http://www.scrittivaltorta.altervista.org/04/04265.pdf
In verità, nella vita della Mia Chiesa si ripeteranno tutte le vicende della Mia vita d'uomo. Tutte. (dagli scritti di Maria Valtorta - Poema VI, 128)
Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà (Fatima, 1917) "NON DIMENTICATE: DIO PRIMA DI TUTTO"
DESIDERO CONDURVI AL PADRE
Messaggio della Madonna a Medjugorje (18.03.93) "Cari figli! Il mio desiderio è questo: datemi le vostre mani così potrò portarvi c...
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giovedì 3 dicembre 2015
lunedì 6 luglio 2015
Divinissimo Sangue
Dì dunque così: "Divinissimo Sangue che sgorghi per noi dalle vene del Dio umanato, scendi come rugiada di redenzione sulla terra contaminata e sulle anime che il peccato rende simili a lebbrosi. Ecco, io ti accolgo, Sangue del mio Gesù, e ti spargo sulla Chiesa, sul mondo, sui peccatori, sul Purgatorio. Aiuta, conforta, monda, accendi penetra e feconda, o Divinissimo Succo di Vita. Nè ponga ostacolo al tuo fluire l'indifferenza e la colpa. Ma anzi per i pochi che ti amano, per gli infiniti che muoiono senza di Te, accelera e diffondi su tutti questa divinissima pioggia onde a Te si venga fidenti in vita, per Te si sia perdonati in morte, con Te si venga nella gloria del tuo Regno. Così sia." Ora basta, alla tua sete spirituale Io porgo le mie Vene aperte. Bevi a questa Fonte. Conoscerai il Paradiso e il sapore del tuo Dio, né mai quel sapore ti verrà meno se tu saprai venire sempre a Me con le labbra e l'anima mondata dall'amore."
Il mio Gesù aveva cominciato a parlare alle 4 di mattina, (..) Gesù ferito e gocciante sangue. Non è il bel Gesù biancovestito, ordinato, maestoso, delle altre volte, e non è il fulgente Pargolo dell’ultima volta, sorridente dal seno di Maria. È un triste, tristissimo Gesù, le cui lacrime si mescolano al sangue, contuso, spettinato, sporco, strappato nella veste, con le mani legate, con la corona ben fitta sul capo. Vedo distintamente la corona di grosse spine, non lunghe ma fitte fitte, che penetrano e sgraffiano le carni. Ogni capello ha la sua goccia di sangue e sangue scende, in rivoletti, dalla fronte sugli occhi, lungo il naso, giù per la barba e il collo, sulla veste, goccia sulle mani, e sembra più rosso tanto esse sono pallide, bagna la terra dopo aver bagnato i piedi. Ma quello che è tristissimo a vedersi è lo sguardo … Chiede pietà e amore, e tradisce, sotto la sua rassegnata mansuetudine, un Dolore infinito. Anche qui, se fossi capace, vorrei poterlo disegnare per lei e per me. Perché, se penso bene, nessun quadro di Gesù e Maria che io conosca assomiglia a ciò che vedo. Né nei tratti, né nell’espressione. Questa soprattutto manca nelle opere di autori.( Da I Quaderni del 1943, di Maria Valtorta, ed. CEV)
venerdì 20 marzo 2015
LA SPADA PIU' PUNGENTE: IL COMUNISMO
La Santissima Vergine a Luz de Maria - 23.09.2009
"L'approvazione di leggi che vanno contro i comandamenti della Legge di Dio, vi faranno cadere in un abisso dal quale non potrete uscire, fino a quando non riconoscerete l'offesa commessa.(...)
Figli: guardate quanto potere sta prendendo il comunismo in tutta la terra. Sta crescendo a passi da gigante; la bestia addormentata si è risvegliata e risorge con forza, comprando coscienze tramite il denaro; guardate con quanta sottigliezza si stanno aggregando i paesi piccoli, formando unità satellite del comunismo, disseminando ideologie contrarie alla Volontà di Dio."
(http://www.revelacionesmarianas.com/italiano.htm)
Dagli scritti di Maria Valtorta
4 e 5 luglio 1953
"Sono la Vergine della Rivelazione. Lo fui da quando ancor ero in seno a mia madre, perché, essendo Immacolata, sempre tutto seppi e compresi, anche le cose più oscure. Vorrei che la Rivelazione che t'è stata data fosse nota al mondo, perché sarebbe rete di pesca miracolosa, luce nelle tenebre di tanti cuori, sale, pane, vino di Vita eterna. E ho infinito dolore perché la ostacolano, e piango perciò su chi impedisce la diffusione dell'opera, e su te e chi muore in peccato per questa privazione”.
“Così come portai il mio piede purissimo, il mio Io, perfetto in santità per essere Immacolato e Sposato a Dio, generatore del Verbo di Dio, nel tumulto ingiusto e scomposto dei gerosolimitani davanti al Pretorio e per le vie della città e sul Calvario, così porto ora il mio Io glorificato là dove più è forte il Comunismo che è, in tutto, la ripetizione dell'ingiusto odio verso il Corpo materiale e mistico del Figlio mio.
Ogni volta che, nei secoli, apparvi in qualche luogo, lo fu perché ivi o regnava l'anarchia, o la massoneria, o la rivoluzione, o altri castighi provocati dalle colpe degli uomini, o perché era necessario, con un prodigio, ricondurre a giustizia parenti, ecclesiastici, religiosi maschi e femmine, che non erano più giusti.
Così a Caravaggio, a Pompei, a Lourdes, a Fatima, e in molti altri luoghi italiani, europei e anche d'altri continenti. E anche ora appaio là dove più è radicato il Comunismo, la spada più pungente infissa nel mio Cuore, quella che mi fa cadere queste lacrime che tu ti affretti a raccogliere nel fazzoletto già santo, ma che ora, per questo mio pianto che vi cade, diviene santissimo.
Ma, ahimè! La gente traviata non muta. Si ripete esattamente la scena del Venerdì Santo: tradimenti, bestemmie orrende, atti sacrileghi, torture feroci, odio satanico, verso il Figlio e la Madre, nel tentativo di uccidere, abbattere tutto per avere un effimero ma spaventoso trionfo"
26 giugno 1953
"Non è l'atomica, ma è peggio ancora. E' il Comunismo che cresce, cresce, cresce e che finirà con l'esplodere su tutto il mondo.....Ti dico solo che per allontanare il più possibile questo flagello distruttore occorre pregare e far pregare Me - Misericordia e Potenza - e Maria, Madre Mia e vostra, nonché Protettrice e Regina di tutti i cattolici e specie degli italiani. E' la Donna che tiene da secoli il serpente sotto il piede. Io sono Colui che l'ha vinto. Pregateci, e fate pregare, perché l'ora è tremenda!
Te la ricordi quella lontana visione di quegli stormi di neri aerei e della gente che fuggiva gridando: "Sono russi. Sono russi! Ci uccidono, ci devastano tutto e tutti!" Senza un prodigioso intervento del cielo, ottenuto con le preghiere del 90% dei cattolici, ciò accadrà. Ma si prega troppo poco, e troppo male, e sovente per cose da poco, e si trascura la preghiera per le necessità capitali."
(http://www.scrittivaltorta.altervista.org/quadernetti/53-quadernetti.pdf)
(http://www.revelacionesmarianas.com/italiano.htm)
4 e 5 luglio 1953
"Sono la Vergine della Rivelazione. Lo fui da quando ancor ero in seno a mia madre, perché, essendo Immacolata, sempre tutto seppi e compresi, anche le cose più oscure. Vorrei che la Rivelazione che t'è stata data fosse nota al mondo, perché sarebbe rete di pesca miracolosa, luce nelle tenebre di tanti cuori, sale, pane, vino di Vita eterna. E ho infinito dolore perché la ostacolano, e piango perciò su chi impedisce la diffusione dell'opera, e su te e chi muore in peccato per questa privazione”.
“Così come portai il mio piede purissimo, il mio Io, perfetto in santità per essere Immacolato e Sposato a Dio, generatore del Verbo di Dio, nel tumulto ingiusto e scomposto dei gerosolimitani davanti al Pretorio e per le vie della città e sul Calvario, così porto ora il mio Io glorificato là dove più è forte il Comunismo che è, in tutto, la ripetizione dell'ingiusto odio verso il Corpo materiale e mistico del Figlio mio.
Ogni volta che, nei secoli, apparvi in qualche luogo, lo fu perché ivi o regnava l'anarchia, o la massoneria, o la rivoluzione, o altri castighi provocati dalle colpe degli uomini, o perché era necessario, con un prodigio, ricondurre a giustizia parenti, ecclesiastici, religiosi maschi e femmine, che non erano più giusti.
Così a Caravaggio, a Pompei, a Lourdes, a Fatima, e in molti altri luoghi italiani, europei e anche d'altri continenti. E anche ora appaio là dove più è radicato il Comunismo, la spada più pungente infissa nel mio Cuore, quella che mi fa cadere queste lacrime che tu ti affretti a raccogliere nel fazzoletto già santo, ma che ora, per questo mio pianto che vi cade, diviene santissimo.
Ma, ahimè! La gente traviata non muta. Si ripete esattamente la scena del Venerdì Santo: tradimenti, bestemmie orrende, atti sacrileghi, torture feroci, odio satanico, verso il Figlio e la Madre, nel tentativo di uccidere, abbattere tutto per avere un effimero ma spaventoso trionfo"
26 giugno 1953
"Non è l'atomica, ma è peggio ancora. E' il Comunismo che cresce, cresce, cresce e che finirà con l'esplodere su tutto il mondo.....Ti dico solo che per allontanare il più possibile questo flagello distruttore occorre pregare e far pregare Me - Misericordia e Potenza - e Maria, Madre Mia e vostra, nonché Protettrice e Regina di tutti i cattolici e specie degli italiani. E' la Donna che tiene da secoli il serpente sotto il piede. Io sono Colui che l'ha vinto. Pregateci, e fate pregare, perché l'ora è tremenda!
Te la ricordi quella lontana visione di quegli stormi di neri aerei e della gente che fuggiva gridando: "Sono russi. Sono russi! Ci uccidono, ci devastano tutto e tutti!" Senza un prodigioso intervento del cielo, ottenuto con le preghiere del 90% dei cattolici, ciò accadrà. Ma si prega troppo poco, e troppo male, e sovente per cose da poco, e si trascura la preghiera per le necessità capitali."
(http://www.scrittivaltorta.altervista.org/quadernetti/53-quadernetti.pdf)
sabato 14 febbraio 2015
LA MADONNA A MEDJUGORJE HA DETTO CHE SI PUO' LEGGERE!
Antologia di brani da L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta su:
http://blog.studenti.it/biscobreak/pan-di-stelle/
http://blog.studenti.it/biscobreak/pan-di-stelle/
domenica 20 aprile 2014
LA RISURREZIONE DI GESU' DESCRITTA DA MARIA VALTORTA
Mt 28, 1-15; Mc 16, 1-11; Lc 24,1-12; Gv 20,1-18
Gv 20, 1-3. Il primo giorno dopo il sabato, la mattina presto, a buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e ne vide ribaltata la pietra. Allora, di corsa, andò da Simon Pietro e da quell’altro discepolo prediletto di Gesù e disse loro: << Hanno portato via dal sepolcro il Signore e non sappiamo dove l’abbiano messo>>. E Pietro e quell’altro discepolo uscirono e andarono al sepolcro.
LA RISURREZIONE
GESU' RISORTO APPARE A SUA MADRE
LE PIE DONNE AL SEPOLCRO
CONSIDERAZIONI DI Gesù
Gv 20, 1-3. Il primo giorno dopo il sabato, la mattina presto, a buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e ne vide ribaltata la pietra. Allora, di corsa, andò da Simon Pietro e da quell’altro discepolo prediletto di Gesù e disse loro: << Hanno portato via dal sepolcro il Signore e non sappiamo dove l’abbiano messo>>. E Pietro e quell’altro discepolo uscirono e andarono al sepolcro.
LA RISURREZIONE
GESU' RISORTO APPARE A SUA MADRE
LE PIE DONNE AL SEPOLCRO
CONSIDERAZIONI DI Gesù
[21 febbraio 19 44] Dice Gesù:
«Le preghiere ardenti di Maria hanno anticipato di qualche tempo la mia Risurrezione.
Io avevo detto: "Il Figlio dell'uomo sta per essere ucciso ma il terzo giorno risorgerà". Ero morto alle tre del pomeriggio di venerdì. Sia che calcoliate i giorni come nome, sia li calcoliate come ore, non era l'alba domenicale quella che doveva vedermi sorgere. Come ore, erano unicamente trent’otto ore invece di settantadue quelle che il mio Corpo era rimasto senza vita. Come giorni, doveva almeno giungere la sera di questo terzo giorno per dire che ero stato tre giorni nella tomba.
Ma Maria ha anticipato il miracolo. Come quando col suo orare ha schiuso i Cieli con anticipo di qualche anno sull'epoca prefissa, per dare al mondo la sua Salvezza, così ora Ella ottiene l'anticipo di qualche ora per dar conforto al suo cuore morente, "Ed Io, alla prima alba del terzo giorno, sono sceso come sole che scende e del mio fulgore ho sciolto i sigilli umani così inutili issati alla potenza di un Dio, della mia forza ho fatto leva per ribaltare l'inutilmente vegliata pietra, del mio apparire ho fatto folgore che ha atterrato le tre volte inutili guardie messe a custodia di una Morte che era Vita, che nessuna forza umana poteva impedire d'esser tale.
Ben più potente della vostra corrente elettrica, il mio Spirito è entrato come spada di Fuoco divino a riscaldare le fredde spoglie del mio Cadavere, e al nuovo Adamo lo Spirito di Dio ha alitato la vita, dicendo a Se stesso: "Vivi. Lo voglio".
Io che avevo risuscitato i morti quando non ero che il Figlio dell'uomo, la Vittima designata a portare le colpe del mondo, non dovevo potere risuscitare Me stesso ora che ero il Figlio di Dio, il Primo e l'Ultimo, il Vivente eterno, Colui che ha nelle sue mani le chiavi della Vita e della Morte? Ed il mio Cadavere ha sentito la Vita tornare in Lui.
sabato 12 aprile 2014
L'uomo scimmia
Maria Valtorta, Quaderno 108 - 30 dicembre 1946:
Sento la notizia che hanno ritrovato in una caverna scheletri di uomo-scimmia. Resto pensierosa dicendo: Come possono asserire ciò? Saranno stati brutti uomini. Volti scimmieschi e corpi scimmieschi ce ne sono anche ora. Forse i primitivi erano diversi da noi nello scheletro. Mi viene un altro pensiero: Ma diversi in bellezza. Non posso pensare che i primi uomini fossero più brutti di noi essendo più vicini all’esemplare perfetto che Dio aveva creato e che certo era bellissimo oltre che fortissimo. Penso a come la bellezza dell’opera creativa più perfetta si sia potuta avvilire tanto da permettere agli scienziati di negare che l’uomo sia stato creato uomo da Dio e non sia l’evoluzione umana della scimmia.
Gesù mi parla e dice: ‘Cerca la chiave nel capo 6° della Genesi. Leggilo’.
Lo leggo.
Gesù mi chiede: ‘Capisci?’. No, Signore. Capisco che gli uomini divennero subito corrotti e nulla più. Non so che attinenza abbia il capitolo con l’uomo- scimmia.
Gesù sorride e risponde: ‘Non sei sola a non capire. Non capiscono i sapienti e non gli scienziati, non i credenti e non gli atei. Stai attenta. E comincia a recitare: "E avendo cominciato gli uomini a moltiplicarsi sulla terra e avendo avuto delle figlie, i figli di Dio, o figli di Set, videro che le figlie degli uomini (figlie di Caino) erano belle e sposarono quelle che fra tutte a loro piacquero... Ora dunque, dopo che i figli di Dio si congiunsero con le figlie degli uomini e queste partorirono, ne vennero fuori quegli uomini potenti, famosi nei secoli". Sono gli uomini che per potenza del loro scheletro colpiscono i vostri scienziati, che ne deducono che al principio dei tempi l’uomo era molto più alto e forte di quanto è attualmente, e dalla struttura del loro cranio deducono che l’uomo derivi dalla scimmia. I soliti errori degli uomini davanti ai misteri del creato.
Non hai ancora capito. Ti spiego meglio. Se la disubbidienza all'ordine di Dio e le conseguenze della stessa avevano potuto inoculare negli innocenti il Male con tutte le sue diverse manifestazioni di lussuria, gola, ira, invidia, superbia e avarizia, e presto l'inoculazione fiorì in fratricidio provocato da superbia, ira, invidia e avarizia, quale più profondo dominio di Satana avrà provocato questo peccato secondo?
Adamo ed Eva avevano mancato al primo dei comandi di Dio all'uomo. Comando sottinteso nell'altro di ubbidienza dato ai due:"Mangiate di tutto ma non di quest'albero". L'ubbidienza è amore. Se essi avessero ubbidito senza cedere a nessuna pressione del Male fatta al loro spirito, al loro intelletto, al loro cuore, alla loro carne, essi avrebbero amato Dio "con tutto il loro cuore, con tutta la loro anima, con tutte le loro forze" come molto tempo dopo fu esplicitamente ordinato dal Signore. Non lo fecero e furono puniti. Ma non peccarono nell'altro ramo dell'amore: quello verso il proprio prossimo. Non maledissero neppure Caino, ma piansero sul morto nella carne e sul morto nello spirito in ugual misura, riconoscendo che giusto era il dolore da Dio permesso, perché essi avevano creato il Dolore col loro peccato e per primi dovevano sperimentarlo in tutti i suoi rami. Rimasero perciò figli di Dio e con loro i discendenti venuti dopo questo dolore. Caino peccò contro l'amore di Dio e contro l'amore di prossimo. Infranse l'amore totalmente e Dio lo maledisse, e Caino non si pentì.
Perciò egli e i propri figli non furono che figli dell'animale detto uomo.
Se il primo peccato di Adamo ha fatto di tanto decadere l'uomo, che avrà prodotto di decadenza il secondo al quale si univa la maledizione di Dio? Quale fomiti di peccato nel cuore dell'uomo-animale perché privo di Dio, e a quale potenza saranno giunti, dopo che Caino ebbe non soltanto ascoltato il consiglio del Maledetto, ma lo ebbe abbracciato come un padrone diletto, uccidendo per ordine suo? La discesa di un ramo, di quello avvelenato dal possesso di Satana, non ebbe sosta ed ebbe mille volti. Quando Satana prende, corrompe in tutti i rami. Quando Satana è re, il suddito diviene un satana. Un satana con tutte le sfrenatezze di Satana. Un satana che va contro la legge divina e umana. Un satana che viola anche le più elementari e istintive norme di vivere da uomini dotati di anima, e si abbruttisce nei più laidi peccati dell'uomo bruto.
Dove non è Dio è Satana. Dove l'uomo non ha più anima viva è l'uomo-bruto. Il bruto ama i bruti. La lussuria carnale perché afferrata ed esasperata da Satana, lo fa avido di tutti i connubi. Bello e seducente gli pare ciò che è orrido e sconvolgente come un incubo. Il lecito non lo appaga. E' troppo poco e troppo onesto. E pazzo di libidine cerca l'illecito, il degradante, il bestiale.
Quelli che non erano più figli di Dio, perché col padrone e come il padre avevano fuggito Dio per accogliere Satana si spinsero a questo illecito, degradante, bestiale. Ed ebbero mostri per figli e figlie. Quei mostri che ora colpiscono i vostri scienziati e li traggono in errore. Quei mostri che, per la potenza delle forme e per una selvaggia bellezza e un'ardenza belluina, frutti del connubio fra Caino e i bruti, fra i bruttissimi figli di Caino e le fiere, sedussero i figli di Dio, ossia i discendenti di Set per Enos, Cainan, Malaleel, Jared, Enoc di Jared - da non confondersi coll'Enoc di Caino - Matusala, Lamec e Noè padre di Sem, Cam e Jafet. Fu allora che Dio, ad impedire che il ramo dei figli di Dio si corrompesse tutto con il ramo dei figli degli uomini, mandò il generale diluvio a spegnere sotto il peso delle acque la libidine degli uomini e a distruggere i mostri generati dalla libidine dei senza Dio, insaziabili nel senso perché arsi dai fuochi di Satana.
E' l'uomo, l'uomo attuale, farnetica sulle linee somatiche e sugli angoli zigomatici, e non volendo ammettere un Creatore, perché troppo superbo per poter riconoscere di essere stato fatto, ammette la discendenza dai bruti! Per poter dire: "Noi da soli, ci siamo evoluti da animali a uomini". Si degrada, si autodegrada per non volersi umiliare davanti a Dio. E discende. Oh! se discende! Ai tempi della prima corruzione ebbe di animale l'aspetto. Ora ne ha il pensiero e il cuore, e la sua anima, per sempre più profondo connubio col male, ha preso il volto di Satana in troppi.
Scrivilo questo dettato nel libro. Più ampiamente avrei trattato l'argomento, come ti avevo detto nel luogo del tuo esilio, a controbattere le teorie colpevoli di troppi pseudo-sapienti. Ma deve ben esservi un castigo per coloro che non mi vogliono sentire nelle parole che scrivi sotto dettatura mia. Avrei svelato grandi misteri. Perché l'uomo sapesse, ora che i tempi sono maturi. Non è più tempo da contentare le folle con le favolette. Sotto la metafora delle antiche storie sono le verità chiave a tutti i misteri dell'universo, ed Io li avrei spiegati attraverso il mio piccolo, paziente Giovanni. Perché l'uomo dal sapere la verità traesse forza a risalire l'abisso per essere sullo stesso piano del nemico nell'ultima lotta che precederà la fine di un mondo che, nonostante tutti gli aiuti di Dio, non volle diventare un pre-paradiso, ma preferì divenire un pre- inferno. E questa pagina mostrala, senza darla, a quelli che tu sai. A uno sarà aiuto contro i resti di una pseudo scienza che atrofizza il cuore, agli altri aiuto alla già forte spiritualità per la quale in tutto vedano il segno inconfondibile di Dio.
Sento la notizia che hanno ritrovato in una caverna scheletri di uomo-scimmia. Resto pensierosa dicendo: Come possono asserire ciò? Saranno stati brutti uomini. Volti scimmieschi e corpi scimmieschi ce ne sono anche ora. Forse i primitivi erano diversi da noi nello scheletro. Mi viene un altro pensiero: Ma diversi in bellezza. Non posso pensare che i primi uomini fossero più brutti di noi essendo più vicini all’esemplare perfetto che Dio aveva creato e che certo era bellissimo oltre che fortissimo. Penso a come la bellezza dell’opera creativa più perfetta si sia potuta avvilire tanto da permettere agli scienziati di negare che l’uomo sia stato creato uomo da Dio e non sia l’evoluzione umana della scimmia.
Gesù mi parla e dice: ‘Cerca la chiave nel capo 6° della Genesi. Leggilo’.
Lo leggo.
Gesù mi chiede: ‘Capisci?’. No, Signore. Capisco che gli uomini divennero subito corrotti e nulla più. Non so che attinenza abbia il capitolo con l’uomo- scimmia.
Gesù sorride e risponde: ‘Non sei sola a non capire. Non capiscono i sapienti e non gli scienziati, non i credenti e non gli atei. Stai attenta. E comincia a recitare: "E avendo cominciato gli uomini a moltiplicarsi sulla terra e avendo avuto delle figlie, i figli di Dio, o figli di Set, videro che le figlie degli uomini (figlie di Caino) erano belle e sposarono quelle che fra tutte a loro piacquero... Ora dunque, dopo che i figli di Dio si congiunsero con le figlie degli uomini e queste partorirono, ne vennero fuori quegli uomini potenti, famosi nei secoli". Sono gli uomini che per potenza del loro scheletro colpiscono i vostri scienziati, che ne deducono che al principio dei tempi l’uomo era molto più alto e forte di quanto è attualmente, e dalla struttura del loro cranio deducono che l’uomo derivi dalla scimmia. I soliti errori degli uomini davanti ai misteri del creato.
Non hai ancora capito. Ti spiego meglio. Se la disubbidienza all'ordine di Dio e le conseguenze della stessa avevano potuto inoculare negli innocenti il Male con tutte le sue diverse manifestazioni di lussuria, gola, ira, invidia, superbia e avarizia, e presto l'inoculazione fiorì in fratricidio provocato da superbia, ira, invidia e avarizia, quale più profondo dominio di Satana avrà provocato questo peccato secondo?
Adamo ed Eva avevano mancato al primo dei comandi di Dio all'uomo. Comando sottinteso nell'altro di ubbidienza dato ai due:"Mangiate di tutto ma non di quest'albero". L'ubbidienza è amore. Se essi avessero ubbidito senza cedere a nessuna pressione del Male fatta al loro spirito, al loro intelletto, al loro cuore, alla loro carne, essi avrebbero amato Dio "con tutto il loro cuore, con tutta la loro anima, con tutte le loro forze" come molto tempo dopo fu esplicitamente ordinato dal Signore. Non lo fecero e furono puniti. Ma non peccarono nell'altro ramo dell'amore: quello verso il proprio prossimo. Non maledissero neppure Caino, ma piansero sul morto nella carne e sul morto nello spirito in ugual misura, riconoscendo che giusto era il dolore da Dio permesso, perché essi avevano creato il Dolore col loro peccato e per primi dovevano sperimentarlo in tutti i suoi rami. Rimasero perciò figli di Dio e con loro i discendenti venuti dopo questo dolore. Caino peccò contro l'amore di Dio e contro l'amore di prossimo. Infranse l'amore totalmente e Dio lo maledisse, e Caino non si pentì.
Perciò egli e i propri figli non furono che figli dell'animale detto uomo.
Se il primo peccato di Adamo ha fatto di tanto decadere l'uomo, che avrà prodotto di decadenza il secondo al quale si univa la maledizione di Dio? Quale fomiti di peccato nel cuore dell'uomo-animale perché privo di Dio, e a quale potenza saranno giunti, dopo che Caino ebbe non soltanto ascoltato il consiglio del Maledetto, ma lo ebbe abbracciato come un padrone diletto, uccidendo per ordine suo? La discesa di un ramo, di quello avvelenato dal possesso di Satana, non ebbe sosta ed ebbe mille volti. Quando Satana prende, corrompe in tutti i rami. Quando Satana è re, il suddito diviene un satana. Un satana con tutte le sfrenatezze di Satana. Un satana che va contro la legge divina e umana. Un satana che viola anche le più elementari e istintive norme di vivere da uomini dotati di anima, e si abbruttisce nei più laidi peccati dell'uomo bruto.
Dove non è Dio è Satana. Dove l'uomo non ha più anima viva è l'uomo-bruto. Il bruto ama i bruti. La lussuria carnale perché afferrata ed esasperata da Satana, lo fa avido di tutti i connubi. Bello e seducente gli pare ciò che è orrido e sconvolgente come un incubo. Il lecito non lo appaga. E' troppo poco e troppo onesto. E pazzo di libidine cerca l'illecito, il degradante, il bestiale.
Quelli che non erano più figli di Dio, perché col padrone e come il padre avevano fuggito Dio per accogliere Satana si spinsero a questo illecito, degradante, bestiale. Ed ebbero mostri per figli e figlie. Quei mostri che ora colpiscono i vostri scienziati e li traggono in errore. Quei mostri che, per la potenza delle forme e per una selvaggia bellezza e un'ardenza belluina, frutti del connubio fra Caino e i bruti, fra i bruttissimi figli di Caino e le fiere, sedussero i figli di Dio, ossia i discendenti di Set per Enos, Cainan, Malaleel, Jared, Enoc di Jared - da non confondersi coll'Enoc di Caino - Matusala, Lamec e Noè padre di Sem, Cam e Jafet. Fu allora che Dio, ad impedire che il ramo dei figli di Dio si corrompesse tutto con il ramo dei figli degli uomini, mandò il generale diluvio a spegnere sotto il peso delle acque la libidine degli uomini e a distruggere i mostri generati dalla libidine dei senza Dio, insaziabili nel senso perché arsi dai fuochi di Satana.
E' l'uomo, l'uomo attuale, farnetica sulle linee somatiche e sugli angoli zigomatici, e non volendo ammettere un Creatore, perché troppo superbo per poter riconoscere di essere stato fatto, ammette la discendenza dai bruti! Per poter dire: "Noi da soli, ci siamo evoluti da animali a uomini". Si degrada, si autodegrada per non volersi umiliare davanti a Dio. E discende. Oh! se discende! Ai tempi della prima corruzione ebbe di animale l'aspetto. Ora ne ha il pensiero e il cuore, e la sua anima, per sempre più profondo connubio col male, ha preso il volto di Satana in troppi.
Scrivilo questo dettato nel libro. Più ampiamente avrei trattato l'argomento, come ti avevo detto nel luogo del tuo esilio, a controbattere le teorie colpevoli di troppi pseudo-sapienti. Ma deve ben esservi un castigo per coloro che non mi vogliono sentire nelle parole che scrivi sotto dettatura mia. Avrei svelato grandi misteri. Perché l'uomo sapesse, ora che i tempi sono maturi. Non è più tempo da contentare le folle con le favolette. Sotto la metafora delle antiche storie sono le verità chiave a tutti i misteri dell'universo, ed Io li avrei spiegati attraverso il mio piccolo, paziente Giovanni. Perché l'uomo dal sapere la verità traesse forza a risalire l'abisso per essere sullo stesso piano del nemico nell'ultima lotta che precederà la fine di un mondo che, nonostante tutti gli aiuti di Dio, non volle diventare un pre-paradiso, ma preferì divenire un pre- inferno. E questa pagina mostrala, senza darla, a quelli che tu sai. A uno sarà aiuto contro i resti di una pseudo scienza che atrofizza il cuore, agli altri aiuto alla già forte spiritualità per la quale in tutto vedano il segno inconfondibile di Dio.
venerdì 11 aprile 2014
12 APRILE - La Vergine della Rivelazione appare a Bruno Cornacchiola
Il messaggio completo della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola
| La Vergine della Rivelazione delle Tre Fontane a Roma (1947) |
... E in mezzo a questa luce soprannaturale, vedo un masso di tufo. Sollevata in aria, sopra quel masso, vedo con stupore ed emozione che appena si possono sopportare, una figura di Donna di Paradiso.
E' in piedi.
Il mio primo istinto è di parlare, gridare, ma la voce mi muore in gola. Sul masso di tufo, non al centro della Grotta ma alla sinistra di chi guarda, proprio dove stanno inginocchiati i bambini, c'è veramente la Bella Signora, quella che invocano continuamente.
Impossibile descriverne la bellezza e lo splendore.
A chi mi chiede: "Come era bella la Madonna?", spesso rispondo:
"Pensa alla cosa più bella che tu possa immaginare. L'hai pensata? Bene. La Vergine, preferisco chiamarLa così e non Madonna, è molto, molto più bella. Pensa ad una Donna giovane e bellissima ricolma di grazie donatele direttamente dalla Santissima Trinità, di virtù vissute nell'obbedienza d'Amore, di quei doni che può avere soltanto la gran Madre di Dio, di quella dignità celeste che soltanto la Regina del Cielo e della terra può avere... Eppure è ancora poco, perché il nostro sentire è umanamente limitato".
Descrivo la Vergine cara, scarsamente, come posso. Dico soltanto che sembra il tipo di Donna orientale con carnagione olivastra, scura. Poggiato sulla testa ha un manto verde; verde come il colore dell'erba dei prati a primavera. Il manto le scende lungo i fianchi fino ai piedi nudi. Da sotto il manto verde si intravedono i capelli neri con la discriminatura al centro, come un'indiana.
Ha un vestito bianchissimo e lungo, con maniche larghe, chiuso al collo. I fianchi sono cinti da una fascia rosa, con due lembi che Le scendono a destra, all'altezza del ginocchio.
Ha l'apparente età di una giovane di sedici - diciotto anni. Dopo considererò l'altezza di un metro e sessantacinque. Eccola, veramente, la Bella Signora, davanti a me povera creatura!
Questi occhi di peccatore che hanno visto tanto male La vedono, queste orecchie che hanno ascoltato tante eresie La sentono! La Vergine è veramente bella, di una bellezza che noi non possiamo neanche immaginare! Di una bellezza celestiale, di una bellezza spirituale, di una bellezza fisica. Certo noi non potremo mai immaginare quanto è bella la Madre di Dio e Madre nostra, ma se l'amiamo, la vedremo con gli occhi del cuore.
Ha un libretto color cenere sul petto che tiene nella mano destra, che è la Bibbia cioè la Rivelazione Divina e, con l'indice della mano sinistra, mi indica un drappo nero con vicino un Crocifisso di legno spezzato in più parti, quello che io, tornato dalla Spagna avevo rotto sulle ginocchia e gettato nel secchio dell'immondizia. Il drappo nero è una veste talare sacerdotale.
Ora poggia la mano sinistra sulla destra che tiene il libretto sul petto. C'è in Lei una dolcezza materna, una dolce mestizia. Incomincia a parlare con voce calma, uguale, senza interruzione, che penetra profondamente nello spirito.
Si presenta. Sento la Sua voce, meravigliosa e melodiosa che dice:
"Sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti; ora basta! Torna nell'Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Ubbidisci alla Chiesa, ubbidisci all'Autorità. Ubbidisci, e lascia subito questa via che tu hai intrapreso e cammina nella Chiesa che è la Verità e allora troverai pace e salvezza. Fuori della Chiesa, fondata da mio Figlio, c'è buio, c'è perdizione. Tornate, tornate alla fonte pura dell'Evangelo, che è la vera via della Fede e della santificazione, che è la via della conversione(...).
La Vergine prosegue: "Il giuramento di un Dio è e rimane eterno e immutabile. I nove venerdì del Sacro Cuore, che la tua fedele sposa ti fece fare prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato(...)"
La Vergine cara si degnò anche di rivelare a me, indegno peccatore, la Sua vita dal principio della Sua creazione in Dio fino al termine della Sua vita terrena con la gloriosa Assunzione corporea:
"Il mio Corpo non marci, né poteva marcire. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso (...). Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unita dei Cristiani. Recitate il Rosario! Perché le Ave Maria che voi dite con Fede e Amore sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù. Pregate perché sia fatta l'unita di tutti i cristiani nella Chiesa fondata da mio Figlio, e si formi un solo Ovile e un solo Pastore, con la Santità del Padre (così la Vergine chiama il Papa).Io sono la calamìta della Trinità Divina, che attira le anime alla salvezza. Il male organizzato aumenterà nel mondo e negli eremi e nei conventi entrerà il carname del mondo. Siate fedeli ai Tre Punti Bianchi e troverete la salvezza nell'umiltà, nella pazienza, nella verità: l'Eucaristia, l'immacolata, cioè nei dogmi che la chiesa ha stabilito nei miei riguardi, e la Santità del Padre, Pietro, il Papa. la Chiesa sarà lasciata vedova per le persecuzioni. Ecco!"
La Vergine cara continua a parlare: "Molti dei miei figli Sacerdoti si spoglieranno nello spirito, internamente, e nel corpo, esternamente, cioè gettando i segni esterni sacerdotali. Le eresie aumenteranno. Gli errori entreranno nel cuore dei figli della Chiesa. Vi saranno confusioni spirituali, vi saranno confusioni dottrinali, vi saranno scandali, vi saranno lotte nella stessa Chiesa, interne ed esterne. Pregate e fate penitenza. Amatevi e perdonatevi. Questa è l'azione vera, lucente, piena di Carità. E' la più bella penitenza. La più efficace penitenza è l'Amore".
La Vergine mi dice ancora che ci saranno contestazioni, violenze, che le mode prenderanno lo spirito dell'umanità, che l'impurità aumenterà nelle sue varie forme, che l'indifferenza nelle cose sante "prenderà piede e avanzerà nella Chiesa di mio Figlio.
Prosegue: "Chiamatemi Madre. Si chiamatemi Madre perché io sono Madre. Io sono vostra Madre e Madre del puro Clero, Madre del santo Clero, Madre del fedele Clero, Madre del vivente Clero, Madre dell'unito Clero".
Si, fratelli, cerchiamo di fare entrare nel Cuore di Gesù quelle frecce d'oro per mezzo di Maria. Preghiamo, recitiamo ogni giorno il S. Rosario. Quando l'umanità nega l'Autorità, quando nega la Verità, la Gerarchia, quando nega l'infallibilità, la Fede, dove possiamo trovare la salvezza? La Vergine della Rivelazione continua a ripeterci che abbiamo la salvezza: la Chiesa, che abbiamo l'Autorità che ci guida alla salvezza: la Chiesa, che abbiamo la Fede: la Chiesa!
Tratto da "Amatevi". Bollettino dell'Associazione S.A.C.R.I. Numero 9, maggio 2013. Speciale Biografia di Bruno Cornacchiola.
I SEGNI NEL SOLE NEL 1980
Come racconta Salvatore Nofri, oltre 3.000 fedeli erano presenti alla Grotta delle Tre Fontane il 12 aprile 1980, per l’anniversario del 1947.
Un normale anniversario come i precedenti, senza nulla di particolare, un normale giorno di preghiera e di raccoglimento. Ma ecco che durante la concelebrazione della Messa nel piazzale antistante la Grotta (Otto celebranti, presiedeva il Rettore. P. Gustavo Paresciani) esattamente al momento della consacrazione, si verificò uno straordinario fenomeno simile a quello che si era verificato, a Cova di Iria, il 13 ottobre 1917. Solo che il fenomeno delle Tre Fontane a differenza di quello, presentava varietà di segni.
A Fatima il sole apparve come una gigantesca ruota iridata, che girava e irradiava moltiformi colori. Si arrestò per tre volte e poi parve staccarsi dal firmamento per precipitare sulla terra.
Alle Tre Fontane, il disco solare prima si è comportato come a Fatima (eccetto il fenomeno di apparire in procinto di precipitare sulla terra) ma in un secondo tempo ha preso il colore di un’ostia, come se fosse coperto di una gigantesca ostia”; altri hanno scorto al centro dell’astro una figura di donna altri un grande cuore; altri le lettere JHS ( = Gesù Salvatore degli uomini); altri ancora una grande M (Maria); altri il volto di Gesù della Sindone. Altri ancora hanno detto di aver visto la Madonna con dodici stelle sulla testa (la Vergine dell’Apocalisse). Altri ancora un uomo seduto in Trono (Dio seduto in trono sempre nella immagine dell’Apocalisse). Altri ancora tre figure umane luminose, identiche, disposte a triangolo, due sopra e una sotto (simbolo della Santissima Trinità.).
Alcuni hanno visto che il colore rosa assunto dal cielo attorno al sole sembrava pulviscolo, come se fosse formato da una miriade di petali di rose in movimento cadente. Molti presenti hanno detto di vedere il sole di colore verde, rosa e bianco (i colori del manto e dell’abito della Vergine della Rivelazione. Per alcuni il sole era come liquefatto, altri sospeso, altri come se fosse una lampada.
Il fenomeno è durato circa trenta minuti dalle 17.50 alle 18.20. Alcuni presenti dicono tuttavia di non aver visto nulla, mentre altri non presenti dicono di averlo visto pur stando in altre parti di Roma. Alcuni dicono di aver sentito durante il fenomeno un intenso profumo di fiori; altri ancora di aver vista tanta luce sprigionarsi dalla Grotta.
Scritto del 9 novembre 1947
Il 24 ottobre vedo il simbolo di ciò che è Maria in Dio: l'incandescente Triangolo della Ss. Trinità, nel quale è Maria. E la voce dell'Eterno Padre dice: «Così è Maria in Noi. Comprendano i sapienti in teologia ciò che questa visione vuoi dire, quanto è rinchiuso in essa sul potere e sapere di Maria alla quale tutto l'Amore si dona, tutta la Sapienza si rivela e tutto il Potere si piega a concedere». E questa è di stamane 9 novembre ore 10, dopo che ho scritto quanto sopra. È il mio Angelo che parla. Mi dice:
"L'Altissimo Signore ha voluto farti capire il senso delle parole di Maria Ss. alle Tre Fontane. Essendo Maria Ss. così abbracciata - potrei dire: contenuta - nella Ss. Trinità, nella quale Ella fu da prima che il tempo fosse, e della quale fu Tabernacolo, contenendo nel suo seno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo col contenere il Frutto benedetto del seno verginale, Gesù, nel quale era unità del Verbo col Padre e lo Spirito Santo, essendo Ella, così, l'amore dell'Uno e Trino Iddio, la Rivelazione è suo Tesoro, e Lei ne è Regina amata e soave, dispensiera della Sapienza, datrice della Parola. La Sposa [e] la Madre della Sapienza e della Parola, la verginale Sorgente che un Dio feconda e che da i fiumi dell'Acqua viva che è Vita eterna a chi di Essa beve"
Scritto del 24 novembre 1947
24-11-47 ore 11,30
Dice Maria:
«Con quello che ti ho detto il giorno della Presentazione puoi capire anche perché sono apparsa coi tre colori delle Virtù Teologali. Alcuni, quelli che si perdono nelle solite inezie umane anche davanti alle realtà soprannaturali più grandi e chiare, fanno ostacolo al credere alla mia venuta alle Tre Fontane per quei colori... Non c'è limitazioni dove Io sono. E in ogni cosa è un simbolo. Regina della Rivelazione, ho vestito i colori delle tre virtù che la Rivelazione contiene e propone: la Fede, la Speranza, la Carità. Tutta la Rivelazione è Fede. Senza la Fede non potreste accettare la Rivelazione. Il Vangelo è Fede perfetta, essendo Rivelazione diretta delle divine Verità e dei mezzi per conseguire il Regno dei Cieli, ossia ciò che conforta la Speranza, virtù per la quale i credenti aspettano sicuri la vita eterna, conseguita per la Carità, quella carità verso Dio e verso il prossimo che è contenuta nel Codice del Figlio mio.
Venuta presso la Sede di Pietro, nel cuore della Cattolicità, in un'ora paurosa di nascita delle tenebre - e tenebre nascono dallo sprezzo aperto, dalla trascuranza sonnolenta, dalla tiepidezza invisa a Dio per il Vangelo - cercando col mio venire di fugare le tenebre con la Luce, ossia col Verbo, ho ricordato col simbolo della mia veste che non c'è intelligenza e salute se non si riveste l'anima di Fede, Speranza, Carità per capire la Parola, che non c'è vita e pace senza Fede, Speranza, Carità per vivere veramente la Parola e conseguire la Vita e Pace eterna. La Rivelazione senza la Fede diviene accumulo di parole vane e incomprensibili, e forma oggetto di scherno verso l'Altissimo, deriso nelle sue Verità, per chi è senza la Fede, e oggetto di rovina singola e collettiva, terrena e ultraterrena.
La Rivelazione senza la Speranza diviene accumulo di parole vane che le eresie assalgono e polverizzano. Cosa è la vita eterna, il possesso di Dio, il Paradiso per chi non ha la Santa Speranza, per chi è sterilito dal materialismo, corrotto dalle dottrine di Satana, reso cieco dal positivismo; folle da una scienza atea che vuole sostenere le evoluzioni della materia in opposto alle creazioni di Dio per spiegare l'essere del mondo sensibile; fatto morto per l'ateismo che nega il Tutto in cui è la chiave del tutto? Quale freno ha più chi non spera nelle promesse di Dio, chi non agisce per mutarle in realtà a se stesso? Quale sprone ha contro tentazioni e sventure?
La Rivelazione senza la Carità diviene accumulo di parole vane. Quando non si ama, come si può credere in Dio, a Dio, alla sua Legge, al Bene che si conseguisce credendo e sperando nelle virtù eterne, nelle divine promesse, e secondo il Vangelo? Troppi, troppi, in ogni classe sociale, in ogni classe sociale - e sappia intendere chi legge - hanno deboli o disperse le S. Virtù Teologali, e questo è il mio pianto di Madre della Chiesa e dei Cattolici. E Io sono venuta a ricordare che non c'è Vita per chi non sa vivere il Vangelo, e non c'è comprensione della Rivelazione se non ci sono le tre virtù teologali vive nel cuore.
Ricordino inoltre quelli che si stupiscono del manto verde e della cintura rossa sulla veste bianca, che apparivo ad uno che aveva perduto Fede, Speranza e Carità, e al quale imponevo ritorno alla Fede con un'abiura del suo errore accolto in luogo delle Verità prima amate; un ritorno alla Speranza col tendere di nuovo, e per la giusta via, a quella Vita eterna che Dio ha promesso ai suoi fedeli e con un umile invocare dal Padre gli aiuti per conseguirla, calpestando la Superbia che lo aveva reciso dalla Vite che ha nome Gesù; un ritorno alla Carità col rientrare nel Corpo mistico della Chiesa Unica, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.
E voglia la buona volontà degli uomini che non a Bruno soltanto il mio apparire abbia rifatte vive e vitali Fede, Speranza e Carità, senza le quali è inutile conoscere con letterale perfezione le parole della Grande Rivelazione antica, e inutile leggere quelle della ultima rivelazione, data, per grazia grande, dalla Misericordia eterna, ma rifioriscano forte in molti, e specie in coloro che per il loro ministero ne devono essere saturi per essere nutrici agli spiriti. Non si nutre al seno se non si ha latte sano, abbondante e nutriente. Voglia la buona volontà degli uomini... (La Vergine piange). Ti risparmio molte verità. Ricorda il dettato arso per ordine di Gabriele. E ama, credi, opera, per molti, per tutti, figlia da Noi benedetta». (Mentalmente le chiedo perché apparve bruna a quell'uomo).
Mi risponde: «Per l'ombra della grotta e il riflesso del manto. Ma son ben la Madre di Gesù, che dette al Figlio un oro più cupo del suo per i suoi capelli e l'azzurro delle pupille. Quella che tu vedi. Quella che nel suo apparire Regina della Rivelazione presso Roma ha un rapporto con l'Opera e con l'Ordine dei S. di M., o Maria, piccola serva di Maria che Io ho stretta sotto il manto nero dei Servi di Maria tante volte e al quale Ordine mio Figlio legò e affidò l'Opera... se ne avessero conosciuto l'Autore».
tratto da http://trefontane.altervista.org/index.php
martedì 8 aprile 2014
Il sesto giorno fu dunque creato l’uomo, completo, perfetto in ogni sua parte materiale e spirituale
Prendo spunto da una pretestuosa trasmissione televisiva di ieri sera, che diceva di essere scientifica ma era solo propaganda atea: solo titolo (Visionari) era veritiero.
Per essere testimoni della verità, vi invito a leggere cosa ha detto Nostro Signore Gesù Cristo ad una mistica italiana del Novecento sui temi della creazione e della teoria dell'evoluzionismo.
(Altri estratti tematici li trovate in http://www.mariavaltorta.it/Estratti%20tematici.html)
Gesù a Maria Valtorta, dal QUADERNO 122 (scritto tra il 1949 e il 1950)
La verità di tutto è nel Libro (Ndr cioè nella Bibbia). Perché è parola scritta per ispirazione della Sapienza, ossia di Dio. Ogni altra cosa è finzione, è immaginazione, è deduzione umana. Uno solo non sbaglia mai: Dio. L’uomo, anche il più santo o il più dotto in cultura umana, può sempre errare quando parla o agisce da “uomo”, ossia quando non è mosso dallo Spirito Santo, quando non è illuminato dalla Luce-Gesù, quando toglie lo sguardo dal Padre-Dio, non vedendolo più in tutte
le sue opere. (...) Come può più l’uomo credere semplicemente se, in nome della scienza e col suffragio di incerte prove scientifiche, voi scardinate le fondamenta della Rivelazione contenuta nel Libro? Come può più l’uomo credere che Dio è potente, è amoroso, è Padre che ha cura dei suoi figli se, in grazia delle vostre scoperte, l’uomo è percosso da castighi –no, non castighi, perché da tutte le leggi umane è castigato il malvagio, mentre i vostri mezzi di distruzione colpiscono un numero smisurato di non malvagi– se l’uomo è torturato sino ad impazzirne o morirne di terrore o di ferite, ridotto a non avere più neppure la tana che Dio concede agli animali anche feroci, il cibo e le vesti concessi agli uccelli e ai fiori del campo? (...) Il delitto più grande! Distruggere la fede e la fiducia. La fede nelle verità della Rivelazione. La fiducia nella bontà e onnipotenza divina. (...)
È il dubbio che sorge! È il conseguente rilassamento della fede, dei costumi! È la preghiera abbandonata! È la disperazione, talora! Ecco i frutti della scienza disgiunta dalla Sapienza. I frutti del maledetto albero della scienza, non reso buono dall’innesto della Sapienza. (...)
Il miracolo non va negato per ossequio al razionalismo. Non il miracolo della Creazione, non quello di una guarigione d’anima o di carne. La materia fu tratta dal nulla e ordinata al suo singolo fine da Dio. Un’anima morta o malata di malattia spirituale inguaribile, fu guarita da Dio, con questo o quel mezzo, ma sempre da Dio. Un corpo condannato a morire può da Dio esser guarito. Sempre da Dio, anche se Egli si serve di un’apparizione o di un giusto per convertire e guarire uno spirito, o della particolare fiducia in un santo per guarire una carne. I razionalisti sappiano vedere. Grande cosa la ragione. Grande cosa essere creatura razionale. Ma più grande cosa è lo spirito. (...)
Come possono, coloro che vogliono spiegare la Creazione e la vita come autogenesi e poligenesi, negare che l’Onnipotente possa meno di ciò che poté creare al principio, e non era neppure materia, ma solo caos, e poi erano solo cose limitate e imperfette? È logico, puramente logico e ragionevole, che si possa ammettere il miracolo del caos che da sé si ordina e genera da sé la cellula, e la cellula si evolve in specie, e questa specie in altre sempre più perfette e numerose, mentre si definisce che Dio non poté fare da Sé tutta la
creazione? È logico e ragionevole sostenere l’evoluzione della specie, anzi di una
data specie sino alla forma animale più perfetta perché dotata di parola e
di ragione, anche solo di queste, quando si vede da millenni che ogni creatura animale non ha acquistato ragione e parola pur convivendo con l’uomo? Ogni animale, da millenni è quale fu fatto. Ci sarà stato impiccolimento strutturale, ci saranno stati incroci per cui, dalle razze prime create, vennero altre razze ibride. Ma per passare di epoche e di millenni mai si vide che il toro cessasse d’esser tale, e tale il leone, e tale il cane, che pur convive con l’uomo da secoli e secoli. E neppure mai si vide che le scimmie, col passare dei millenni e coi contatti con l'uomo, di cui possono, sì, imitare i gesti, ma non possono
imparare la favella, divenissero uomini, almeno animali uomini. Sono le stesse creature inferiori che smentiscono, con l’evidenza dei fatti, le elucubrazioni dei cultori della scienza solo razionale. Quali erano, sono. Testimoniano dell’onnipotenza di Dio con la varietà delle specie. Ma non si sono evolute. Quali erano sono rimaste, coi loro istinti, le loro leggi naturali, la loro speciale missione, che non è inutile, mai, anche se in apparenza può parerlo. Dio non fa opere inutili e totalmente nocive. Il veleno stesso del serpente è utile e ha la sua ragione d’essere.
I razionalisti sappiano vedere. Si levino le lenti del razionalismo scientifico e vedano alla luce di Dio, col mezzo della Parola divina che parlò per bocca dei patriarchi e profeti del Tempo antico, e dei santi, mistici o contemplatori del Tempo nuovo, ai quali sempre un Unico Spirito rivelò o ricordò cose nascoste e cose passate, alteratesi nella verità, passando di bocca in bocca. Vedano soprattutto col mezzo della Parola incarnata e Luce del mondo: Gesù, il Maestro dei maestri, il quale non ha cambiato una sillaba della Rivelazione contenuta nel Libro, ma. Egli che essendo Onniscienza e Verità tutto sapeva nella interezza della Verità, l’ha anzi confermata e riportata, nel senso talora
svisato ad arte dai rabbi d’Israele, alla primiera forma che è l’unica vera.
L’uomo attuale non è il risultato di un’evoluzione ascendentale, ma il doloroso risultato di una evoluzione discendentale, in quanto la colpa di Adamo ha per sempre leso la perfezione fisico-morale-spirituale dell’uomo originale. Tanto l’ha lesa che neppure la Passione di Gesù Cristo, pur restituendo la vita della Grazia a tutti i battezzati, può annullare i residui della colpa, le cicatrici della gran ferita, ossia quei fomiti che sono la rovina di coloro che non amano o poco amano Dio, e il tormento dei giusti, che vorrebbero non avere neppure il pensiero più fugace attirato dalle voci dei fomiti e che lottano per tutta la vita l’eroica battaglia, pur di rimanere fedeli al Signore.
L’uomo non è il risultato di un’evoluzione, così come il Creato non è il prodotto di un’autogenesi. Per avere un’evoluzione occorre avere sempre una prima sorgente creativa. E pensare di avere avuto dalla autogenesi di una sola cellula le infinite specie, è un assurdo impossibile.
Per vivere, la cellula ha bisogno di un terreno vitale in cui siano gli elementi che permettono e mantengono la vita. Se la cellula si autoformò dal nulla, dove trovò gli elementi per formarsi, vivere e riprodursi? Se essa non era ancora quando iniziò ad essere, come trovò gli elementi vitali: aria, luce, calore, acqua? Ciò che non è ancora, non può creare. E come allora essa, la cellula, trovò al suo formarsi i quattro elementi? E chi le dette, quale sorgente, il germe “vita”? E quando, per ipotesi, questo inesistente avesse potuto formarsi dal nulla, come, dalla sua unica unità e specie, avrebbero potuto venire tante specie diverse quante sono quelle che si trovano nel Creato sensibile? (...)
Se così fosse, la cellula sarebbe più grande dell’Infinito. Perché l’Infinito, il Senza Misura in ogni suo attributo, operò per sei giorni, sei epoche, a fare il Creato sensibile, suddividendo il lavoro creativo in sei ordini di creazioni ascendenti, evolventi, questo sì, verso una perfezione sempre maggiore 1? Non già perché Egli imparasse sempre più a creare, ma per l’ordine che regola tutte le sue divine operazioni. (...)
Il sesto giorno fu dunque creato l’uomo, completo, perfetto in ogni sua parte materiale e spirituale, fatto secondo il Pensiero di Dio, secondo l’ordine (il fine) per cui era stato creato: amare e servire il suo Signore durante la vita umana, conoscerlo nella sua Verità, e quindi godere di Lui, per sempre, nell’altra.
Fu creato l’unico Uomo, quello dal quale doveva venire tutta l’Umanità, e per prima la Donna compagna dell’Uomo e all’Uomo, col quale avrebbe popolato la Terra, regnando su tutte le altre creature inferiori. Fu creato l’unico Uomo, quello che come padre avrebbe trasmesso ai suoi discendenti tutto quanto aveva ricevuto: vita, sensi, facoltà materiali, nonché immunità da ogni sofferenza, ragione, intelletto, scienza, integrità, immortalità, e infine, dono dei doni, la Grazia.
La tesi dell’origine dell’uomo secondo la teoria evoluzionista, per sostenere il suo errato asserto si appoggia sulla conformazione dello scheletro e sulla diversità dei colori della pelle e dell’aspetto, che non è tesi contro la verità dell’origine dell'uomo–creatura creata da Dio– ma a favore. Perché ciò che rivela l’esistenza di un Creatore è proprio la diversità dei colori, delle strutture, delle specie delle creature da Lui, il Potentissimo, volute. (...)
Quando e come avrebbe l’uomo dovuto ricevere l'anima, se egli fosse il prodotto ultimo di un’evoluzione dai bruti? È da supporsi che i bruti abbiano ricevuto insieme alla vita animale l’anima spirituale? L’anima
immortale? L’anima intelligente? L’anima libera? È bestemmia solo il pensarlo. Come allora potevano trasmettere ciò che non avevano? E poteva Dio offendere Se stesso infondendo l’anima spirituale, il suo divino soffio, in un animale, evoluto sin che si vuole pensarlo, ma sempre venuto da una lunga procreazione di bruti? Anche questo pensiero è offensivo al Signore. Dio, volendosi creare un popolo di figli per espandere l’amore di cui
sovrabbonda e ricevere l’amore di cui è sitibondo, ha creato l’uomo direttamente, con un suo volere perfetto, in un’unica operazione avvenuta nel sesto giorno creativo, nella quale fece della polvere una carne viva e perfetta, che poi ha animata
–per la sua speciale condizione di uomo, figlio adottivo di Dio ed erede del Cielo– non già solo dell’anima “che anche gli animali hanno nelle nari e che cessa con la morte dell’animale, ma dell’anima spirituale che e immortale, che sopravvive oltre la morte del corpo e che rianimerà il corpo, oltre la morte, al suono delle trombe del Giudizio finale e del Trionfo del Verbo Incarnato, Gesù Cristo, perché le due nature, che insieme vissero sulla Terra, vivano insieme gioendo o soffrendo, a seconda di come insieme meritarono, per l'eternità.
Questa è la verità. Sia che l’accogliate o che la respingiate. Ma nonostante che in molti vogliate respingerla ostinatamente, un attimo verrà che la conoscerete perfettamente e vi si scolpirà nello spirito, facendovi convinti di aver perso il Bene in eterno per voler seguire superbia e menzogna.
http://bibliotecaneval.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/Evoluzione-secondo-M.V..pdf
martedì 25 marzo 2014
IL PURGATORIO - MARIA VALTORTA
4 ottobre 1949, ore 15,30. - dal QUADERNO N.119
Dopo tanto vedo mia mamma, fra le fiamme del Purgatorio.
Non l’ho mai vista nelle fiamme. Grido. Non riesco a reprimere il grido che poi giustifico a Marta con una scusa, per non impressionarla.
La mia mamma non è più così fumosa, gnigiastra, dall’espressione dura, ostile al Tutto e a tutti, come la vedevo nei primi 3 anni dopo la morte quando, benché la supplicassi, non voleva volgersi a Dio... né è annebbiata e mesta, quasi spaventata, come la vidi per gli anni successivi. È bella, ringiovanita, serena. Sembra una sposa nella sua veste non più grigia ma bianca, candidissima. Emerge dalle fiamme dall’inguine in su.
Le parlo. Le dico: “Sei ancora lì, mamma? Eppure ho tanto pregato per abbreviarti la pena e ho fatto pregare. Stamane per il sesto anniversario ti ho fatto la S. Comunione. E sei ancora lì!”.
Ilare, festosa, mi risponde: “Sono qui, ma per poco ancora. So che hai pregato e fatto pregare. Questa mattina ho fatto un gran passo verso la pace. Ringrazio te e la suora che ha pregato per me. Ricompenserò poi... Presto. Fra poco ho finito di purgarmi. Ho già purgato le colpe della mente... la mia testa orgogliosa... poi quelle del cuore... i mieì egoismi... Erano le più gravi. Ora espio quelle della parte inferiore. Ma sono un’inezia rispetto alle prime”.
“Ma quando ti vedevo così fumosa e ostile.., non volevi volgerti al Cielo...”.
“Eh! Ero ancora superba... Umiliarmi? Non volevo. Poi è caduto l’orgoglio”.
“E quando eri così triste?”.
“Ero ancora attaccata agli affetti terreni. E tu sai che non era un attaccamento buono... Ma capivo già. Ero triste per questo. Perché capivo, ora che non c’era più colpa di superbia, che avevo amato male Dio, volendolo mio servo, e male voi...”.
“Non ci pensare più, mamma. Ora è passato”.
“Sì, è passato. E se sono così ti ringrazio. È per te che sono così. Il tuo sacrificio... Mi ha ottenuto il purgatorio e fra poco la pace”.
“Nel 1950?”.
“Prima! Prima! Presto!”.
“Allora non ci sarà più da pregare per te”.
“Prega lo stesso come io fossi qui. Ci sono tante anime, di ogni specie, e molte di madri, dimenticate. Bisogna amare e pensare a tutti. Ora lo so. Tu sai pensare a tutti, amare tutti. So anche questo ora, e lo capisco, ora, che è giusto. Ora non imbastisco (precise parole) più il processo a Dio. Ora dico che è giusto...”.
“Allora tu prega per me”.
“Eh! prima ci ho pensato a te. Vedi come tì ho conservato la casa. sai, eh? Ma ora pregherò per la tua anima e perché o tu sii felice tu venga con me”.
“E papà? Dove è papà?”.
“In Purgatorio”.
“Ancora? Eppure era buono. Morì da cristiano, con rassegnazione”.
“Più di me. Ma è qui. Dio giudica diverso da noi. Un modo tutto suo...”.
“Come mai papà è lì ancora?”.
“Eh!!” (ci resto male, lo speravo in Cielo da un pezzo).
“E la mamma di Marta? Sai, Marta...”.
“Sì, sì. Ora so cosa è Marta. Prima.., il mio carattere... La mamma di Marta è fuori di qui da tanto tempo”.
“E la mamma della mia amica Eroma Antonifli? Sai...”.
“So. Noi sappiamo tutto. Noi purganti. Meno bene dei santi. Ma sappiamo. Quando io scendevo qui, lei ne usciva”.
Vedo il lingueggiare delle fiamme e mi dànno pena. Le chiedo:
“Soffri molto per quel fuoco?”
“Ora no. Ora ce ne è un altro più forte che non fa quasi sentire questo. E poi... quell’altro fuoco dà voglia di soffrire. E allora il soffrire non fa male. Io non volevo mai soffrire... lo sai...”.
“Sei bella, mamma, ora. Sei come ti volevo”.
“Se sono così lo devo a te. Eh! quante cose si capiscono quando si è qui. Si capiscono sempre di più, più ci si purifica dell’orgoglio e dell’egoismo. Ne avevo tanto...”.
“Non ci pensare più”.
“Ci devo pensare... Addio, Maria...”.
“Addio, mamma. Vieni presto a prendermi...”.
“Quando Dio vorrà...”.
Ho voluto segnare questo. Contiene insegnamenti. Dio punisce prima le colpe della mente, poi del cuore, ultime le debolezze della carne. Bisogna pregare, come fossero nostri parenti, per i purganti abbandonati; il giudizio di Dio è ben diverso dal nostro; i purganti capiscono ciò che non capivano in vita perché pieni di se stessi.
A parte il dispiacere per papà... sono contenta di averla vista così serena, lieta anzi, povera mamma!
Visione del Paradiso (del 25 maggio 1944 - QUADERNO 22 - a pagina 19 del file)
(...) È qui che comprendo ciò che è il Paradiso. E ciò di che è fatta la sua Bellezza, Natura, Luce e Canto. È fatta dall’Amore. Il Paradiso è Amore. È l’Amore che in esso crea tutto. È l’Amore la base su cui tutto si posa. È l’Amore l’apice da cui tutto viene.
Dopo tanto vedo mia mamma, fra le fiamme del Purgatorio.
Non l’ho mai vista nelle fiamme. Grido. Non riesco a reprimere il grido che poi giustifico a Marta con una scusa, per non impressionarla.
La mia mamma non è più così fumosa, gnigiastra, dall’espressione dura, ostile al Tutto e a tutti, come la vedevo nei primi 3 anni dopo la morte quando, benché la supplicassi, non voleva volgersi a Dio... né è annebbiata e mesta, quasi spaventata, come la vidi per gli anni successivi. È bella, ringiovanita, serena. Sembra una sposa nella sua veste non più grigia ma bianca, candidissima. Emerge dalle fiamme dall’inguine in su.
Le parlo. Le dico: “Sei ancora lì, mamma? Eppure ho tanto pregato per abbreviarti la pena e ho fatto pregare. Stamane per il sesto anniversario ti ho fatto la S. Comunione. E sei ancora lì!”.
Ilare, festosa, mi risponde: “Sono qui, ma per poco ancora. So che hai pregato e fatto pregare. Questa mattina ho fatto un gran passo verso la pace. Ringrazio te e la suora che ha pregato per me. Ricompenserò poi... Presto. Fra poco ho finito di purgarmi. Ho già purgato le colpe della mente... la mia testa orgogliosa... poi quelle del cuore... i mieì egoismi... Erano le più gravi. Ora espio quelle della parte inferiore. Ma sono un’inezia rispetto alle prime”.
“Ma quando ti vedevo così fumosa e ostile.., non volevi volgerti al Cielo...”.
“Eh! Ero ancora superba... Umiliarmi? Non volevo. Poi è caduto l’orgoglio”.
“E quando eri così triste?”.
“Ero ancora attaccata agli affetti terreni. E tu sai che non era un attaccamento buono... Ma capivo già. Ero triste per questo. Perché capivo, ora che non c’era più colpa di superbia, che avevo amato male Dio, volendolo mio servo, e male voi...”.
“Non ci pensare più, mamma. Ora è passato”.
“Sì, è passato. E se sono così ti ringrazio. È per te che sono così. Il tuo sacrificio... Mi ha ottenuto il purgatorio e fra poco la pace”.
“Nel 1950?”.
“Prima! Prima! Presto!”.
“Allora non ci sarà più da pregare per te”.
“Prega lo stesso come io fossi qui. Ci sono tante anime, di ogni specie, e molte di madri, dimenticate. Bisogna amare e pensare a tutti. Ora lo so. Tu sai pensare a tutti, amare tutti. So anche questo ora, e lo capisco, ora, che è giusto. Ora non imbastisco (precise parole) più il processo a Dio. Ora dico che è giusto...”.
“Allora tu prega per me”.
“Eh! prima ci ho pensato a te. Vedi come tì ho conservato la casa. sai, eh? Ma ora pregherò per la tua anima e perché o tu sii felice tu venga con me”.
“E papà? Dove è papà?”.
“In Purgatorio”.
“Ancora? Eppure era buono. Morì da cristiano, con rassegnazione”.
“Più di me. Ma è qui. Dio giudica diverso da noi. Un modo tutto suo...”.
“Come mai papà è lì ancora?”.
“Eh!!” (ci resto male, lo speravo in Cielo da un pezzo).
“E la mamma di Marta? Sai, Marta...”.
“Sì, sì. Ora so cosa è Marta. Prima.., il mio carattere... La mamma di Marta è fuori di qui da tanto tempo”.
“E la mamma della mia amica Eroma Antonifli? Sai...”.
“So. Noi sappiamo tutto. Noi purganti. Meno bene dei santi. Ma sappiamo. Quando io scendevo qui, lei ne usciva”.
Vedo il lingueggiare delle fiamme e mi dànno pena. Le chiedo:
“Soffri molto per quel fuoco?”
“Ora no. Ora ce ne è un altro più forte che non fa quasi sentire questo. E poi... quell’altro fuoco dà voglia di soffrire. E allora il soffrire non fa male. Io non volevo mai soffrire... lo sai...”.
“Sei bella, mamma, ora. Sei come ti volevo”.
“Se sono così lo devo a te. Eh! quante cose si capiscono quando si è qui. Si capiscono sempre di più, più ci si purifica dell’orgoglio e dell’egoismo. Ne avevo tanto...”.
“Non ci pensare più”.
“Ci devo pensare... Addio, Maria...”.
“Addio, mamma. Vieni presto a prendermi...”.
“Quando Dio vorrà...”.
Ho voluto segnare questo. Contiene insegnamenti. Dio punisce prima le colpe della mente, poi del cuore, ultime le debolezze della carne. Bisogna pregare, come fossero nostri parenti, per i purganti abbandonati; il giudizio di Dio è ben diverso dal nostro; i purganti capiscono ciò che non capivano in vita perché pieni di se stessi.
A parte il dispiacere per papà... sono contenta di averla vista così serena, lieta anzi, povera mamma!
Visione del Paradiso (del 25 maggio 1944 - QUADERNO 22 - a pagina 19 del file)
(...) È qui che comprendo ciò che è il Paradiso. E ciò di che è fatta la sua Bellezza, Natura, Luce e Canto. È fatta dall’Amore. Il Paradiso è Amore. È l’Amore che in esso crea tutto. È l’Amore la base su cui tutto si posa. È l’Amore l’apice da cui tutto viene.
Il Padre opera per Amore. Il Figlio giudica per Amore. Maria vive per Amore. Gli angeli cantano per Amore. I beati osannano per Amore. Le anime si formano per Amore. La Luce è perché è l’Amore. Il Canto è perché è l’Amore. La Vita è perché è l’Amore. Oh! Amore! Amore! Amore!... Io mi annullo in Te. Io risorgo in Te. Io muoio, creatura umana, perché Tu mi consumi. Io nasco, creatura spirituale, perché Tu mi crei. (...)
lunedì 24 marzo 2014
L'ANNUNCIAZIONE
Testi tratti dalle rivelazioni a Maria Valtorta (Il Poema dell'Uomo Dio vol I ), per approfondire l'argomento e contemplare la santità dei protagonisti
Dio volle un seno senza macchia
L'Annunciazione dell'Angelo Gabriele alla Vergine
L'ubbidienza di Maria
Maria lascia che sia Dio a rivelare a Giuseppe il mistero
La passione di Giuseppe
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