo
Signore, donaci di amarti con tutto il cuore e, prendendo la croce, possiamo seguire te che ci precedi. Non cada mai dalla nostra mente la memoria di te (FF 2915).


SESTO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER L’INGRATITUDINE DEL SUO AMATO DISCEPOLO GIUDA TRADITORE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà… intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque: Quello che vuoi fare, fallo presto… Giuda, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte (Gv 13,21. 26-27. 30).
Considera prima di tutto quanto fu grande l’ingratitudine di Giuda. Io lo avevo eletto nel numero degli apostoli e, dopo avergli perdonato tutti i peccati, lo resi operatore di miracoli e amministratore di quanto mi veniva donato e gli mostrai sempre continui segni di particolare amore, perché tornasse indietro dall’iniquo suo proposito. Ma quanto più amore gli mostravo, tanto più progettava cattiverie contro di me. Con quanta amarezza credi tu che io ruminassi nel mio cuore queste cose e tante altre? Ma quando venni a quel gesto affettuoso e umile di lavargli i piedi insieme a tutti gli altri, allora il mio cuore si liquefece in un pianto sviscerato. Uscivano veramente fontane di lacrime dai miei occhi sopra i suoi disonesti piedi, mentre nel mio cuore esclamavo: "O Giuda, che ti ho fatto perché tu così crudelmente mi tradisca? O sventurato discepolo, non è questo l’ultimo segno d’amore che ti voglio mostrare? O figliolo di perdizione, per quale motivo ti allontani così dal tuo padre e maestro? O discepolo ingrato, io ti bacio con tanto amore i piedi e tu con grande tradimento mi bacerai la bocca?... Ti ho detto tutto questo per darti qualche notizia del dolore che provai nel mio cuore per l’ingratitudine e per l’empietà di Giuda traditore, che per quanto da parte mia gli avevo dato 23

amore e segni di affetto, tanto mi rattristò con la sua pessima ingratitudine (I Dolori Mentali cap. VI).

Signore mio benigno, come potrò ringraziarti per ciò che hai sofferto per me, che ti ho trattato mille volte peggio di Giuda? Tu avevi reso lui tuo discepolo, mentre hai eletto me tua figlia e sposa. A lui hai perdonato i peccati, a me pure per tua pietà e grazia hai perdonato tutti i peccati, come se non li avessi mai fatti. A lui desti l’incarico di dispensare le cose materiali, a me ingrata hai dispensato tanti doni e grazie del tuo tesoro spirituale… O Gesù mio, io ti ho venduto e tradito non una volta come lui, ma mille ed infinite volte. O mio Dio, sai bene che peggio di Giuda io ti ho tradito col bacio quando, anche sotto parvenza di amicizia spirituale, ti ho abbandonato e mi sono accostata ai lacci di morte (I Dolori Mentali cap. VI).
Preghiamo
Concedici, Padre, di camminare sulle orme del tuo Figlio, nostra via, e di perseverare nel nostro andare, perché crescendo nel bene vi perseveriamo sino alla fine (FF 2850. 2852).


SETTIMO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER L’INGRATITUDINE DEL SUO PREDILETTO POPOLO GIUDAICO
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! (Lc 13, 34-35).
Pensa un poco, figliola mia, quanto grande fu il colpo, come di freccia, con cui mi trafisse e mi accorò il popolo giudaico, ingrato ed ostinato. Io l’avevo reso popolo santo e sacerdotale e l’avevo eletto a mia parte di eredità, al di sopra di tutti gli altri popoli della terra. L’avevo liberato dalla schiavitù d’Egitto, dalle mani del faraone, lo avevo condotto a piedi asciutti attraverso 24

il Mare Rosso, per lui ero stato colonna ombrosa di giorno e luce nella notte. Lo nutrii di manna per quaranta anni, gli detti con la mia propria bocca la Legge sul monte Sinai, gli concessi tante vittorie contro i suoi nemici. Assunsi natura umana da lui e per tutto il tempo della mia vita dialogai con lui e gli mostrai la via del cielo. Durante quel tempo gli feci molti benefici, quali dare luce ai ciechi, l’udito ai sordi, il camminare ai paralitici, la vita ai loro morti… Ora, quando intesi che con tanto furore gridavano che fosse rilasciato Barabba e io fossi condannato a morte e crocifisso, mi parve che mi scoppiasse il cuore. Figliola mia, non lo può comprendere se non chi lo prova, che dolore sia ricevere ogni male da chi ha ricevuto ogni bene! Quanto è duro per chi è innocente sentirsi urlare da tutta la gente: Muoia! muoia!, mentre a chi è prigioniero come lui, ma si sa che merita mille morti, viene gridato dal popolo: Viva! Viva! Queste sono cose da meditare e non da raccontare (I Dolori Mentali cap. VII).

Se tanto ti ha turbato l’ingratitudine di quel popolo eletto, cosa sarà stata ed è per te la mia ingratitudine? Io ti ho trattato peggio di loro, benché abbia ricevuto da te, mio vero bene, molti più benefici di loro. O Signore mio dolcissimo, io con tutto il cuore ti ringrazio che, come gli ebrei dalla schiavitù egiziana, mi hai strappato dalla schiavitù del mondo, dai peccati… Ti ringrazio, redentore mio benignissimo, per tutte le vittorie che mi hai dato su tutti i miei nemici, i vizi capitali: tutte le volte che ho vinto, da te solo e per te è venuta la mia vittoria, mentre tutte le volte che ho perso e perdo è stato ed è per la mia malizia e il poco amore che porto a te, mio desiderato Dio. Tu, Signore, per grazia sei nato nell’anima mia e mi hai mostralo la via e donato la luce e il lume della verità per giungere a te, vero paradiso. Nelle tenebre e oscurità del mondo tu mi hai fatta capace di vedere, udire, parlare, camminare, perché veramente io ero cieca, sorda e muta a tutte le cose spirituali; mi hai risuscitata in Te, vera vita che dai vita a ogni cosa vivente (I Dolori Mentali cap. VII).
Preghiamo
O Spirito che abiti i nostri cuori e vivi nelle nostre opere, tutto di noi imiti l’umiltà e la povertà del Signore Gesù. O Amore che abiti i nostri cuori, feconda in noi la carità di Cristo (FF 2845-2847).25


OTTAVO DOLORE DEL CUORE DI CRISTO
PER L’INGRATITUDINE DI TUTTE LE CREATURE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: fa’ il profeta! Chi ti ha colpito? E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo (Lc 22, 63-65).
O mio Dio e Redentore mio, chi ti ha crocifisso? Io. Chi ti ha flagellato alla colonna? Io. Chi ti ha coronato di spine? Io. Chi ti ha abbeverato di fiele e aceto? Io. La tua grazia mi ha fatto comprendere che molto più ti addolorarono i miei peccati che non tutti gli strazi che tormentarono il tuo sacratissimo corpo… Dio mio, non è necessario che tu mi faccia conoscere il dolore che ti dette l’ingratitudine di tutte le creature, perché, dopo che mi hai fatto la grazia di conoscere almeno in parte la mia ingratitudine, posso ora – sempre per la grazia che mi infondi – riflettere quanto ti hanno fatto tutte le creature complessivamente. In questa riflessione quasi vengo meno per lo stupore che suscitano, o Gesù mio, la tua immensa carità e la pazienza verso di noi, tue creature ingratissime, poiché mai, mai tu smetti di provvedere a tutti i nostri bisogni spirituali, materiali e temporali. E come non si possono conoscere, Dio mio, le cose innumerevoli che hai compiuto per queste tue ingrate creature in cielo, in terra, nell’acqua, nell’aria, così non riusciremo a comprendere la nostra ingratissima ingratitudine… E io credo e riconosco che questa nostra pessima ingratitudine sia stata uno dei più crudeli dolori della tua afflitta anima (I Dolori Mentali cap. VIII).
Preghiamo
Ti rendiamo grazie, Signore, perché tu, per salvarci, hai sostenuto la passione della croce, hai dato la vita per tutte le creature e sei diventato per tutti via, verità e vita, cibo che nutre, luce che guida, forza che sostiene, porta che ci apre alla vita senza fine.



O dolce Signore Gesù Cristo, quante volte t’ho dato amaro fiele
per il miele continuo che tu hai dato a me!

Quanti peccati per tanti doni! Quanti mali per tanti beni!

 
Dammi grazia che ti renda bene e non male,

 gratitudine e non ingratitudine,
 
e che senta sempre amarezza
 
quando altro io farò o penserò che sia contro la tua bontà;


e che per l’avvenire ti renda amore per amore,
 
sangue per sangue, vita per vita,

 perché con la mia vita sempre io lodi, benedica e glorifichi te,

 ed edifichi i fratelli e le sorelle

 Amen.

 
Preghiamo

  Dio, Padre onnipotente, che ci hai donato il tuo unico Figlio come prezzo della nostra salvezza, fa’ che vivendo in comunione con le sue sofferenze, partecipiamo un giorno alla gloria della sua risurrezione. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.


fonte: http://www.sorellepoveredisantachiara.it/01_sorellepovere/canonizzazione_camerino/sussidi/itinerario_preghiera.pdf